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DA UNA COLLEZIONE PRIVATA MILANESE

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED AND DATE 55 LOWER RIGHT, OIL AND PEBBLES ON CANVAS.
Lotto. Venduto 552,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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DA UNA COLLEZIONE PRIVATA MILANESE

Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED AND DATE 55 LOWER RIGHT, OIL AND PEBBLES ON CANVAS.
Lotto. Venduto 552,500 EUR (Prezzo di aggiudicazione con commissione d'acquisto)
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Details & Cataloguing

Arte Contemporanea

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Milano

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE
SIGNED AND DATE 55 LOWER RIGHT, OIL AND PEBBLES ON CANVAS.
firmato e datato 53; firmato, intitolato e datato 1953 sul retro
olio e vetri su tela, vetri bianchi su fondo nero


cm 50,6x74,8x3,2
Leggi la scheda di conservazione Leggi la scheda di conservazione

Provenienza(e)

Collezione privata, Parigi
Galerie Michel Couturier, Parigi
Galleria Medea, Milano
Galleria Seno, Milano
Asta Brearte, Milano, novembre 1978, lotto 20, p. 43, illustrato
Asta Brearte, Milano, febbraio 1983, lotto 56, p. 34, illustrato
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Esposizione

Buenos Aires, Centro De Artes Visuales del Istituto Torcuato di Tella, Lucio Fontana, 1966, n. 8
Minneapolis-Austin: Minneapolis, Walter Art Center; Austin, University of Texas Art Museum, Lucio Fontana. The Spatial Concept of Art, 1966, n. 9
New York, Marlborough-Gerson Gallery, Lucio Fontana, 1966
Amsterdam-Eindhoven: Amsterdam, Stedelijk Museum; Eindhoven, Stedelijk van Abbemuseum, Lucio Fontana-Concetti spaziali, 1967, n. 13
Humlebaek, Louisiana Museum, Fontana, 1967, n. 14
Stoccolma, Moderna Museet, Fontana. Idéer om rymden, 1967, n. 14
Milano, Palazzo Reale, Lucio Fontana, 1972, n. 137, fig. 92
Milano, Galleria Medea, L’avventura spaziale di Lucio Fontana, 1974, tav. 5, illustrato a colori
Milano, Centro Annunciata, Lucio Fontana ispiratore dello Spazialismo, 1983, n. 10, illustrato

Bibliografia

Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux rédigé par Enrico Crispolti, vol. II, Bruxelles 1974, pp. 35-36, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo generale, Milano 1986, p. 129, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, vol. Milano 2006, p. 272, n. 55 P 7, illustrato

Nota a catalogo

Fontana comincia la serie di dipinti con pepite di vetro ("pietre") nel 1952 tra le quali Concetto Spaziale che si distingue per le importanti esposizioni, tra cui quella alla Marlborough-Gerson Gallery di New York nel 1966.
La costellazione di pietre candide si erge in una tridimensionalità estremamente aggettante. Il contrasto chiaro-scuro ne esalta la struttura rendendo ancora più profonda la ricerca spaziale dell’artista.
Se Jakcson Pollock aveva indagato l’orizzontalità della tela ecco che Fontana si distingue come colui che attacca l’intera concezione della tela come oggetto tridimensionale. La sua comprensione intuitiva della struttura della materia deriva dalle sue conoscenze affinate sin da piccolo, quando aiutava il padre nella sua bottega di scultore.
La disposizione delle pietre dona alla tela un dinamismo circolare che evoca le spirali della via Lattea. Un’analogia, quella con le prime scoperte sullo Spazio, che divennero estremamente importanti per l’estetica e la ricerca spazialista dell’autore.
La superficie rappresenta due estremi spaziali opposti allo stesso tempo: il buco, l’assenza di materia e la pietra, estremamente materica e tridimensionale. L’uno come finestra su uno spazio sconosciuto, l’altra come un elemento scultoreo.
Concetto Spaziale rappresenta il crescendo dello studio sullo spazialismo di Fontana, ed è precursore dell’iconica serie de La fine di Dio che deriva direttamente da questo nucleo di opere. 

Fontana begins the series of paintings with glass pebbles ("pietre", like stones) in 1952, including this Concetto Spaziale, which stands out for its important exhibitions, including that at the Marlborough-Gerson Gallery in New York in 1966.
The constellation of white stones stands in an extremely protruding three-dimensionality. The light-dark contrast enhances the structure, making the artist's spatial research even more profound.
If Jackson Pollock investigated the horizontality of the canvas, here Fontana stands out as the one who attacks the whole conception of the canvas as a three-dimensional object. His intuitive understanding of the structure of matter derives from his refined knowledge from an early age, when he used to help his father in his workshop of sculpture.
The arrangement of the stones confers to the canvas a circular dynamism that evokes the spirals of the Milky Way. An analogy, that with the first discoveries about space, which became extremely important for the aesthetics and the spatial research of the author.
The surface represents two opposite spatial extremes at the same time: the hole, the absence of matter, and the stone, extremely material and three-dimensional. One as a window on an unknown space, the other as a sculptural element. Concetto Spaziale represents the crescendo of Fontana's study on spatialism, and is a precursor of the iconic series of La fine di Dio (The end of God) that derives directly from this nucleus of works.

Arte Contemporanea

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Milano