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DA UNA RAFFINATA COLLEZIONE ITALIANA

Giulio Paolini
LA CASA DI LUCREZIO
FOUR WHOLE AND ONE FRACTURED PLASTER CASTS, FABRICS, FRAGMENTS OF CARVED PLASTER TABLET, WHITE PLINTHS. EXECUTED IN 1981. OVERALL DIMENSIONS VARIABLE. THIS WORK IS REGISTERED AT THE FONDAZIONE GIULIO E ANNA PAOLINI, TURIN, UNDER THE N. GPO-0455
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DA UNA RAFFINATA COLLEZIONE ITALIANA

Giulio Paolini
LA CASA DI LUCREZIO
FOUR WHOLE AND ONE FRACTURED PLASTER CASTS, FABRICS, FRAGMENTS OF CARVED PLASTER TABLET, WHITE PLINTHS. EXECUTED IN 1981. OVERALL DIMENSIONS VARIABLE. THIS WORK IS REGISTERED AT THE FONDAZIONE GIULIO E ANNA PAOLINI, TURIN, UNDER THE N. GPO-0455
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Details & Cataloguing

Arte Contemporanea

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Milan

Giulio Paolini
N. 1940
LA CASA DI LUCREZIO
FOUR WHOLE AND ONE FRACTURED PLASTER CASTS, FABRICS, FRAGMENTS OF CARVED PLASTER TABLET, WHITE PLINTHS. EXECUTED IN 1981. OVERALL DIMENSIONS VARIABLE. THIS WORK IS REGISTERED AT THE FONDAZIONE GIULIO E ANNA PAOLINI, TURIN, UNDER THE N. GPO-0455
quattro calchi di gesso interi e uno in frantumi, tessuti, frammenti di tavoletta di gesso incisa, basi bianche
quattro calchi h 47 cm ciascuno, cinque basi 120 x 30 x 30 cm ciascuna, misure complessive variabili
Eseguito nel 1981
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Opera registrata presso la Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, con il n. GPO-0455

Provenance

Galleria Toselli, Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario negli anni Ottanta

Literature

Maddalena Disch, Giulio Paolini Catalogo Ragionato Tomo primo 1960-1982, Milano 2008, p. 466, n. 455, illustrato
Carolyn Christov-Bakargiev, Arte Povera 1967-1987, in Flash Art ed. n. 137, Milano novembre 1987, p. 68, illustrato

Catalogue Note

“L’intenzionalità di questo lavoro sta nell’evocare – e non nel rappresentare – l’idea del continuo divenire di uno spazio possibile, abitato dalla poesia. Il titolo porta a un altro luogo, i calchi indicano un loro luogo d’origine, il disegno del labirinto evoca non solo un altro luogo – la Casa di Lucrezio – ma anche la figura simbolica del labirinto. Sono vari elementi tutti intenzionati a sottrarsi alla visione per suggerire, invece, un vuoto denso di evocazione, un fare spazio alla possibilità d’immaginazione che ognuno di noi ha.”

 Intervista all’artista di F. Pasini, in “L’illustrazione italiana”, nuova serie, anno V, n. 24, Milano, novembre 1985

Casa di Lucrezio è un’opera di Giulio Paolini realizzata in sette varianti progettate contemporaneamente, seguite da altre due più tarde.
Le diverse versioni dell’opera sono legate tra loro da due motivi: da un lato la frammentazione di una tavoletta di gesso sulla quale è inciso il disegno del labirinto trovato su un pilastro dell’abitazione di Lucrezio a Pompei, dall’altro i diversi busti rappresentanti le possibili sembianze del poeta, evocato mediante una testa apollinea classica e un tessuto drappeggiato.                                                                          La tavoletta incisa è suddivisa di volta in volta in un numero crescente di pezzi, come contemporaneamente ad aumentare sono le varie versioni del poeta che, insieme alle differenti posizioni dei calchi e alle diverse tonalità di colore dei tessuti, amplificano la sensazione d’incertezza dovuta al tentativo di definire una figura mitica come quella di Lucrezio.
La quarta versione della Casa di Lucrezio, in particolare, si basa sulla suddivisione in cinque parti della tavoletta di gesso e su cinque possibili volti del poeta (di cui uno frantumato), che aumentano rispetto alle versioni precedenti aggiungendo così una nuova ipotesi formale, nella quale il tessuto, di colore scuro, è appallottolato a terra mentre il calco e il frammento sono installati sulla base. Secondo la visione dell’artista è nei frammenti, definiti come tracce di possibili forme di corpi inafferrabili, che è possibile intravedere la bellezza classica in tutta la sua perfezione formale e intellettuale. Dietro una facciata geometricamente ordinata Casa di Lucrezio palesa un’intrinseca anima labirintica, poiché, come afferma l’artista stesso, "dal labirinto, una volta non trovatane la via d’uscita, si è liberi di immaginare altri innumerevoli labirinti che conducono, tutti, al punto di partenza."

"The intentionality of this work is that to evoke - and not to represent - the idea of the continuous becoming of a possible space inhabited by poetry. The title leads to another place, the casts indicate their place of origin, the design of the labyrinth evokes not only another place - the House of Lucretius - but also the symbolic figure of the labyrinth. There are various elements that are all intentional to escape vision, and to suggest, instead, a dense void of evocation, making room for the possibility of imagination that each of us has."

Casa di Lucrezio is a work by Giulio Paolini realized in seven variations designed concurrently, followed by two later ones. The different versions of the work are linked to each other by two motifs: on one hand, the fragmentation of a plaster tablet on which is engraved the design of the labyrinth found on a pillar of Lucretius' house in Pompeii, on the other the various busts representing the possible appearance of the poet, evoked by a classical Apollonian head and a draped fabric.
The engraved tablet is divided from time to time into a growing number of pieces, as are the increasing versions of the poet, which, together with the different positions of the casts and the different shades of colour of the fabrics, amplify the feeling of uncertainty due to the attempt to define a mythical figure like that of Lucretius. The fourth version of the Casa di Lucrezio, in particular, is based on the subdivision of the chalk tablet into five parts and on five possible faces of the poet (one of which is shattered), which increase with respect to the previous versions thus adding a new formal hypothesis, in which the dark colored fabric is crumpled to the ground while the cast and the fragment are installed on the base. According to the artist's vision, it is in the fragments, defined as traces of possible forms of elusive bodies, that it is possible to glimpse classical beauty in all its formal and intellectual perfection. Behind a geometrically ordered façade Casa di Lucrezio reveals an intrinsic labyrinthine soul, since, as the artist himself says, "from the labyrinth, once you do cannot find the way out, you are free to imagine other innumerable labyrinths that all lead to the starting point."

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