Lot 16
  • 16

Giorgio Morandi

Estimate
600,000 - 800,000 EUR
Sold
747,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Natura morta
  • firmato sul retro
  • olio su tela

Provenance

Collezione Marmont, Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Literature

Lamberto Vitali, Morandi, Catalogo ragionato, Milano, 1977, tomo II, n.600, illustrato a piena pagina
Gabriele Mazzotta, Giorgio Morandi; gemälde, aquarelle, zeichnungen. Werkverzeichnis der druckgraphik, Schloß Gottorf, Schleswig 1998, p. 87, n.51, illustrato

Catalogue Note

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"Per Guston e Morandi, dipingere tutto ciò che si trovava intorno a loro – libri e scarpe, bottiglie e scatole – forniva un modo per entrare in contatto con alcuni aspetti della pittura che, anche se sempre davanti ai nostri occhi, rifiutano di essere bloccati. I dipinti di Giorgio Morandi rivelano una grande sensibilità per i problemi di base e le possibilità della pittura”.
Eleanor Ray

"For Guston and Morandi, painting what was around them – books and shoes, bottles and boxes – provided a way to engage with certain aspects of painting that, while always in plain sight, refuse to be pinned down. Giorgio Morandi’s paintings reveal a heightened sensitivity to the basic problems and possibilities of painting."
Eleanor Ray

Di fronte a questa tela di Giorgio Morandi, ogni tentativo di analisi sbrigativa e rapida risulterà, inevitabilmente, vana. Al contrario, la forma mentis che è richiesta allo spettatore che osserva questo delicato olio è quella della prudente pazienza. Realizzata nella piena maturità dell’artista bolognese, questa Natura Morta, infatti, esprime in una composta composizione la ricchezza degli elementi portanti della poetica morandiana. L’oggettistica tanto studiata da Morandi è qui declinata in una serie di bottiglie di varie dimensioni. L’accento va posto sul ruolo di quella bianca centrale, che sovente ritorna nelle tele di questo periodo. Quest’ultima, infatti, regge, a livello compositivo, la struttura dell’intera opera che si sviluppa a tuttotondo attorno ad essa, in un cromatico gioco di opposizioni interne ed architetture equilibrate e mai soffocanti. I toni più scuri e caldi, sfumati nelle forme degli oggetti in secondo piano, accentuano la profondità della tela stessa e riprovano, se ve ne fosse bisogno, quanto la pittura di Giotto e dei maestri del Rinascimento abbia avuto un ruolo chiave nella crescita artistica di Morandi. Lo spettatore attento, tuttavia, non mancherà di valutare, oltre a questi aspetti compositivi ed iconografici, l’importanza dell’atmosfera in cui questi oggetti abitano. Sussurrata, ma sempre presente nella pittura del bolognese, ritorna la metafisica, che Morandi aveva sperimentato alla fine degli anni Dieci. Eccola ripresentarsi anche in questa Natura Morta, suggerita da un’ombra, dietro la colonna/bottiglia bianca o ancora nello sfumato dell’oggetto più scuro in secondo piano. Si avverte, pertanto, la presenza/assenza di un qualcosa che lascia, negli occhi dello spettatore, un’emozione di angosciante serenità. Da un lato si percepisce la sensazione che manchi qualcosa in questa tela: un ulteriore oggetto, un movimento, forse una figura umana? Dall’altra, ciò nonostante, il tutto appare in un rigoroso, seppure lieve, elegante equilibro compositivo. Ecco quindi il ruolo della metafisica in questo quadro: il lasciare in sospeso lo spettatore ai sussurri della tela stessa. Tuttavia è una metafisica profondamente empirica e non legata al sogno, come nelle esperienze di altri grandi artisti del primo Novecento. E’ una metafisica di bottiglie, oggetti concreti, posti su un tavolo vero, pesante, che però l’artista riesce a distaccare dalla realtà e sollevare al livello etereo della sua personale poetica. La pittura, come ricordava Cesare Brandi, è fatta anche di suggerimenti ed è compito dello spettatore riuscire ad avvicinarsi ed ascoltare. Perché Morandi sapeva guardare ed è stato tra i pochi artisti che con un alfabeto ridotto a poche bottiglie ha saputo scrivere infinite poesie. 

Each attempt to briefly and rapidly analyse this canvas by Giorgio Morandi will be inevitably useless. On the contrary, the forma mentis that the beholder is required to have in front of this painting is that of a prudent patient. Executed during the most mature phase of the career of the Bolognese painter, this Still Life expresses the richness of Morandi’s aesthetic in a very well balanced composition. The objects intensively studied by Morandi are here exemplified by a series of bottles of different dimension. The white bottle, which often appears in the canvases of this period, occupies the central position. On a compositional level, this bottle sustains the structure of the work, which is developed around it. The palette used by Morandi offers a game of chromatic opposites and balanced architectures. Suffused in the shapes of the objects in the background, the warmest and darkest tones increase the sense of depth of the work and witness once again, as if it were needed, how of Giotto and the Renaissance Masters had a key role in Morandi’s artistic career.

In addition to these compositional and iconographical elements, the accurate beholder will not forget to ponder on the importance of the atmosphere in which these objects are located.  Whispered, although being always present in Morandi’s oeuvre, is the metaphysic, which Morandi had directly experienced at the end of the first decade of the 20th Century. Indeed, the metaphysic returns in this Still Life, suggested by a shadow, behind the column/white bottle or in the shade of the darkest object in the background. One could feel the presence/absence of something that causes, in the beholder, a feeling of worrying serenity. On the one hand, one can feel that something is missing from the picture: an object, a movement, a human presence? On the other, everything appears to be in a rigorous, yet light, compositional balance. This is the role of the metaphysic in this work: to keep the beholder is suspense to the whisperings of the canvas itself. Yet, the metaphysic here is very empiric and not directly linked to dream-like situations, as in the case of other great artists of the beginning of the 20th Century. It is a metaphysic of bottles, concrete objects positioned on a real table, which, however, the artist is able to detach from reality and raise to the unworldly level of his personal aesthetic. As Cesare Brandi underlined, the art of painting is also made of suggestions and it is the beholder’s duty to be able to listen to them, as in this still life. Morandi was really able to see and with a very limited alphabet of a few bottles he created endless poems. 

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