29
29
Enrico Castellani
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1996 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
ACCÉDER AU LOT
29
Enrico Castellani
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1996 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
ACCÉDER AU LOT

Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Enrico Castellani
N. 1930
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1996 ON THE REVERSE, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS
firmato, intitolato e datato 1996 sul retro
acrilico su tela estroflessa
cm 80x80
Lire le rapport d'état Lire le rapport d'état

Opera registrata presso l’Archivio Enrico Castellani, Milano, n. 96-015

L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dall'Archivio Enrico Castellani, Milano 

Provenance

Galleria Fumagalli, Bergamo
Collezione Privata, Bergamo, acquistato nel 1997

Exposition

Bergamo, Galleria Fumagalli, Enrico Castellani, 1997, p. 52, illustrato
Colonia, DuMont Kunsthalle, Die andere Richtung der Kunst. Abstrakte Kunst Italiens ’60-’90, 1997, p. 58, illustrato
Portogruaro, Studio Denise, Ai Molini Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Bonalumi, Castellani, 1999, s.p., illustrato
San Martino Valle Caudina, Civica Galleria di Arte Contemporanea, Instrumenta Imaginis, 1999, s.p., illustrato
Como, San Pietro in Atrio, spazio ex Ticosa corpo a-shed, ContemporaneaComo5, 2000, p. 34, illustrato

Bibliographie

Annamaria Maggi, Enrico Castellani. Gli estremi coincidono, in “Titolo”, n. 28, Perugia, 1998-1999, p. 7, illustrato
Vittoria Coen, Enrico Castellani, Milano 1999, p. 173, illustrato
Renata Wirz, con Federico Sardella, Enrico Castellani. Catalogo ragionato, Milano 2012, vol. II, p. 538, n. 823, illustrato

Description

Superficie Argento del 1996 è un rarissimo esempio in tinta argento (nel catalogo ragionato dell'artista se ne contano solo una trentina) delle tele estroflesse di Enrico Castellani. Come una membrana elastica, l’argento sensibile alla luce e dall’effetto metallico riveste il quadro, impreziosendo l’andatura distesa ed esaltandone i punti di luce e le zone di ombra. È proprio sulla tela monocroma, silenziosa come una manifestazione della luce, che si concretizza la dialettica di Castellani sullo spazio vuoto e spazio pieno.

L’opera qui proposta attesta la vocazione architettonica sempre viva in Castellani, che tende e distende la superficie secondo il principio delle forze e degli elementi opposti, riunendoli in un armonico equilibrio fatto di geometrie. Dalle sequenze di rilievi e contro rilievi, emerge un ritmo elementare, lineare e ripetibile che si fa composizione, proteggendo ed esaltando al tempo stesso la continuità spaziale.

Inseguendo le dinamiche di movimento derivanti dalla struttura logica e topografica, la superficie stessa sembra muoversi all’interno del quadro. L’opera di Castellani si snoda sull’uso dello spazio in rapporto al tempo, e tale modulazione e coniugazione della terza dimensione, offre infine agli occhi di chi osserva un’autentica rivelazione dell’infinito.

 “Per Castellani la massima libertà si trova all’interno dello specifico artistico, del linguaggio intrinseco all’arte, il solo che può appagare “il bisogno di assoluto che ci anima”: essenziale, per questo, l’utilizzo di elementi semplici, non narrativi, e soprattutto la capacità di “coniugazione del tempo, sola dimensione concepibile, metro e giustificazione della nostra esigenza spirituale. ” – Marco Meneguzzo, Dare concretezza all’infinito. Pittura oggetto, arte programmata, “shaped canvas” nell’esperienza di Castellani dal catalogo della mostra alla Fondazione Prada, Milano 2001.

Surperficie Argento of 1996 is a rare example in silver paint (in the artist's catalog raisonné, only about thirty can be counted) of the extroflected paintings by Enrico Castellani. Like an elastic membrane, the light-sensitive silver colour of a metallic effect wraps the work, enhancing the stretched out pace and thereby highlighting the points of light and areas of shadow. It is precisely on the monochrome canvas, silent as a manifestation of light, that Castellani's discourse on the empty space and full space materializes.

The work proposed here attests the ever-living architectural vocation in Castellani, who tends and smooths the surface according to the principle of opposing forces and elements, bringing them together into a harmonious balance made of geometries. From the sequences of reliefs and counter reliefs, emerges an elementary, linear and repeatable rhythm that becomes composition, protecting and enhancing at the same time the spatial continuity.

Pursuing the dynamics of movement arising from the logical and topographical structure, the surface itself seems to move within the artwork. Castellani's work winds on the use of space in relation to time, and such modulation and conjugation of the third dimension, ultimately offers to the eyes of the beholder an authentic revelation of the infinite.

"For Castellani the utmost freedom lies within the artistic specificity, the language inherent to art, the only thing that can satisfy "the need for the absolute which animates us": it is essential, for this reason, the use of simple, non-narrative elements, and above all the ability of "time conjugation, only conceivable dimension, metric and justification of our spiritual need."
Marco Meneguzzo, Dare concretezza all’infinito. Pittura oggetto, arte programmata, “shaped canvas” nell’esperienza di Castellani from the catalog of the exhibition at the Fondazione Prada, Milan 2001

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan