Lot 10
  • 10

Josef Albers

Estimate
350,000 - 450,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Josef Albers
  • Study to Homage to the square: "on a slope"
  • siglato e datato 59; firmato, intitolato, iscritto e datato 1959 sul retro
  • olio su masonite

Provenance

Sidney Janis, New York
B.C. Holland Inc., Chicago
Galleria d'Arte Medea, Milano
Collezione Privata, Roma

Exhibited

Raleigh, The North Carolina Museum of Art, Josef Albers - Retrospective exhibition, 1962, cat. 33, non illustrato
Milano, Galleria Medea, Tre interventi nello spazio astratto - Albers - Fontana - Hartung, 1973, n. 64, illustrato

Catalogue Note

Tutte le percezioni del colore sono illusorie. Noi non vediamo i colori come realmente sono. Possiamo percepire due colori simili l'uno all'altro, o due colori uguali possono sembrarci diversi. Oppure colori opachi li percepiamo traslucidi..questo gioco dei colori- il loro modo di cambiare identità-è l'oggetto della mia ricerca e dei miei studi.(Jurgen Wibmann Josef Albers Homages to the Square as the unity of rationality and sensitivity, Josef Albers, Cologne, 1989 p. 21)

All perception of colour is deceiving. We don’t see colours as they really are. We may perceive two different colours to look alike, or two equal colours to look different. Or opaque ones to appear translucent… this game of colours  -the change of identity-is the object of my study” (Jurgen Wibmann Josef Albers Homages to the Square as the unity of rationality and sensitivity, Josef Albers, Cologne, 1989 p. 21)

“Homage to the square on a slope” potrebbe essere osservata all’infinito. E’ un’opera apparentemente di semplice realizzazione e di grande pulizia formale eppure concettualmente complessa. E’ un compendio di ricerche e approfonditi studi sul colore, la geometria e lo spazio. “Homage to the square on a slope”, realizzata nel 1959, vede Josef Albers, artista e insegnante tedesco all’epoca già residente in America, confrontarsi con il tema del quadrato nelle sue innumerevoli possibilità di esistere attraverso il colore, ricerca che, iniziata nel 1950, lo vede impegnato per oltre venticinque anni. Sovrapponendo - o affiancando – colori complementari, generalmente tre o quattro, e dipingendo su tele di medio-piccole dimensioni, come da tradizione europea, Josef Albers, alunno e poi insegnante al Bauhaus, porta avanti uno studio sulla percezione che vede l’arte non come il fine ma bensì il mezzo per sondare le capacità sensoriali di chi osserva. Per quanto impersonali possano sembrare, i lavori di Josef Albers sono invece estremamente personali, nel senso scientifico del termine. Allo stesso modo con cui uno stesso colore è immaginato differentemente da una pluralità di soggetti, ugualmente la composizione è avvertita differentemente da una pluralità di osservatori. I quadrati sembrano schiacciati l’uno sull’altro, o delicatamente sovrapposti l’uno all’altro, o ancora ritagliati l’uno attorno all’altroe così via. Le tele di Joseph Albers hanno più di una vita. A caratterizzarli è un certo metamorfismo che ne cambia continuamente l’aspetto
Realizzato nel 1959, anno delle prime grandi commissioni pubbliche dell’artista, “Homage to the square on a slope” si erge a emblema, ma anche eccezione, della tradizionale produzione artistica del pittore. Il titolo sembra infatti dettare coordinate più chiare per la decifrazione della tela.  Se immaginati in pendenza, i quadrati sembrano scivolare l’uno sul’altro, dalle tonalità fredde alle più calde, animando la composizione di una vivacità inaspettata, che rompe la sistematica ripetitività della ricerca scientifica. E’ proprio questo risvolto giocoso e dinamico a rendere raro e prezioso questo lavoro.
Formatosi al Bauhaus e influenzato da una chiara sensibilità europea, quella dell’Europa centrale e dell’Est, delle tendenze costruttiviste e del neoplasticismo, Josef Albers influenzò enormemente l’arte americana del dopoguerra, lasciando su di essa una traccia indelebile del suo fare artistico. L’arte astratta americana, dai movimenti “Hard-edge” ad una più ampia conca di influenze concettuali, vide in Joseph Albers un precursore e una costante fonte di ispirazione. Non è un caso se “Homage to the sqare on a slope” fu esposta e posseduta dal celebre gallerista Sidney Janis, la cui storica galleria newyorkese, luogo di ritrovo e di promozione dei più grandi artisti americani del ventesimo secolo, espose e sostenne per anni il lavoro del maestro tedesco.
“Homage to the square on a slope” è un vero e proprio ponte di contatto tra la cultura artistica europea e quella americana del dopoguerra, documento di un delicato momento storico e culturale, opera intima e riconoscibile di Joseph Albers

One could look at "Homage to the square on a slope"  forever. It is a work apparently simple of great formal clarity and yet conceptually very complex. It is a summary of researches and studies on colour, space and geometry. In "Homage to the square on a slope" executed in 1959,  Josef Albers, the German born, artist and professor who lived  in the United States, examines the concept of the square and its infinite possibilities of existence through colour, a research that he started in 1950 and pursued for over 25 years.
Placing side by side colours, generally three or four, and painting on medium or small sized masonite panels, as it was the European tradition, Josef Albers who was a Bauhaus  pupil and then became  professor,  pursues a research on perception that sees art not as  the final target but as the vehicle that evaluates the sensorial skills of the observer. Even if they may seem impersonal, his works are extremely personal from the scientific point of view. In the same way a colour is imagined in a different way by many viewers who observe it, the composition can be perceived differently by its observers. The squares seem to be squeezed between each other, or delicately overlapping one another, or even cut out one around the other, and so on. Josef Albers’ paintings have more than one life. They are characterized by a certain metamorphisis that continuously changes their aspect.
Executed in 1959, the year before the artist was asked to work on various public commissions, "Homage to the square on a slope" is emblematic and at the same time exceptional. Its title seems to dictate clear coordinates  for its comprehension.  If imagined on a slope the squares seem to slide one on top of the other, going from the colder to the warmer tonalities and thus unexpectedly animating the composition that breaks away from the systematic repetitiveness of the scientific research. It is this lively and dynamic characteristic of this work that makes it rare and precious.
Albers education was formed by his father a craftsman, and it was clearly influenced by the European sensitivity, mainly the Eastern European one that was characterized by Constructivism and Neo Platonic tendencies. He influenced the American post war art enormously. The American abstract art movements going from Hard –edge to a wider group of conceptual influences, perceived Albers as a precursor artist and a constant source of inspiration. It is not by chance that this work was owned and exhibited by the known New York gallerist Sidney Janis, who exhibited and promoted Albers''s work in his important exhibiting space and who represented the most important artists of the time.
"Homage to the square on a slope" creates a real link between the German and the American artistic cultures  after the war, it portrays a delicate historical moment and it is an intimate and iconic work of Josef Albers.

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