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拍品詳情

現代及當代藝術

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米蘭

Renato Guttuso
1912-1987
TRE OPERAI E UNA PROSTITUTA
SIGNED AND DATED 79, OIL ON CANVAS

來源

Galleria Torbandena, Trieste, n. 1252
Ivi acquastato dall'attuale proprietario

展覽

Milano, Galleria del Milione, Renato Guttuso, 1980, n. 15, illustrato
Trieste, Galleria Torbandena, Guttuso, 1980, illustrato a colori
Campobasso, Regione Molise, Amministrazione Comunale di Campobasso, Ente Provinciale per il Turismo, Renato Guttuso . "Le Allegarie", "Le Visite" e altre opere recenti, 1981, n. 11, illustrato
Sabbioneta, Palazzo Ducale, Guttuso e i giovani, in X Premio Lubian, 1981, n. 22
Venezia, Centro di Cultura di Palazzo Grassi, Guttuso: opere dal 1931 al 1981, 1982, n. 123, pag. 216, illustrato a colori

出版

in "Panorama" a. XVIII, n. 723, Milano, febbraio 1980, pag. 18, illustrato a colori
in "Bolaffiarte" n. 95, a. XI, Torino, febbraio 1980, pag. 53, illustrato
in "Capital" n. 11, Milano, novembre 1981, pag. 12, illustrato a colori (particolare)
AA.VV., Omaggio a Renato Guttuso, in Graphis Arte, Livorno 1982, pag. 95, illustrato a colori
in "Notizie d'Arte" a. VII, n. 5-6, Milano, set-dic 1982, pag. 12, illustrato a colori
E. Crispolti, Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso, Milano 1985, vol. 3, pag. 279, illustrato

相關資料

Eseguita nel 1979, Tre Operai e una Prostituta riflette l’impegno morale e critico di Guttuso.
L’opera, esposta alla Galleria Il Milione nel gennaio-febbraio 1980, rivela la solitudine dell’uomo nella società contemporanea; ne sono appunto emblema il cimitero di macchine, che sono espressione "di una delle più disperate meditazioni di Guttuso sulla desolazione umana (…). E’ un’immagine desolata, la visione di un inferno creato dall’uomo". (S. Whitfield, "Vedere Rosso" in Guttuso, catalogo mostra Whitechapel Art Gallery, London – Civiche Gallerie, Ferrara, pag. 30, 1999, Palermo).
Guttuso in questo dipinto ingigantisce il tema a lui caro delle nature morte che diventano questa volta allegoria della miseria esistenziale; sottolinea così Brandi: "Un tono funebre anche più intenso aleggia nelle carcasse di macchine, dalle occhiate vuote di teschi; e qui si può controllare, proprio col paragone di una visione naturale che non è certo rara, il salto e l’intensificazione nello spettacolo rappresentato. Non tanto per il fatto che in questi cimiteri di macchine è come se la civiltà dei consumi esponesse le sue piaghe, allegoria della vacuità dell’esistenza, ma perché le pitture delle macchine acquistano il senso della indistruttibilità del male. Non servono più quelle macchine, tutto ne è stato portato via, non si sa dove cacciare tante carcasse: ma in Guttuso diventano pittura, come in Chamberlain e in César scultura". (C. Brandi, Guttuso 1978, in Renato Guttuso, Recent Paintings, Watercolours and Drawings, London 1979).
Con questo dipinto il pittore riunisce due soggetti a lui molto cari: i proletari (i tre operai) e il nudo di donna (incarnato nella figura della prostituta, distesa in posa provocante fra i rottami). I due gruppi sono posti su due piani sfasati in un ambiente disordinato e apparentemente disconnessi tra loro, dove sullo sfondo si staglia un acquedotto romano, simbolo di un passato ormai perduto. 
Guttuso stesso, in un’intervista rilasciata qualche anno dopo, definisce così il ciclo delle carcasse: "Ho dipinto molti cimiteri d’auto. Ho dipinto cioè l’automobile come simbolo di consumo, di una società che ha continuamente bisogno di distruggere per ricomprare".(S. Bevione, Protagonista: il pittore Renato Guttuso. La Sicilia nel cuore in "L'Automobile", n. 217, Roma, 26 novembre 1981, pp. 14-19 (17)
Nonostante una visione sconsolata della condizione umana, l’artista non perde fiducia nella possibilità di un riscatto delle classi più deboli legate tra loro da una condivisione esistenziale: "La brutale accumulazione di oggetti comunica la sensazione di una comunità assediata e impoverita, ma c’è anche il senso della condivisione di un’attività, una solidarietà universale che si esprime nell’ammassarsi delle umili necessità quotidiane".
(S. Whitfield, "Vedere Rosso" in Guttuso, catalogo mostra Whitechapel Art Gallery, London – Civiche Gallerie, Ferrara, pag. 31, 1999, Palermo)

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