Lot 8
  • 8

Jesús Rafael Soto

Estimate
180,000 - 250,000 EUR
Sold
225,000 EUR
bidding is closed

Description

  • JESÚS RAFAEL SOTO
  • Fines vibrations en bleu et noir
  • firmato, intitolato e datato 1974 sul retro
  • acrilico su tavola e metallo con 42 elementi mobili e fili di nylon

Provenance

Galleria l'Elefante, Treviso
Galleria Artesilva, Seregno
Ivi acquistato dall'attuale proprietario nel 2000 circa

Catalogue Note

“Ho sempre provato a creare un’arte dove le forme date, persino quelle geometriche, non contano. Le mie ricerche non hanno niente a che fare con gli stessi oggetti. Il mio lavoro cerca di rappresentare il movimento, la vibrazione, la luce, lo spazio, il tempo, cose che esistono ma che non hanno una forma determinata, e l’unico modo che ho trovato per farlo è provare a rappresentare le relazioni tra di loro. Le relazioni sono un’entità, esistono e quindi possono essere rappresentate.”

Jesùs-Rafael Soto, conversazione con Pedro Espinoza Troconis, "Soto habla de su Pintura ", La Esfera , Caracas, 21 marzo, 1960

"I have always tried to create an art in which fixed forms, even geometric ones, become irreleance. My investigations have nothing to do with the objects themselves. My [work] tries to represent movement, vibration, light, space, time, things that exist but which do not have a determined form, and the only way I have found to do this is to attempt to represent the relationships between them. Relationships are an entity, they exist and so they can be represented." 

 

Fines Vibrations en bleu et noir è uno degli esempi massimi della ricerca di Soto, del suo tentativo di intrappolare il movimento perpetuo del reale, le sue pulsazioni, per poi canalizzarle e trasformarle in pure vibrazioni, che si sviluppano verso l’infinito. Matematica e musica si fondono per creare una perfetta armonia geometrica, un gioco d’illusione ottica. Le tiges metalliche che fluttuano in sospensione davanti al pannello di legno, stretto da una fitta rete di segni verticali, diventano gli strumenti principali di questo gioco armonioso.

La sua opera penetra nello spazio circostante facendosi un tutt’uno con esso, diventa puro astrattismo, le linee e il colore si liberano dalla loro fissità. Fines Vibrations en bleu et noir è la fusione dell’interpretazione da parte dell’artista dei suoi due grandi maestri: Malevich e Mondrian, ma allo stesso tempo va oltre ai due astrattisti portando il movimento all’interno dell’opera, creando un’illusione dominata da una bidimensionalità geometrica.

“La creazione artistica è una forza che dovrebbe preferibilmente essere diretta verso l'esplorazione dello spazio ... dell'universo ... delle realtà infinite che ci circondano, ma di cui siamo a malapena consapevoli.”

Fines Vibrations en bleu et noir is a prime example of Soto’s oeuvre, and in particular of his attempt to capture reality's perpetual movement and rhythms, channeling them into 'vibrations', that develop outwards into infinity. Mathematics and music blend to create a perfect symmetrical harmony, a game of optical illusion. The metallic tiges that float suspended in front of the wood panel, held tight by a dense net of vertical marks, become the principal components in this balancing act.

His work penetrates the surrounding space, becoming at once abstract and connected to the environment, the lines and the colors outgrow their fixity. Fines Vibrations en bleu et noir is a fusion of the artist’s interpretation of two of his predecessors: Malevich and Mondrian. Yet, he goes beyond the work of the two abstract artists, bringing movement into the very core of the work, creating an illusion that is dominated by a geometrical two-dimensionality.

“Artistic creation is a force which ought to be directed towards the exploration of space... of the universe... of the infinite realities which surround us and yet, of which, we are hardly conscious.”

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