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拍品詳情

現代及當代藝術

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米蘭

Lucio Fontana
1899 - 1968年
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED; SIGNED AND TITLED ON THE REVERSE, OIL AND GRAFFITO ON CANVAS. EXECUTED IN 1964-65.
firmato; firmato e intitolato sul retro
olio e graffito su tela
cm 70x60
Eseguito nel 1964-65
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來源

Finarte Milano, 25 novembre 1980, lotto n. 68
Collezione privata, Milano
Collezione privata, Milano
Galleria Dante, Padova
Sotheby's Londra, 20th Century Italian Art, 12 ottobre 2012, lotto n. 26, illustrato
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

展覽

Padova, Galleria Dante, Lucio Fontana, 1988
Milano, Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, Opere scelte all'Internazionale d'Arte Contemporanea di Milano, 1989, p. 46, illustrato a colori

出版

Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue Raisonné des Peintures, Sculptures et Environnements Spatiaux, Vol. II, Bruxelles 1974, p. 141, n. 64-65 O 1, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo Generale, Vol. II, Milano 1986, p. 484, n. 64-65 O 1, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo Ragionato di Sculture, Dipinti, Ambientazioni, Vol. II, Milano 2006, p. 678, n. 64-65 O 1, illustrato

相關資料

Fin dall’antichità l’uomo ha sempre lottato contro la bidimensionalità della superficie pittorica. Dalle incisioni del neolitico ai primi studi di Leon Battista Alberti. Dalla Camera degli Sposi del Mantegna alle grottesche di Palazzo Farnese a Caprarola. Infinite ricerche sono state, nel corso della storia, perfezionate per confondere lo sguardo. La bidimensionalità pittorica è la condizione della sua irrealtà ed è di fronte a questo limen insormontabile che si pone Lucio Fontana. L’artista prende un puntello e con un gesto minimale, ma dalla folgorante illuminazione, squarcia la tela in un’azione rivelatrice. Fontana scardina la traditio e attraverso i lembi della nuova ferita si porta con sé la storia della pittura  dando inizio allo spazialismo.

Cosa c’è al di là? Quali suoni echeggiano nell’Oltre? Voci indistinte intervallate da un silenzio accecante. L’apertura cela una realtà altra, inintelleggibile ai più. Rimaniamo distanti e ci riconosciamo più nella parete bianca che in quello squarcio che è sì un invito ad affacciarsi, ma molto più un azzardo troppo bruciante per il nostro essere entità limitate nella condizione di concretezza sensibile.
Restiamo muti al cospetto di un occhio che ci fissa, ma di cui non possiamo vedere lo spirito interno, il vuoto ci assale e ci pungola dentro, non è che stanziare davanti a uno specchio che riflette il non detto, il mai saputo, la possibile rivelazione di un futuro lontano.

Since ancient times man has always fought against the two-dimensionality of the pictorial surface. From the engravings of the Neolithic period to the early studies of Leon Battista Alberti. From the Camera degli Sposi by Mantegna to the Roman frescoes of Palazzo Farnese in Caprarola. Endless research has been undertaken, over the course of history, aiming to trick the eye. Pictorial two-dimensionality is the condition of its unreality and it is in front of this insurmountable threshold that Lucio Fontana pauses. The artist picks up his instrument and with a slight gesture, nevertheless rich significance, he rips into the canvas revealing its secrets. Fontana undermines tradition and  brings all the while evoking the history of painting, giving rise to Spatialism.

What lies beyond? What sounds echo across the other side? Interspersed voices interspersed with a blinding silence. The opening hides another reality, unintelligible to most people. We remain distant and we recognize ourselves more in the white wall than in that slash which is an invitation to look out, as of a window, but too much a risk hazard for our limited selves in our condition of sensible concreteness.

We remain silent in the presence of an eye that stares at us, but whose inner spirit we are unable to see, the void assaults us. We have found ourselves in front of a mirror that reflects the unsaid, the unknown and the possible revelation of a distant future.

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