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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE. I QUANTA
SIGNED, TITLED AND DATED 1956 ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS, EXECUTED IN 1959
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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE. I QUANTA
SIGNED, TITLED AND DATED 1956 ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS, EXECUTED IN 1959
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拍品詳情

現代及當代藝術

|
米蘭

Lucio Fontana
1899-1968年
CONCETTO SPAZIALE. I QUANTA
SIGNED, TITLED AND DATED 1956 ON THE REVERSE, WATERPAINT ON CANVAS, EXECUTED IN 1959
firmato, intitolato e datato 1956 sul retro
idropittura su tela
cm 36x48
Eseguito nel 1959
參閱狀況報告 參閱狀況報告

來源

Galleria Marlborough, Roma
Galleria Gilardi, Livorno
Galleria Falsetti, Prato
Collezione Alessandro Gori, Prato
Ivi acquistato dall'attuale proprietario nella prima metà degli Anni Settanta

展覽

L’Aquila, Castello Cinquecentesco, Aspetti dell’Arte Contemporanea, Omaggio a Cagli, Omaggio a Fontana, Omaggio a Quaroni: retrospettive antologiche, 1963, n. 149
Buenos Aires, Centro De Artes Visuales del Instituto Torcuato di Tella, Lucio Fontana, 1966, n. 34
Minneapolis, Walker Art Center, Austin, University of Texas Art Museum, Lucio Fontana The Spatial Concept of Art, 1966, n. 37

出版

E. Crispolti, Lucio Fontana catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux rédigé par Enrico Crispolti, Bruxelles 1974, vol. II, pag. 100 e 101, illustrato
E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Milano 1986, vol. I, pag. 343, illustrato
E. Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Milano 2006, vol. I, n. 59 Q 13, pag. 515, illustrato

相關資料

"Quando l'esercizio di incidere regolari tagli sulla tela supera il primissimo reimpiego di dipinti del ciclo Inchiostri, sia d'impianto nuagiste, sia d'accenno a paesaggi, sia risolti in campiture piatte d'anilina, sia percorsi da energici interventi a pastelli, come anche quando supera una certa disinvolta molteplicità di intervento di tagli stessi, comincia ad affermarsi nelle opere del nuovo ciclo appunto il loro deciso e caratterizzante monocromismo, e inseme una volontà di ordinarvi il taglio o i tagli quali strutture primarie ed elementari, gestualmente calibratissime. [...]
Il "taglio" è sempre netto, assoluto, sia unico, sia in successione ritmica. [...] Prova anche l'impiego di forme "segniche", in genere in oro su campiture nero, o giallo, o verde, in dialettica con i tagli stessi, oppure modifica poligonalmente la struttura stessa tradizionalmente quadrangolare del dipinto.
Ed è a questo punto che s'inserisce la breve, ma molto inventiva esperienza dei "quanta", vale a dire di costellazioni mobili di piccoli dipinti variamente poligonali, sempre monocromi, contenenti tagli (molto raramente buchi), e che risultano infine disponibili nella loro dislocazione installativa secondo modalità molteplici e del tutto regolabili da parte del fruitore, vere "opere aperte" dunque". [...]

(E. Crispolti, L'avvenura creativa di Fontana nell'arte del XX secolo, in Catalogo ragionato, Milano 2006, pag. 76)

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