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DA UNA COLLEZIONE TORINESE

Giorgio de Chirico
INTÉRIEUR MÉTAPHYSIQUE
SIGNED, INSCRIBED ON THE REVERSE, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1925 CA.
Lotto. Venduto 876,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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DA UNA COLLEZIONE TORINESE

Giorgio de Chirico
INTÉRIEUR MÉTAPHYSIQUE
SIGNED, INSCRIBED ON THE REVERSE, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1925 CA.
Lotto. Venduto 876,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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Details & Cataloguing

Arte Contemporanea

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Milano

Giorgio de Chirico
1888 - 1978
INTÉRIEUR MÉTAPHYSIQUE
SIGNED, INSCRIBED ON THE REVERSE, OIL ON CANVAS. EXECUTED IN 1925 CA.

Provenienza(e)

Collezione Léonce Rosenberg, Parigi
Galleria del Milione, Milano
Collezione Cesare Tosi, Milano
Galleria Narciso, Torino
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Esposizione

Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Cinquant’anni d’arte a Milano, 1959, n. 13, illustrato
Ginevra, Galerie Krugier et Cie, Exposition De Metaphisica, 1965, n. 4
Firenze, Palazzo Strozzi, Arte moderna in Italia 1915-1935, 1966-67, n. 483
Bologna, Galleria d’Arte Moderna, La Metafisica gli Anni Venti, agosto 1980, p. 78, illustrato, p. 88, illustrato, pp.64-65, illustrato a colori
Tokyo, Odakyu Grand Gallery Shinjuku, Giorgio de Chirico 1888-1978, 1989, n. VII, illustrato
Fukujama, Fukujama Museum, Mistero e mito momenti della pittura italiana 1930 – 1960 – 1990, 1994
Chiba, Chiba Profectural Museum of Art, Mistero e mito momenti della pittura italiana 1930 – 1960 – 1990, 1994
Kochi, Kochi The Museum of Art, Mistero e mito momenti della pittura italiana 1930 – 1960 – 1990, 1994
Lida, Lida City Museum, Mistero e mito momenti della pittura italiana 1930 – 1960 – 1990, 1994
Milano, De Chirico e il mito 1920 – 1970, 1996, p. 113, n. 52, illustrato a colori
Aosta, Centro Siant-Benin, De Chirico e il mito 1920 – 1970, 1996
Torino, Galleria in Arco, L’enigma ritrovato, 2001, illustrato
Arona, Villa Ponti, Giorgio De Chirico Capolavori e opere scelte nelle collezioni piemontesi e lombarde,  2001, p. 39, illustrato a colori
Lissone, Museo d’Arte Contemporanea, Giorgio de Chirico Alberto Savinio colloquio, 2007
Trieste, Scuderie del Castello di Miramare, Giorgio de Chirico. Un maestoso Silenzio, 2010

Bibliografia

Georges Ribemont-Dessaigne, Giorgio De Chirico, 1926, illustrato
Giampiero Giani, Pittori italiani contemporanei, Milano 1942, n. 42, illustrato a colori
Paolo Baldacci, De Chirico 1888-1919 La Metafisica, Milano 1997, p. 422, n. A17, illustrato
Maurizio Fagiolo dell’Arco, Paolo Baldacci, Giorgio de Chirico Parigi 1924-1939, dalla nascita del Surrealismo al crollo di Wall Street, Milano 1982, p. 486, n. 27, illustrato
Nicoletta Pallini Clemente, Atelier Pallini. Storia di una collezione italiana, 1925-1955, Milano 2014, p. 25, fig. 13 
Fondazione Giorgio e Isa de Chirico (a cura di), Giorgio de Chirico, Catalogue of Works, Volume I, Imola, 2014, n. 37 p. 56, illustrato a piena pagina
Nicoletta Pallini, Adriano Pallini collezionista di de Chirico, in Atelier Pallini. Storia di una collezione italiana, 1925-1955, Milano 2014, p. 25, fig. 13

Nota a catalogo

Ogni cosa per legge di gravità posa sul nostro pianeta, ha il suo cerchio d’avventura che l’avvolge come un alone, ed è formato da tutte le idee che allacciano la cosa al passato e all’avvenire, cioè le sopravvivenze o ricordi, ed i presentimenti, completati da tutte le possibilità e combinazioni che l’esistenza di quest’oggetto può suscitare e che ne determinano il senso di eternità
Giorgio de Chirico in Considerazioni sulla pittura, in Il Primato, 1921

Negli anni Venti de Chirico ha abbandonato quasi del tutto la simbologia del manichino per indagare la complessità interna della composizione, calcolata fin nei minimi effetti, che si carica di una tensione enigmatica forse più forte, anche se esteriormente meno palese, che nei quadri della Metafisica vera e propria.
Intérieur métaphysique  dimostra un netto cambiamento negli interessi di de Chirico che fra il 1924 e il 1925 si reca sempre più spesso a Parigi, dove si stabilisce definitivamente alla fine del 1925. L’opera presenta le caratteristiche della pittura metafisica attraverso nuove soluzioni figurative. Il tema dell’enigma è dato dalla rappresentazione della finestra nella finestra. Il quadro, secondo la tradizione classica, è la finestra creata dall’artista per affacciarsi su una nuova realtà. De Chirico ci pone davanti ad un mise en abyme di dimensioni, finestre, che guardano l’una dentro l’altra, un labirinto di quadri concreti e figurati che si confondono in un percorso infinito.
Anche in quest’opera, senza dubbio particolarissima, l’ermetismo è forte: trasmette a prima vista una sensazione che va al di là della serenità apparente, che presagisce che qualcosa di nuovo debba accadere in quella stessa serenità.  Le ombre degli oggetti, le nuvole e lo spicchio di cielo, secondo la cifra metafisica, rappresentano l’anima del corpo, il suo doppio e il trascorrere inesorabile del tempo che sembra trovare qui una pace immobile.

"By law of gravity everything weighs down on our planet, with its circle of adventure that envelops it like a halo, and is formed by all the ideas that link it to the past and future, that is, survivals or memories, and the presentiments, completed by all the possibilities and combinations that the existence of this object can arouse and which determine its sense of eternity."

Giorgio de Chirico in Considerazioni sulla pittura, in Il Primato, 1921

In his work from the 1920s de Chirico almost completely abandoned the symbolism of the model to investigate the internal complexity of the composition, calculated down to the smallest details, which is charged with an enigmatic tension perhaps stronger, even if outwardly less evident, that in the earlier ‘Metaphysical’ paintings.

Intérieur métaphysique shows a marked change in de Chirico’s interests. Between 1924 and 1925 the artist returned more and more frequently to Paris, where he settled definitively at the end of 1925. The work presents the characteristics of metaphysical painting reworked with new figurative solutions. The theme of the enigma is given by the representation of the window within the window. A work of art, according to classical tradition, should be the artist’s window onto a new reality. De Chirico places us in front of a mise en abyme of dimensions, windows that look face one another, a labyrinth of concrete and figurative paintings that are confused in an infinite path.

Even in this most peculiar work, a powerful sense of hermeticism abounds. It transmits at first sight a sensation that goes beyond apparent serenity, which presages that something is about to change. The shadows of the objects, the clouds and the slice of the sky, according to the rules of metaphysicality, represent the soul of the object and the inexorable passing of time that seems to find peace here.

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