Lot 101
  • 101

FAUSTO MELOTTI | Vaso

Estimate
12,000 - 18,000 EUR
Sold
17,500 EUR
bidding is closed

Description

  • Fausto Melotti
  • Vaso
  • ceramica smaltata policroma 
  • cm 36,5x9
  • Eseguito nel 1958 circa

Catalogue Note

Sotheby's: Come è nato il Suo interesse per l’arte ed il design?
Il Collezionista: Sono nato a Milano, e quindi il Design fa parte del mio DNA. Gio Ponti aveva istituito il premio Compasso d’Oro, e una selezione degli oggetti premiati riceveva il privilegio di essere venduta in Rinascente. Così la nostra, come altre case milanesi, era piena di strepitosi oggetti di Sarfatti, Albini, Zanuso, Nizzoli, Castiglioni, Magistretti, Albini, Joe Colombo... L’interesse per l’Arte nasce nell'ambito della famiglia e cresce grazie agli stimoli e ai fervori presenti in Italia di quegli anni di ottimismo. Ricordo ad esempio la benemerita decisione del Comune di Milano degli anni sessanta di donare agli allievi meritevoli delle scuole elementari delle bellissime strenne fotografiche sui musei e sui luoghi d’Arte milanesi: il Castello, il Poldi Pezzoli, Santa Maria delle Grazie, l’Ambrosiana. E la disponibilità di una maestra colta e appassionata, Aurelia Basellini, che -guida entusiasta- ci accompagnava a visitare questi capolavori.    
 
S.: Come mai le Sue preferenze si sono concentrate su Melotti?    
C.: Ho avuto il privilegio e la fortuna di essere amico delle tre figlie di Gio Ponti, ed è stata proprio Lisa a contagiarmi con la passione per questo grande artista, in particolar modo per le sue opere in ceramica. Il regalo di nozze che ricevette da Melotti in occasione del suo matrimonio era -non a caso- un tavolo con una base troncoconica in ceramica che continuava -dopo il piano tondo in cristallo molato- con un altro tronco di cono sempre in ceramica che fungeva da portafiori.
Le ceramiche di Melotti avevano un ruolo di primo piano in tutti i lavori di Gio Ponti: sia sui transatlantici che nelle ville in Iran o in quella in Venezuela, nella sede di rappresentanza dell’Alitalia di Milano e di New York , come negli arredi privati milanesi affidati al grande architetto.   

S.: Quale evoluzione vorrebbe che prendesse ora la Sua collezione ?
C.: L’amore per la ceramica tutta è nata a cinque anni sulla Costiera Amalfitana, dove io rimanevo incantato dalle stradine e dalle discese a mare piastrellate di cocci colorati, residui di lavorazione delle ceramiche di Vietri. Quando l’anno successivo i miei genitori mi portarono a Vietri a visitare i laboratori di Solimene, e mi regalarono una piastrella con un pastore e un asinello disegnata dalla grande Irene Kowaliska, l’entusiasmo divenne una passione. 
Ora mi sto interessando molto ai grandi ceramisti italiani degli anni sessanta e settanta, che -spronati e patrocinati dal grande Lucio Fontana- cercavano nuove forme, materiali e linguaggi, ricerca che da sempre determina l'eccellenza italiana in questo settore. Il fatto che in molte lingue il termine ceramica si traduca con faience, (in omaggio alla città di Faenza, polo di produzione internazionale sin dal Medioevo) prova questa lunga tradizione.

Sotheby's: How did your interest in art and design come about?

The Collector: I was born in Milan, so Design is part of my DNA. Gio Ponti had just established the ‘Compasso d'Oro’ award, and a selection of the awarded objects were sold in the Rinascente in Milan. So our home, like others in Milan, was filled with sensational objects by Sarfatti, Albini, Zanuso, Nizzoli, Castiglioni, Magistretti, Albini, Joe Colombo... My interest in art was born out of the family business and grew with the stimuli and fervour present in Italy during those years of optimism. I remember, for example, the commendable decision of the Municipality of Milan in the 1960s to gift beautiful photographs of the museums and places of Milanese art to deserving elementary school students. These depicted the Sforzesco Castle, the Poldi Pezzoli Museum, Santa Maria delle Grazie, the Ambrosiana. Then there was my cultured and passionate teacher, Aurelia Basellini, who was an enthusiastic guide on our visits to see these masterpieces.

 

S.: Why did you focus specifically on the work Fausto Melotti?

C.: I had the privilege and the good fortune to be friends with Gio Ponti's three daughters, and it was Lisa who instilled in me a passion for this great artist, and in particular for his ceramic works. The wedding gift she received from Melotti was, not by chance, a table with a truncated ceramic cone base, a round top in cut crystal and another truncated ceramic cone always in that served as flower holders. Melotti's ceramics played a leading role in all of Gio Ponti's works. From transatlantic liners, to the villas of Iran or Venezuela, from the Alitalia headquarters in Milan and New York, to the private spaces entrusted by the Milanese to the great architect.

 

S.: What direction would you like your collection to take now?

C.: My love for the ceramics was born at five years old on the Amalfi Coast, where I was enchanted by the narrow streets and by the slopes tiled with coloured shards of Vietri ceramics. When my parents took me to Vietri the following year to visit Solimene's workshops, and they gave me a tile depicting a shepherd and a donkey designed by the great Irene Kowaliska, my enthusiasm became a passion. I am now very interested in the great Italian ceramists of the 60s and 70s, who sought new forms, materials and languages, spurred on by the great Lucio Fontana. Their research has determined Italian excellence in this sector. The fact that in many languages ​​the term ‘ceramic’ translates into ‘faience’ (in homage to the city of Faenza, a center of international production since the Middle Ages) proves that this is an artistic tradition with a long history.



L'opera è accompagnata da certificato di autenticità rilasciato dall'Archivio Fausto Melotti, Milano, con il n. VA 509
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