38
38
Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, SIGNED AND TITLED ON THE REVERSE, OIL, HOLE AND GRAFFITI ON CANVAS. EXECUTED IN 1963-64.
前往
38
Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, SIGNED AND TITLED ON THE REVERSE, OIL, HOLE AND GRAFFITI ON CANVAS. EXECUTED IN 1963-64.
前往

拍品詳情

當代藝術

|
米蘭

Lucio Fontana
1899-1968年
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED, SIGNED AND TITLED ON THE REVERSE, OIL, HOLE AND GRAFFITI ON CANVAS. EXECUTED IN 1963-64.
firmato; firmato e intitolato sul retro
olio, squarcio e graffiti su tela
cm 65x54
Eseguito nel 1963-64
參閱狀況報告 參閱狀況報告

來源

Collezione L’Erede, Livorno
Galerie Pierre, Stoccolma
Ivi acquistato dall'attuale proprietario negli anni Novanta

出版

Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, Vol II, Bruxelles 1974, pp. 140-141, n. 63-64 O 7, illustrato
Enrico Crispolti, Fontana Catalogo generale Volume secondo, Milano 1986, p. 479, n. 63-64 O 7, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. II, p. 672, n. 63-64 O 7, illustrato

相關資料

“Fontana, tagliando i legami che collegano un gran numero d’espressioni dette d’avanguardia ai dati estetici più classici, ha fatto esistere una pittura che dice spaziale, e che è in tutto supplementare allo spazio degli altri. E’ paragonabile in grandezza solamente a Picabia. I suoi “Quadri a Buchi”, “Quadri a tagli” e le sue “Bocce” sono gli aeroliti di un’arte futura caduti nel nostro presente: iniziamo solamente a poterci sognare”.

Alain Jouffroy, Galerie XX Siècle, Parigi 1965

 “Fontana, by cutting the bonds that connect a large number of avant-garde expressions to the most classical aesthetic data, has given life to a spatial painting, and which is entirely supplementary to the space of others. He is comparable in greatness only to Picabia. His "Paintings with Holes", "Paintings with Cuts" and his "Boules" are the aeroliths of a future art that have fallen into our present: we only start dreaming with them.”


Concetto Spaziale
, datato 1963-64, è un lavoro imponente, che si erge come emblema della poetica del pittore italo-argentino.
L’esiguo intervallo della tela non è più sufficiente per descrivere un mondo che ha confini sempre più labili ed eterei, bisogna andare oltre. Ed è allora che Fontana prende un puntello e con un gesto minimale squarcia la tela in un’azione rivelatrice: un movimento irreversibile di contenuta vertigine, di assoluta bellezza, che mette in moto la continuità della materia nello spazio. L’artista vuole creare una sensazione d’infinito per dare valore allo spazio e rendergli la tridimensionalità che merita; non è più qualcosa di così insignificante da potersi circoscrivere in un rettangolo.
Sono diversi gli elementi che caratterizzano questo lavoro. Il primo, è certamente il colore: di un verde intenso, che comunque non basta a nascondere l’oblio nero dell’apertura. Datata 1963-64, quest’opera si colloca inoltre nel pieno delle sperimentazioni coloristiche di Lucio Fontana. Accantonato il bianco, nei primissimi anni Sessanta l’artista inizia a riflettere sull’interazione tra idropittura e mancanza. In questo caso il verde, steso omogeneamente sulla tela, diviene metafora di altro, finendo per valorizzare l’apertura stessa, portale verso una dimensione altra.
Restiamo in silenzio davanti ad un “occhio” che ci fissa, ma di cui non riusciamo a percepire lo spirito interno, il vuoto ci assale, è come soffermarsi davanti ad uno specchio che riflette la possibile rivelazione di un futuro lontano.

Concetto Spaziale, dated 1963-64, is an imposing work, which stands as an emblem of the poetics of the Italian-Argentine painter.The small interval of the canvas is no longer sufficient to describe a world that has ever more labile and ethereal borders, we need to go beyond. And it is then that Fontana takes a prop and with a minimal gesture tears the canvas into a revealing action: an irreversible movement of contained vertigo, of absolute beauty, which sets in motion the continuity of matter in space. The artist wants to create a feeling of infinity to give value to the space and confer to it the three-dimensionality it deserves; it is no longer something so insignificant that can be circumscribed in a rectangle.
There are several elements that characterize this work. The first is certainly the color: an intense green, which however is not enough to hide the black oblivion of the opening. Dated 1963-64, this work is also at the heart of Lucio Fontana's color experiments. By putting aside the white, in the early Sixties the artist began to reflect on the interaction between waterpaint and void. In this case, the green, spread homogeneously on the canvas, becomes a metaphor for something else, ultimately enhancing the opening itself, leading to another dimension.
We remain silent in front of an "eye" that stares at us, but of which we can not perceive the internal spirit, the void assails us, it is like dwelling in front of a mirror that reflects the possible revelation of a distant future.

當代藝術

|
米蘭