Lot 267
  • 267

Angelica Kauffmann Coira 1741-1807 Roma

Estimate
25,000 - 35,000 EUR
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Description

  • Angelica Kauffmann
  • Ritratto della poetessa Teresa Bandettini Landucci (1763-1837) nelle vesti di una Musa
  • firmato e datato sul foglio a sinistra al centro: Angelica Ars pictam/ divina Amarilli, dicavit/ Te tibi, paladiae [?]/ pignus amicitiae/ Carmina 1794

  • olio su tela

Provenance

Donato dall'artista a Teresa Bandettini Landucci a Roma, Marzo 1794;
Da qui per successione al figlio (vedi Atti della Reale Accademia Lucchese, in bibliografia, 1837);
Principessa Elisa Napoleone Baiocchi (1806-1869);
Venduto da Goldsmith a Agnew nel 1896 (vedi V. Manners in bibliografia);
C.F. Murray collection, Firenze, dal 1911;
Sestieri, Roma, 23-31 Marzo 1931, lotto 36;
Fabrizio Guidi Bruscoli, Firenze, da cui acquistato nel Novembre 1989.

Exhibited

Firenze, Palazzo Vecchio, Mostra del Ritratto, 1911;
Firenze, Palazzo Strozzi, Mostra Internazionale di Antiquariato, 23 Settembre-9 Ottobre 1989.

Literature

G.G. De Rossi, Vita di Angelica Kauffmann pittrice, Firenze 1810, p. 76;
G. Canonici Fachini, Prospetto Biografico delle Donne Italiane rinomate in Letteratura, Venezia 1824, p. 229;
Atti della Reale Accademia Lucchese in morte di Teresa Bandettini Landucci fra gli arcadi Amarilli Etrusca, Lucca 1837, p. 93;
V. Manners e G.C. Williamson, Angelica Kauffmann, R.A. Her Life and Her Works, New York 1976, pp. 94, 165 e 233;
Mostra Internazionale di Antiquariato, catalogo della mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, 23 Settembre - 9 Ottobre 1989, pp. 274-5;
C. Knight (a cura di), La "memoria delle piture" di Angelica Kauffmann, Roma 1998, p. 68;
B. Baumgärtel, Angelika Kauffmann, catalogo della mostra, Düsseldorf, Kunstmuseum, 15 Novembre 1998 - 24 Gennaio 1999, pp. 240 e 321.

INCISIONI
Francesco Bartolozzi (1727-1815);
Francesco Rosaspina (1762-1841) per il frontespizio dell'edizione del 1805 de La Teseide di Bandettini Landucci.

Catalogue Note

Teresa Bandettini Landucci era una poetessa di Lucca, ammessa in Arcadia con il nome di 'Amarilli Etrusca' o 'Amaryllis'. Iniziò la sua carriera come danzatrice e divenne una poetessa improvvisatrice di successo, raggiungendo l'apice della fama nell'ultimo decennio del XVIII secolo, proprio negli anni in cui questo ritratto fu eseguito. Bandettini Landucci recitò le sue poesie in tutta Italia "ov' ella fu udita le mille e mille volte, accesa d'estro vivace, correre estemporanea e felice tutte le vie d'Elicona, quando da maestosi sublimi pensieri innalzata, quando da cari soavi affetti commossa, ma sempre nobile nello immaginare, ma sempre leggiadra e fervida nel dire, ma sempre sobria e decente nel trattare argomenti liberi o pericolosi" (Canonici Fachini, p. 229). Il suo carattere mite e modesto ispirò rispetto e ammirazione ma anche aspre critiche. Nello stesso anno in cui è stato dipinto questo ritratto il poeta Vincenzo Monti scrisse per lei un'ode: Teco vien la pietà, teco il diletto/ Teco eleganza ne' modi ardita... (in Emporium, vol. LXIX, 1929, p. 22).

Angelica Kauffmann viaggiò molto in Italia nel 1781 dopo il matrimonio con il pittore Antonio Zucchi e vi rimase fino alla morte (1807). Verso la fine del 1782 con il marito si stabilì a Roma dove i suoi lavori erano molto richiesti, in particolare dai viaggiatori del Grand Tour, ed è probabile che a Roma abbia incontrato la Bandettini Landucci. Le due donne divennero buone conoscenti e nel 1794 la pittrice dipinse il ritratto dell'amica nelle vesti di una Musa, cinta d'edera e nell'atto di recitare una poesia. L'immagine fu incisa da Francesco Rosaspina e usata come frontespizio in diverse pubblicazioni della Bandettini Landucci, tra cui l'edizione del 1805 de La Teseide, e nel 1837 per gli Atti della Reale Accademia Lucchese in cui è menzionato il ritratto che qui presentiamo. Solo due anni prima Angelica Kauffmann aveva dipinto il ritratto di un'altra poetessa sua amica, Fortunata Fantastici, opera che oggi si trova nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze (inv. 1890, n. 4339, vedi Baumgartel, pp. 259-261, cat. n. 130, illustrato a colori). Entrambi i dipinti raffigurano il soggetto in abiti classici: la Fantastici seduta vicino a un rotolo di pergamena con la mano alzata in un gesto retorico; la Bandettini Landucci invece in piedi e in una posa più dinamica, adeguata al suo ruolo di improvvisatrice. I dipinti furono eseguiti dalla Kauffmann come segno di amicizia e il presente ritratto fu donato dalla pittrice stessa all'amica, nella cui collezione rimase fino alla sua morte, passando poi in eredità al figlio (nella cui collezione è ricordato dagli Atti della Reale Accademia Lucchese). Quando il dipinto fu offerto in asta nel 1931 era catalogato come appartenente alla Principessa Elisa Baciocchi Bonaparte, quasi certamente da identificare con Elisa Napoleone Baciocchi (1806-1869), figlia di Elisa Bonaparte, sorella minore di Napoleone I, e Felice Baciocchi, divenuti Principe e Principessa di Lucca nel 1805. Certamente i principi conoscevano la Bandettini Landucci ed è probabilmente per questo che il figlio della poetessa, dopo la morte della madre, abbia ceduto il ritratto a Elisa.

Un'altra versione del dipinto, mancante di firma e data, fu offerto nella vendita Moser a Lucerna, Fischer, 6-9 Giugno 1945, lotto 1614 (con la mancata identificazione del soggetto).

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunicato per questo lotto il diniego del rilascio dell'Attestato di Libera Circolazione e la dichiarazione di interesse storico artistico particolarmente importante.

The Ministero per i Beni e le Attività Culturali has denied the export licence for this lot and it has declared its importance in the context of the Italian cultural patrimony.