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DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA, MILANO

Lucio Fontana e Roberto Crippa
VENERDÌ SANTO A MADRID
OIL AND GRAFFITI ON CANVAS, CORK AND WOOD. EXECUTED IN 1960. THIS WORK IS ACCOMPANIED BY A CERTIFICATE OF AUTHENTICITY ISSUED BY ROBERTO CRIPPA JR UNDER THE N. M/3/IV/01.
Lotto. Venduto 756,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA, MILANO

Lucio Fontana e Roberto Crippa
VENERDÌ SANTO A MADRID
OIL AND GRAFFITI ON CANVAS, CORK AND WOOD. EXECUTED IN 1960. THIS WORK IS ACCOMPANIED BY A CERTIFICATE OF AUTHENTICITY ISSUED BY ROBERTO CRIPPA JR UNDER THE N. M/3/IV/01.
Lotto. Venduto 756,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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Details & Cataloguing

Arte Contemporanea

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Milano

Lucio Fontana e Roberto Crippa
1899-1968 1921-1972
VENERDÌ SANTO A MADRID
OIL AND GRAFFITI ON CANVAS, CORK AND WOOD. EXECUTED IN 1960. THIS WORK IS ACCOMPANIED BY A CERTIFICATE OF AUTHENTICITY ISSUED BY ROBERTO CRIPPA JR UNDER THE N. M/3/IV/01.
olio e graffiti su tela, oro e rosso, legno e sughero
cm 80x100 (la tela di Lucio Fontana); cm 118x118x3 (il Sughero di Roberto Crippa); cm 230x120x5,8 (l'insieme)
Eseguito nel 1960
Leggi la scheda di conservazione Leggi la scheda di conservazione

L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Roberto Crippa Jr con il n. M/3/IV/01

Provenienza(e)

Collezione Waifro Spaggiari, Milano
Collezione privata (727/3), Roma
Asta Brerarte, n. 85, Milano, marzo 1988, pp. 21,22, n. 32
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Esposizione

Milano, Lusarte, Roberto Crippa 100 opere, 1977, n. 3, illustrato
Lugano, Villa Malpensata, Fontana e lo Spazialismo, 1987, pp. 138-139, illustrato a colori
Milano, Arte Borgogna, Lucio Fontana, 1991, pp. 66-67, n. 24, illustrato a colori
Bergamo, Galleria d'Arte Bergamo, La pittura spazialee nucleare a Milano, 1950-1960, 1997, p. 48, illustrato a colori

Bibliografia

Yves Lecomte, Il gioco degli Astragali, Milano 1968, p. 12
Michel Tapié, Milano 1971, illustrato a colori (intitolato Venerdì Santo e datato 1962, misure errate)
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato, vol. II, Milano 1986 , p. 264, illustrato (60 O 73 - Concetto Spaziale)
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, vol. II, Milano 2006, p. 927, illustrato (60 OC 1)

Nota a catalogo

Venerdì Santo a Madrid, opera a quattro mani di Lucio Fontana e Roberto Crippa, si erge tanto imponente quanto enigmatica nello spazio. Un rebus di forme, colori e parole che permette alla mente di compiere preziosi esercizi di stile, che consente di oltrepassare quel limite, che potremmo definire leopardiano,  dato dalla contingenza dello spazio e del tempo e di farci navigare in un mare di idee.
Il titolo Venerdì Santo a Madrid rappresenta il primo enigma da sciogliere.  Secondo la tradizione cattolica il venerdì santo rappresenta uno dei giorni più importanti dell’anno liturgico. Soprattutto a Madrid, dove migliaia di persone si riversano per le strade della città seguendo le numerose processioni. Ecco che possiamo immaginare Fontana e Crippa, amici da più di un decennio, dal tempo del Manifesto Spazialista, a Madrid per le vacanze di Pasqua. Due artisti turisti in una città fervente, che si aggirano per le strade alla ricerca d’ispirazione.  Obbligatoria la tappa al Museo el Prado che già all’epoca custodiva numerosi capolavori di artisti come Goya, Tiziano e Velàsquez. E allora perché non immaginarli di fronte ad una delle famosissime opere eseguite anch’esse a quattro mani da Pieter Paul Rubens e Jan Brueghel, Madonna con Bambino, che se osservata attentamente presenta una struttura analoga a Venerdì Santo a Madrid. La Madonna con Bambino di Rubens, conchiusa da un clipeo dorato, è contornata e quasi sorretta da una ricca ghirlanda floreale dipinta dall’artista fiammingo e così la mandorla rossa circondata da un vasto contorno oro di Fontana è sorretta e protetta dalla struttura lignea e dal decoro di sughero di Crippa.  Un’analogia che può approfondirsi nella scelta del soggetto e del titolo. Gesù, rappresentato nella tenerezza delle carni da fanciullo, sarà colui che sacrificherà la sua vita per riscattare la salvezza dell’uomo, morendo sulla croce proprio nel giorno del venerdì santo.
Tralasciando la contestualizzazione dell’opera, Venerdì Santo a Madrid presenta le cifre stilistiche più rappresentative dei due artisti. Crippa proprio negli anni ’60 stava ricevendo grandissimo consenso con la serie di sugheri esposti in Giappone, Stati Uniti e Australia e Fontana oramai stava concludendo un percorso sulla spazialità che troverà la più grande espressione nella serie de La fine di Dio.
Furono anni di numerose collaborazioni tra Lucio Fontana e artisti come Enrico Baj, Emilio Scanavino e Osvaldo Borsani  che illustrano il clima culturale, in particolare milanese, di quegli anni.
È il momento del caffè Jamaica, un vero e proprio “caffè degli artisti” dove Manzoni, Fontana, Crippa, Dova, Peverelli, Cassinari e numerosi poeti e scrittori come Ungaretti, Quasimodo e Dino Buzzati si ritrovano per scambiarsi idee e opinioni, che divenne il luogo di ritrovo degli artisti della corrente nucleare,  movimento completamente made in Brera, e contribuì a rendere Milano la capitale della cultura dell’epoca.
Un momento di apertura culturale, legami e innovazioni cominciato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che fece uscire, come direbbe Piero Dorazio, l’Italia dal provincialismo culturale causato dall’intorpidimento intellettuale degli anni della guerra. 

Venerdì Santo a Madrid, born from the collaboration between Lucio Fontana and Roberto Crippa, stands as imposing as it is enigmatic in space. A puzzle of shapes, colours and words that allows the mind to perform precious exercises in style, which allows one to go beyond that limit, given by the contingency of space and time, and make us navigate in a sea of ideas.
The title Venerdì Santo a Madrid represents the first enigma to be solved. According to Catholic tradition, Good Friday is one of the most important days of the liturgical year. Especially in Madrid, where thousands of people pour into the streets following the many processions throughout. Here we can imagine Fontana and Crippa, friends for over a decade, from the time of the Spatialist Manifesto, in Madrid for the Easter holidays. Two tourists, two artists in a fervent city, wandering in the streets in search of inspiration. The visit to the Museo el Prado is mandatory, which at the time housed numerous masterpieces by artists such as Goya, Tiziano and Velàsquez. So why not imagine them in front of a very famous works like that created in collaboration between Pieter Paul Rubens and Jan Brueghel, Madonna with Child, which if carefully observed presents a similar structure to Venerdì Santo a Madrid. On one hand, Rubens' Madonna and Child, enclosed by a golden clipeo, is surrounded and almost supported by a rich floral wreath painted by the Flemish artist; on the other hand, Fontana's red almond shape surrounded by a large golden outline is supported and protected by Crippa's wooden structure and cork decoration. An analogy that can be deepened in the choice of the subject and title. Jesus, represented in the tenderness of a child, will sacrifice his life to redeem the salvation man, dying on the cross on the very day of Good Friday.
Leaving aside the contextualization of the work, Venerdì Santo a Madrid presents the most representative stylistic language of the two artists. Crippa in the 60s was receiving great support with the series of sugheri (corks) exhibited in Japan, the United States and Australia, while Fontana was concluding the research on spatialism that will find the greatest expression in the series of La fine di Dio (The end of God).
These were years of numerous collaborations between Lucio Fontana and artists such as Enrico Baj, Emilio Scanavino and Osvaldo Borsani, all of whom fully express the cultural climate, particularly that of Milan, of those years.
It is the time of Caffè Jamaica, a real "artists cafè" where Manzoni, Fontana, Crippa, Dova, Peverelli, Cassinari and numerous poets and writers such as Ungaretti, Quasimodo and Dino Buzzati met to exchange ideas and opinions, which became the meeting place for the artists of the nuclear movement and contributed to making Milan the cultural capital of the time.
A moment of cultural openness, connections and innovations that started immediately after the Second World War, which brought out, as Piero Dorazio would say, Italy from a cultural provincialism caused by the intellectual numbness of the wartime years.

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