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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESA
SIGNED AND DATED 57; SIGNED, INSCRIBED ATTESA AND DATED 57 ON THE REVERSE, OIL AND HOLES ON CANVAS (GOLDEN YELLOW AND BLACK STRIPES ON WHITE)
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Lucio Fontana
CONCETTO SPAZIALE, ATTESA
SIGNED AND DATED 57; SIGNED, INSCRIBED ATTESA AND DATED 57 ON THE REVERSE, OIL AND HOLES ON CANVAS (GOLDEN YELLOW AND BLACK STRIPES ON WHITE)
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

|
Milan

Lucio Fontana
1899 - 1968
CONCETTO SPAZIALE, ATTESA
SIGNED AND DATED 57; SIGNED, INSCRIBED ATTESA AND DATED 57 ON THE REVERSE, OIL AND HOLES ON CANVAS (GOLDEN YELLOW AND BLACK STRIPES ON WHITE)
firmato e datato 57; firmato, iscritto Attesa e datato 57 sul retro
olio e buchi su tela (righe dorate, gialle e nere su bianco)
cm 50x70
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L'opera è accompagnata da attestato di libera circolazione

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Provenance

Collezione Giuseppe Cohen, Torino
Eletta Libero Laguzzi Collection, Italia
Asta Sotheby's Milano, Arte Moderna e Contemporanea, 2 dicembre 1997
Collezione privata, Milano

Exposition

Boissano, Centre International d'Expérimentation Artistique Marie-Louise Jeanneret, Omaggio a Fontana, 1983, p. 16 n. 9 illustrato
Verona, Galleria d'arte moderna e contemporanea Palazzo Forti, Lucio Fontana metafore barocche, 2002-2003, pp. 51, 123, n. 17, illustrato a colori 
San Pietroburgo, The State Russian Museum, The poetics of space between creation and representation, 2006, tav. 28 p. 91, illustrato a colori

Bibliographie

Enrico Crispolti, Lucio Fontana, Catalogue Raisonné des Pintures et Enviroments Spatiaux, Bruxelles 1974, vol. II, pp. 66-67, illustrato
Enrico Crispolti, Fontana: Catalogo Generale, Milano 1986, vol. I, p. 228, n. 57 B 2, illustrato
Enrico Crispolti, Lucio Fontana Catalogo ragionato di Sculture, Dipinti, Ambientazioni, Milano 2006, vol. I, p. 391, n. 57 B 2, illustrato

Description

“Una farfalla nello spazio eccita la mia fantasia; liberatomi dalla retorica, mi perdo nel tempo e inizio i miei buchi”.

Lucio Fontana è ad oggi considerato come il più influente artista italiano del secondo dopoguerra, ed innegabile è il contributo da quest’ultimo dato alla formulazione di un’arte “nuova” nel contesto, non solo europeo, del secondo Novecento. Molto si  è dunque detto sul concepimento del gesto che ha cambiato il corso della storia dell’arte così come la si è sempre conosciuta, quello della “perforazione”, ma poco forse ci si è soffermati sulla poeticitá, e a volte sulla drammaticitá, di tale gesto. “Una farfalla nello spazio eccita la mia fantasia”, aveva affermato Fontana: nulla di più poetico sarebbe in grado di svelare meglio la sensibilitá disarmante di un’artista che ha costruito costellazioni di infinito e aperto finestre sullo spazio.

Davanti ad un lavoro come Concetto Spaziale, Attesa del 1957 si ha infatti proprio la sensazione di assistere ad un volo di farfalle, ai petali danzati di un fiore al vento, o ancora alle onde di un mare ingrossato. La poeticitá di questo lavoro è racchiusa nella morbidezza delle linee tracciate dai buchi, che in un certo senso contrastano la severa eleganza delle campiture orizzontali dipinte sulla tela grezza.

Eppure questo lavoro è molto di più che una semplice tela elegante. Concepito nel 1957 esso si colloca in un periodo di grande sperimentazione artistica del maestro italo-argentino, nonchè di transizione. Ad ormai quasi dieci anni dall’ingresso del buco nella tela, nel pieno della produzione dei capolavori barocchi caratterizzati da fori accostati a pietre e vetri colorati, l’atto dello squarciare la tela si fa più deciso, risoluto, si carica di una nuova energia distruttiva (e dunque, paradossalmente, creativa): il buco diventerá di lì ad un anno un taglio, diventerá un’attesa. E seppure nessun taglio caratterizza questo capolavoro della seconda metá degli anni Cinquanta, la scritta sul retro della tela “Attesa” fa una delle sue primissime comparse nella produzione artistica di Lucio Fontana. È questo un particolare affatto secondario, non solo perchè i retri delle tele fontaniane sono di per sè documenti della genialitá del maestro (celebri sono le sue frasi ironiche e a volte prive di senso), ma perchè, in questo caso, il titolo è di per sè testimonianza storica di un cambiamento, concettuale e pratico che ha segnato il passaggio alla maturitá artistica del pittore, dettando inoltre gli estremi per una sintesi del lavoro fino ad allora svolto.

La raritá indiscussa di un lavoro come Concetto Spaziale, Attesa, 1957 la si trova infatti anche nella capacitá insita in questa tela di narrare la storia dell’arte fontaniana giunta fino a quel momento. Fontana è stato uno dei rari artisti ad aver reso una cultura del kitsch, elegante: in questo caso l’eleganza non è data semplicemente dalla profonditá concettuale di questo lavoro, ma dal modo con il quale le campiture orizzontali si alternano ritmicamente, accendendosi di giallo e di oro e dunque nascondendo e rivelando i buchi, celando e svelando l’infinito. Il kitsch, che è l’anima più autentica dell’artista è viva e presente dell’accostamento di colori, nello scontro tra un astrattismo rigoroso e formale e l’essenza avanguardistica del buco, eppure è tutto così estremamente poetico, decorativo ma geniale. È Lucio Fontana in tutto il suo carismatico spessore di artista e pensatore contemporaneo.

Il buco, in quest’opera, ha raggiunto l’apice della sua essenza: “la mia scoperta è stata il buco, e basta. Io sono anche contento di morire dopo questa scoperta”.

 

“A butterfly in flight stimulates my imagination. By freeing myself from discourse, I loose myself in time and I start making holes”.

Lucio Fontana is nowadays considered to be the most influential Italian artist of the post-war: his contribution in shaping a new way of conceiving and making art in the XXth Century is undeniable, both in and outside Europe.

A lot has been said in regards to the conception of that physical act, the one of perforation, that has changed the course of art history, but less has been said on how poetical, and sometimes dramatic, this has been, and still is. “A butterfly in flight stimulates my imagination”, once Fontana said: nothing could have better revealed the inner disarming sensitivity of an artist who has “painted” constellations and opened windows over the space.

Standing in front of a masterpiece as Concetto Spaziale, Attesa, dated 1957, gives us the feeling of viewing butterflies flying around, flowers’ petals dancing in the air, the gentle movement of the sea waves. The gentleness of this artwork is thus defined by the smooth traces left by the holes, which contrast the strict elegance of the horizontal  stripes painted on the canvas.

This masterpiece is indeed much more than an elegant canvas. Dated 1957 the artwork frames itself into a period of intense artistic experimentation, defying a turning point in the personal artistic practice of the artist himself. After almost ten years since the holes first appeared on the canvases and as the “Baroque” series was reaching its maturity, with its holes and colourful stones and shining glasses, the act of cutting the canvas becomes more severe, embracing a new destructive, thus also creative, energy: the hole becomes a cut. Not a single cut appears on this particular artwork, but the sign on the back, “Attesa” (“Waiting”), first appears on the reverse of a canvas. The title here is of primary importance, as much as the other signatures on the back of Lucio Fontana’s works which reflect the geniality of the artist himself: the title here proves the shift from Fontana’s first production to its artistic maturity, summarising everything that has been experimented up to that moment.

The rarity of an artwork as Concetto Spaziale, Attesa 1957 is therefore held in the inner capacity of the canvas to tell us the history of Fontana’s art up to that moment. Lucio Fontana has been one of the few artists really able to transform kitsch into elegance: in this case the elegance is not just in the conceptual profundity of the artwork but it is also in the rhythmic succession of the horizontal stripes, which light up in yellow and golden paint, hiding and revealing the holes, turning off and on the infinity of the space. Fontana’s real essence is kitsch, here showed by the clash between colours and the one between a rigorous abstractism and the avant-garde soul of the hole. Everything is therefore extremely poetic, decorative but brilliant. It is Lucio Fontana at its best, as a painter and as a contemporary thinker.

The hole, in this artwork, reaches the core of its essence: “My discovery was the hole and that’s it. I am happy to go to the grave after such a discovery”.

Arte Moderna e Contemporanea

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