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DA UNA COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Jannis Kounellis
SENZA TITOLO (5)
SIGNED AND DATED 59 ON THE REVERSE, ENAMEL, OIL, GRAPHITE AND GRAFFITO ON CANVAS.
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DA UNA COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Jannis Kounellis
SENZA TITOLO (5)
SIGNED AND DATED 59 ON THE REVERSE, ENAMEL, OIL, GRAPHITE AND GRAFFITO ON CANVAS.
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Jannis Kounellis
1936 - 2017
SENZA TITOLO (5)
SIGNED AND DATED 59 ON THE REVERSE, ENAMEL, OIL, GRAPHITE AND GRAFFITO ON CANVAS.
firmato e datato 59 sul retro
smalto, olio, grafite e graffito su tela
cm 75x59,8
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Provenance

Collezione Malabarba, Milano
Collezione Claudia Gian Ferrari, Milano
Ivi acquisito dall'attuale propretario

Exposition

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Galleria Civica d'Arte Moderna, Participio Presente, 1973, n.n.
Marsala, Convento del Carmine, Monocromo. L'utopia del colore, 2009, p. 65, illustrato a colori

Description

"Nell’arte e nell’amore non si può essere turisti. Santi, rivoluzionari, mai turisti"
Jannis Kounellis

"In art and love one cannot be a tourist. Saints, revolutionaries, but never tourists"


Quest’opera di Kounellis, colonna portante dell’Arte Povera italiana, risale al 1959. Fu un anno cruciale per l’artista, di origine greca, che solo due anni prima aveva lasciato il Pireo a causa della guerra civile per trasferirsi a Roma. Questo cambiamento di prospettive e paesaggio si riflette nella sua produzione artistica. In particolare Senza Titolo5  si distingue per il soggetto e i colori utilizzati. Kounellis abbandona in questa tela la linea geometrica nera ispirata dalla sua icona artistica Kasimir Malevich, e dipinge con toni chiari, quasi pastello e molto sfumati. Il ’59 è l’anno della copiosa produzione di Alfabeti, in cui predilige forme geometriche, per lo più numeri, di un nero intenso. Questa serie presagisce l’evoluzione Povera di Kounellis. L’uso delle lettere che emergono solitarie sulla tela bianca rendono l’alfabeto kounelliano un insieme di segni, dall’interpretazione soggettiva, istintiva, dello spettatore. L’uso di lettere, simboli o numeri non è da attribuire come primato all’artista, si tratta di un espediente artistico già in auge da qualche decennio, ma nuovo è il significato, o meglio il non significato, che Kounellis imprime ai suoi simboli neri. L’opera da noi proposta rappresenta dunque un unicum nel suo genere.
Nel 1960 l’artista  fu consacrato dalla prima mostra personale presso la galleria La Tartaruga di Roma.
La produzione artistica degli anni seguenti fu all’insegna dello stile “povero” di cui Kounellis diventa uno dei maggiori esponenti. Per queste opere utilizza oggetti che rimandano al quotidiano, come animali, piante grasse, lana cardata, polvere di caffè.

This work by Jannis Kounellis, the backbone of Italian Arte Povera, dates back to 1959. It was a crucial period for the artist, of Greek origin, who had left Piraeus only two years earlier due to the civil war to move to Rome. This change in landscape and perspective is reflected in his artistic production. In particular, Senza Titolo (5) stands out for the subject and the colours used, pale, almost pastel-coloured nuances. Kounellis abandons the black geometric line inspired by his artistic icon Kasimir Malevich. 1959 was a year of copious production of his Alfabeti, in which he prefers geometrical shapes, mostly numbers, of an intense black. This series presages the Arte Povera evolution of Kounellis. The use of the solitary letters that emerge on the white canvas make the Kounellian alphabet a set of signs, from the subjective, instinctive interpretation of the spectator. The use of letters, symbols or numbers is not to be attributed solely to the artist, as it was an artistic expedient already in vogue for some decades, but this time the meaning - or nonmeaning - that Kounellis imprints on his symbols is different. The work we propose is therefore unique in its kind.
In 1960 the artist was invited to hold his first personal exhibition at the La Tartaruga gallery in Rome.
The artistic production of the following years was characterized by the Povera style of which Kounellis became one of the greatest exponents. For these works he used quotidian objects, such as animals, succulents, carded wool, coffee powder and binary


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