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Alighiero Boetti
ALTERNANDO DA UNO A CENTO E VICEVERSA
EMBROIDERED TAPESTRY, EXECUTED IN 1977-78
JUMP TO LOT
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Alighiero Boetti
ALTERNANDO DA UNO A CENTO E VICEVERSA
EMBROIDERED TAPESTRY, EXECUTED IN 1977-78
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Alighiero Boetti
1940 - 1994
ALTERNANDO DA UNO A CENTO E VICEVERSA
EMBROIDERED TAPESTRY, EXECUTED IN 1977-78

Opera registrata presso l'Archivio Alighiero Boetti, Roma, con il n.78/RX/3

Opera accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dall'Archivio Alighiero Boetti, Roma

Provenance

Galleria Prisma, Bolzano
Collezione privata, Roma
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Literature

Jean Cristophe Amman, Alighiero Boetti. Catalogo Generale, Milano 2012, Vol. II, p. 227, n. 927, illustrato

Catalogue Note

“Alternando da uno a cento e viceversa” è un lavoro iconico di Alighiero Boetti. Prodotto alla fine degli anni Settanta, esso si colloca all’interno di un decennio di grande sperimentazione per l’artista torinese. E’ all’inizio degli anni Settanta infatti che Alighiero Boetti visita per la prima volta l’Afghanistan e in particolare Kabul, città in cui inizia a produrre i primi celebri lavori ricamati. Proprio all’inizio di quel decennio inoltre, risalgono i lavori eseguiti su block notes in cui figura per la prima volta la scrittura in quadrato, di cui “Alternando da uno a cento e viceversa” ne è il naturale sviluppo.
Numerosi sono i temi riconducibili a questo lavoro, primo tra tutti il concetto di paternità dell’opera d’arte. Quest’ultimo è costantemente messo in discussione dall’artista: non solo perché il ricamo è il risultato della costante collaborazione del maestro con le talentuose ricamatrici afgane, ma anche perché l’artista stesso lascia alla serialità dei numeri, alla perfezione della geometria, il compito di comporre la tela. Eppure, la successione dei quadrati da uno a cento e viceversa così concepita, trasforma il lavoro in un’opera tutt’altro che impersonale. La matematica, l’ordine di una successione, trova nella casualità della sua disposizione l’elemento di svolta: alternando i quadrati in bianchi e neri, e cucendo in essi altrettanti quadrati da uno a cento a colori alternati, la tela sembra sgretolarsi nella sua parte centrale, quasi trasformandosi in un lavoro d’arte astratta. Allo stesso modo, l’accumularsi del bianco e del nero al fondo di ciascuna linea verticale che compone il ricamo, anima il lavoro di una ritmicità straordinaria. Partendo da una successione matematica, l’opera assume un’estetica personalissima, dettata dal caso. Essa allora, diviene anche spunto di riflessione sulla casualità e sul concetto, caro ad Alighiero Boetti, delle infinite possibilità di esistere.
“Alternando da uno a cento e viceversa” è testamento di una mente brillante, complessa, labirintica, un inno alla curiosità, al reiventarsi e al reinventare la realtà che ci circonda.

Alternating one to one hundred and vice versa is an iconic work by Alighiero Boetti. Executed in the second half of the Seventies, we can allocate it in the ten years in which the artist was experimenting new ideas. Alighiero Boetti goes for the first time to Afghanistan in the early Seventies and in Kabul he starts having the first embroideries executed. It is in the beginning of this decade that he illustrates on his block notes the writings within a square, from which alternating one to one hundred naturally derives.
There are several themes that lead to this work, primarily the concept of paternity of the work of art. This is a concept often debated by the artist: not only because the embroidery is the outcome of a constant collaboration between the artist and the talented Afghan weavers, but also because the artist leaves to the seriality of numbers and the precision of geometry the task of executing the canvas. Nevertheless the sequence of squares, one to one hundred and vice versa, manages to transform the canvas into a work that certainly does not lack of personality. Mathematics and the order of a sequence, find in the randomness of disposition the key point: alternating white and black squares and sewing inside them the same amount of squares in alternating colours makes the canvas seem to crumble in its central part transforming itself into an abstract work of art.  Analogously the accumulation of white and black in the background of each vertical line of the embroidery, adds to the surface an extraordinary rhythm. Starting off from a mathematical sequence the work undertakes an extremely personal aesthetic which comes from randomness. Consequently this work turns into a consideration about randomness and the concept of the infinite possibilities of existing.
"Alternando da uno a cento e viceversa" is a proof of Alighiero Boetti’s vivid mind and its complexity, it is a hymn to curiosity and the re invention of the surrounding reality.

 

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan