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DALLA COLLEZIONE ROLLINO, ROMA

Giorgio Morandi
NATURA MORTA
SIGNED AND DATED 1939, OIL ON CANVAS.
Lotto. Venduto 900,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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DALLA COLLEZIONE ROLLINO, ROMA

Giorgio Morandi
NATURA MORTA
SIGNED AND DATED 1939, OIL ON CANVAS.
Lotto. Venduto 900,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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Details & Cataloguing

Arte Contemporanea

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Milano

Giorgio Morandi
1890 - 1964
NATURA MORTA
SIGNED AND DATED 1939, OIL ON CANVAS.

Provenienza(e)

Collezione Rollino, Roma, acquistato direttamente dall'artista nel 1949

Esposizione

New York, The Museum of Modern Art, Twentieth Century Italian Art, 1949, n. 12, illustrato a colori (con misure errate)
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Giorgio Morandi, 1973, n. 61, illustrato a colori

Bibliografia

Lamberto Vitali, Giorgio Morandi pittore, Milano 1965, n. 109, illustrato a colori
Lamberto Vitali, Morandi. Catalogo generale. Dipinti. Volume primo 1913/1947, Milano 1994, n. 239, illustrato 

Nota a catalogo

“Marcello – Senti, ho visto che hai un magnifico Morandi.
Steiner – Ah, si: è il pittore che amo di più. Gli oggetti sono immersi in una luce di sogno eh? Eppure sono dipinti con uno stacco, una precisione, un rigore che li rendono quasi tangibili. Si può dire che è un’arte in cui niente accade per caso.”

Federico Fellini, La dolce vita, 1960

“Marcello – I see you have a magnificent Morandi.
Steiner ­- Ah yes, he is absolutely my favourite painter. The objects are flooded with a dreamy light, don’t you find? And yet they are painted with a detachment, precision and rigour that makes them almost tangible. This is an artwork in which nothing is coincidental.”

 
Dopo le prime esperienze all’interno delle avanguardie d’inizio secolo e l’avventura con Mario Broglio e i “Valori Plastici”, Giorgio Morandi dal 1934-35 iniziò a sviluppare una maggiore introspezione, alla ricerca di un’immagine che sempre meno si affidasse a stimoli e rimandi esterni e che scavasse al proprio interno per autoalimentarsi e definirsi come opera.
Il punto di partenza di tale “nuovo equilibrio” è rappresentato da Natura Morta di oggetti in viola, del 1937 (scelta dallo storico dell’arte Roberto Longhi per la propria collezione), nella quale l’artista per la prima volta precisa l’essere della sua pittura attraverso uno scavo in profondità degli oggetti che, unito ad un nuovo utilizzo dei colori, porterà nel giro di pochi anni, le forme a sfaldarsi.
Natura Morta del 1939, così serrata e composta, risulta tanto squillante nella contrapposizione dei colori che sembra voler espandersi dalla tela per vibrazione cromatica e luminosa. L’artista utilizza in tutta la sua forza e significato il “colore di posizione”: attraverso l’uso di primari contrapposti, come il blu e il rosso, Morandi cerca di definire gli oggetti nello spazio senza l’utilizzo dei contorni, ma solamente variando, anche di pochissimo, le tonalità cromatiche; come se una coltre polverosa avvolgesse lo spazio, che s’impone netto e deciso, crudo e vero, con una forza estremamente neorealista.
Dopo aver selezionato in base alle predisposizioni concettuali e alla forza dell’impatto visivo una parte del visibile, eleggendola a rappresentazione del tutto, Morandi ne approfondisce l’osservazione fino a conoscerla in ogni suo aspetto attraverso a percezione; successivamente, cerca di estrapolarne la forma, semplificandola in elementi matematici per poi ricomporla in un’immagine inedita e autonoma rispetto ai dati di partenza e alla realtà oggettiva.
Quasi fosse un regista davanti alla cinepresa, il punto d’osservazione dell’artista rimane immutabile durante l’intera realizzazione dell’opera, frutto di una lunga e meticolosa scelta. Questo particolare processo, unito alle relazioni con lo spazio circostante e al tipo di visione prospettica adottata, permisero quell’unione tra forma e idea che sarà alla base della produzione morandiana nei decenne a venire.
Nel 1939 avvenne anche la definitiva consacrazione dell’artista all’interno degli ambienti ufficiali: fu pubblicata la sua prima monografia e, durante la III Quadriennale del 1939, gli fu affidata l’organizzazione di un’intera sala, nella quale espose quarantatré dipinti, due disegni e dodici acqueforti.

After the first experiences within the avant-gardes of the beginning of the century and the adventure with Mario Broglio and the "Valori Plastici", Giorgio Morandi began to develop greater introspection from 1934-35, searching for an image that less and less relied on external stimuli and references and that dug inside to feed and define itself as a work of art.
The starting point of this "new equilibrium" is represented by Natura Morta with purple objects, of 1937 (chosen by the art historian Roberto Longhi for his own collection), in which the artist specifies for the first time the essence of his painting through an in depth excavation of the objects that, combined with a new use of colours, will shortly lead the shapes to fall apart.
Natura Morta of 1939, tight in composition, is so bright in the contrasting colours that it seems to expand over the canvas by way of chromatic and luminous vibration. The artist uses in all its strength and meaning the "colour of position": through the use of complimentary primary colours, such as blue and red, Morandi tries to define the objects in space without using contours, but by merely varying, even very slightly, the chromatic tones; as if a dusty blanket enveloped the space, imposing itself in a sharp and decisive, raw and truthful way, with an extremely neorealistic force.
After having identified a part of reality based on the conceptual and visual predispositions, Morandi carries out an in depth observation to study it under every aspect; subsequently, he attempts to extrapolate its form, simplifying it into mathematical elements in order to reassemble it into a new autonomous image with respect to the starting data and objective reality.
As if he were a director in front of the camera, the artist's point of view remains unchanged during the entire creation of the work, which is the result of a long and meticulous choice. This particular process, combined with the relationships with the surrounding space and the type of adopted perspective, allowed for the marriage of form and idea that will remain at the base of Morandi's production in the oncoming decades.
In 1939 the definitive consecration of the artist took place within the institutional sphere with the publication of his first monograph and, the participation to the III Quadrennial of 1939 that assigned him an entire hall, in which he exhibited forty-three paintings, two drawings and twelve etchings.

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