Lot 7
  • 7

Alighiero Boetti

Estimate
250,000 - 350,000 EUR
Sold
537,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Alighiero Boetti
  • Senza titolo
  • firmato e datato Peshawar 1988 sul risvolto
  • ricamo su tela

Provenance

Studio Raffaelli, Trento
Collezione privata Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Catalogue Note

"...Vorrei parlare del vento: questa forza che rende le cose leggere, che movimenta e trasporta, che rende leggere anche le cose pesanti. Il vento è un attimo di grazia. Le forme create dal vento sono sempre delle forme di energia, di ovimento. Il vento, inoltre, rende le cose provvisorie, e dà anche la dimensione del tempo, perchè realizza nelle forme la successione di istante dopo istante dopo istante... Un colpo di vento è anche un colpo di via al passato, alle tracce del passato. Il vento trasforma continuamente le forme: lo si può vedere nella neve, nella polvere, nella sabbia. é' una vera forza viva, reale, come i raggi del sole, ma più leggera, anche se la sua energia può essere talvolta violentissima. Ma la sua immagine resta quella della leggerezza, anche mentalmente: le parole leggere, ventilate."
Gli Arazzi grandi sono come questa immagine del vento, che Alighiero formulò nel 1988. Tutte le parole che egli dal 1972 iscrisse nel quadrato degli Arazzi piccoli e che sono in gran parte elementi costitutivi dei grandi arazzi riguardano la natura, il mondo e le sue leggi. Sono spesso immagini, parafrasi, riflessi della loro struttura o semplicemente frammenti del loro insieme, che affiorano nei quadri come coppie di termini, motti o frammenti di testo. A tale riguardo non deve meravigliare che Boetti con gli Arazzi grandi abbia sviluppato un sistema di forme che si fonda su diverse leggi matematiche e principi compositivi, e che tuttavia non tralascia mai la poesia.

"I want to talk about the wind: the force which makes things light, which moves things and carries them away, and even makes the heavy light. Wind is a moment of mercy. The shapes it creates are always shapes of energy and movement. By dint of the wind, things become provisional again, it instills them with the dimension of time for it impresses on them the shape of a sequence of one moment after the other... A burst of wind blows clear a path into the past and to the tracks made in it. Wind constantly changes all shapes: you see this as regards snow, dust, or sand. It is a real living form, like the rays of the sun, but even lighter, although sometimes it becomes exceptionally violent energy. Yet its image remains that of lightness, that of the spirit: the light and airy words."
The Arazzi grandi resemble this metaphor for the wind which Alighiero penned in 1988. All the words which he inscribed in the square of the Arazzi piccoli in 1972 and which are constitutive elements of the large embroidered pictures have to do with nature, the world and its regularities and laws. Often they contain metaphors, paraphrases, mirror images of their structure or simply small fragments of their entirety which crop up in the pictures as pairs of concepts, saying  or textual fragments. To this extent, it is hardly surprising that with the Arazzi grandi Boetti devised an artistic system based on various mathematical laws and compositional principles, but never lost sight of poetry in the process.

In Alighiero Boetti, Mettere a mondo il mondo, Francoforte 1998 
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