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37

ETTORE SPALLETTI | PICCOLO MOVIMENTO, 6

Artist's Resale Right

Estimate:

100,000

to
- 150,000 EUR

WORKS FROM THE COLLECTION OF HÉLÈNE DE FRANCHIS

ETTORE SPALLETTI | PICCOLO MOVIMENTO, 6

ETTORE SPALLETTI | PICCOLO MOVIMENTO, 6

Estimate:

100,000

to
- 150,000 EUR

WORKS FROM THE COLLECTION OF HÉLÈNE DE FRANCHIS


ETTORE SPALLETTI

1940 - 2019

PICCOLO MOVIMENTO, 6


colour mixture on wooden rib, six elements

Executed in 2001

This work is accompanied by a photo-certificate signed by the artist


(impasto di colore su centina di legno, sei elementi

Eseguito nel 2001

L'opera e' accompagnata da certificato su fotografia firmato dall'artista)


cm 150x16x16; inches 59.1 by 6.3 by 6.3 each element (ciascun elemento)


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The Artist

Acquired directly from the above in 2008 circa (Acquistato direttamente dall'artista nel 2008 circa)

Verona, Studio la Città, Ettore Spalletti, 2007

Vicenza, Caldogno, C4 – Centro di Cultura del Contemporaneo, Temi e Variazioni. Dalla grafia all’azzeramento, 2009

Verona, Studio la Città, Quello che non ho venduto, 2019

"In the way that it moves colour occupies a space that we can enter. There is no longer a frame delimiting space. By removing this, colour takes on and invades the space. And when this thing succeeds, it is miraculous" (Ettore Spalletti, 2006).


Ettore Spalletti was one of the most independent and singular voices of the Italian artistic panorama between the second half of the Twentieth Century and the beginning of the new millennium. His career started in line with the revolutionary artist’s ‘Arte Povera’ movement but he soon distinguished himself as a lyrically solitary figure, disconnected from any ideological movements or contexts, capable of an art without boundaries which went beyond time and space. His poetics, always permeated by the harmony between form and colour, between light and shadow, found fulfillment in the most diverse techniques, from painting to sculpture to installation. He combined a rich legacy of the great masters of ancient and modern art, from the blue skies of Piero della Francesca, to the pink of Tiepolo, up to the harmonic, silent symmetry of Giorgio Morandi's compositions.


Piccolo Movimento, 6 is an exceptional synthesis of the main themes and techniques of the artist. It is a painted sculptural composition, which becomes a whole installation in direct dialogue with the environment in which it is located in an unprecedented redefinition of spaces through the harmony of colour and light. The pastel blue, obtained through a precise and complex mixture, imposes itself onto the rhythms of the forms with an essential grace, lending a sense of calm and ethereal sacredness. The artist becomes the creator of tangible metaphors precisely in their extreme abstraction, archetypes of the essence that constitutes the natural elements. In Spalletti's works, each tone recalls a different sensation, an hour of the day, and so the blue connotes perhaps the memory and sound of the sea, an elusive and eternal presence, pink evokes a vision of the first light of dawn, intense and soft. These pastel colours are soaked in that Mediterranean light that Spalletti had known and learned to love in his native land, that Abruzzo bathed in the Adriatic where sky, sea and sun seem to be united in a single natural entity. The artist's genius loci therefore become present, in an abstraction that is the most concrete, truest way of tangibly experiencing feelings that are so strong and profound that they cannot be expressed in any other way.


In Piccolo Movimento, 6, Spalletti thus conflates painting and suggestion, evoking a harmonious spatiality that reveals, precisely in its controlled rhythm, that other dimension of the sensations of Nature. In balance between the physicality of the work and the immateriality of the gaze that contemplates it, Ettore Spalletti becomes a poet of the ineffable natural world, pervaded by an unchanging and timeless magic, under the banner of light and colour.

 

"Il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola, il colore assume lo spazio e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, è miracolosa".

(Ettore Spalletti, 2006)


Ettore Spalletti è stata una delle voci più indipendenti e singolari del panorama artistico italiano tra la seconda metà del XX secolo e gli inizi del nuovo millennio. Se la sua carriera mosse i primi passi nel solco della via rivoluzionaria tracciata dall’Arte Povera, egli si distinse ben presto come figura liricamente solitaria, slegata da qualunque effettiva appartenenza a movimenti o contesti ideologici, capace di un’arte priva di confini in grado di spingersi al di là del tempo e dello spazio. La sua poetica, da sempre permeata dall’armonia tra forma e colore, tra luce e ombra, trova il suo compimento nelle tecniche più diverse, spaziando dalla pittura, alla scultura, all’installazione e unendo in sè il lascito più profondo dei grandi maestri dell’arte antica e moderna, dai cieli azzurri di Piero della Francesca, al rosa di Tiepolo fino all’armonica, silente simmetria delle composizioni di Giorgio Morandi.


Piccolo Movimento, 6 rappresenta un’eccezionale sintesi dei principali temi e delle tecniche dell’artista: composizione scultorea dipinta, che si fa installazione nel suo complesso, nasce per porsi in diretto dialogo con l’ambiente in cui è collocata, in un’inedita ridefinizione degli spazi attraverso l’armonia del colore e della luce. L’azzurro pastello, ottenuto tramite un preciso e complesso impasto della materia, si impone nel ritmo del modulo con un garbo essenziale, emanando un senso di calma e, al tempo stesso, di eterea sacralità. L’artista diviene creatore di metafore tangibili proprio nella loro estrema astrazione, archetipi dell’essenza stessa che costituisce gli elementi naturali. Nei lavori di Spalletti, ogni tono richiama di volta in volta una sensazione, un’ora del giorno, e così l’azzurro può rivelare immagine del suono e della memoria del mare, presenza inafferrabile ed eterna, mentre il rosa la visione, intensa e morbida delle prime luci dell’alba: pastelli imbevuti di quella luce mediterranea che Spalletti aveva conosciuto e imparato ad amare nella sua terra natia, quell’Abruzzo bagnato dall’Adriatico in cui cielo, mare e sole sembra possano congiungersi in un’unica entità naturale. Il genius loci dell’artista si fa dunque presente, in un’astrazione che è in realtà il modo più concreto, più vero di toccare con mano sentimenti così forti e profondi da non poter essere espressi in alcun altro modo.


In Piccolo Movimento, 6, Spalletti sintetizza così pittura e suggestione, evocando una spazialità armonica che rivela, proprio nel suo controllato ritmo, quella dimensione altra che è quella delle sensazioni della Natura. In equilibrio tra fisicità dell’opera e immaterialità dello sguardo che la contempla, Ettore Spalletti si fa così poeta dell’ineffabile naturale, pervaso da una magia immutabile e senza tempo, all’insegna della luce e del colore.