Lot 43
  • 43

Alighiero Boetti

Estimate
200,000 - 300,000 EUR
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bidding is closed

Description

  • Alighiero Boetti
  • Lavoro postale (permutazione)
  • 120 buste affrancate con 10 francobolli italiani ciascuna e timbrate
  • cm 125,5x113
  • Eseguito nel 1972

Provenance

Galleria Galatea, Torino
Ivi acquistato dall'attuale proprietario alla fine degli anni Settanta

Condition

This work appears in generally good overall condition. There are few light traces of soiling to the upper area of the work, due to the artist's technique. There are few scattered dots of browning along margins. Colours are more vivid compared to the catalogue illustration.
"In response to your inquiry, we are pleased to provide you with a general report of the condition of the property described above. Since we are not professional conservators or restorers, we urge you to consult with a restorer or conservator of your choice who will be better able to provide a detailed, professional report. Prospective buyers should inspect each lot to satisfy themselves as to condition and must understand that any statement made by Sotheby's is merely a subjective, qualified opinion. Prospective buyers should also refer to any Important Notices regarding this sale, which are printed in the Sale Catalogue.
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Catalogue Note

"Il raddoppiamento dello spirito diventa automaticamente lo sdoppiamento dell’essere. La coscienza di essere soli è sempre, discretamente, la nostalgia di essere doppi."
Alighiero Boetti, 6 novembre 1972, Bruxelles, Galerie MTL, in Identité Italienne. L’art en Italie depuis 1959, Parigi, catalogo della mostra,1981

Negli anni Sessanta ha inizio una delle fasi più salienti della storia dell’arte contemporanea, quella dell’arte concettuale. Sono anni animati da turbolenze internazionali, tensioni sociali, conflitti bellici e da uno spirito di rinnovamento politico e morale. In ambito artistico tutto ciò si traduce in un’opposizione al sistema che porta a soluzioni alternative ed eterogenee, aventi come comune denominatore la voglia di libertà e sperimentazione del nuovo. L’arte perde a poco a poco la sua fisicità tradizionale e si smaterializza fino a diventare concetto.

Ciò che comunemente chiamiamo arte concettuale altro non è che il punto di approdo di un percorso iniziato già nei primi anni del Novecento e connotato da una costante e instancabile volontà di sottrarre l’arte a tutti quei principi “classici” su cui si era tradizionalmente fondata. In questo senso è dunque possibile definire concettuali una serie di esperienze diverse tra loro accomunate, tuttavia, da una stessa urgente necessità. Si muoveranno in questa direzione artisti come Kosuth, Sol Le Witt, Beuys, i minimalisti, gli esponenti della Land Art, della Body Art, dell’Arte Povera.
In tutta Europa i protagonisti più all’avanguardia del sistema come Lucy Lippard, Germano Celant, Fabio Sargentini, volgono lo sguardo ai nuovi linguaggi. Oltre all’influenza delle esperienze americane, di grande importanza è il dialogo tra le diverse città europee, le cui iniziative volte alla promozione dell’arte concettuale ne rendono possibile la graduale affermazione a livello internazionale.
Sempre più gallerie decidono di dedicare la propria attività alle nuove fenomenologie artistiche e un gran numero di spazi già esistenti mostra di coglierne l’importanza.  
In Belgio attività e interessi lungimiranti sono quelli dell’artista, critico e gallerista Fernand Spillemaeckers  e dalla galleria MTL, da lui fondata a Bruxelles nel 1969.
In questo spazio egli porta avanti una serie di programmi espositivi notevoli e all’avanguardia sempre tesi a dar voce a ciò che di nuovo e innovativo agitava il mondo dell’arte, lavorando inoltre in stretta collaborazione con un’altra galleria d’importanza storica, l’Art&Project di Anversa. Con quest’ultima, Spillemaeckers ha il merito di contribuire alla diffusione dell’arte concettuale e minimalista in Belgio e nei Paesi Bassi, tanto che il museo di Leuven gli dedica una mostra nel 2013 intolata Il caso Fernand Spillmaeckers. Organizza numerose mostre che coinvolgono gli artisti concettuali più importanti di quegli anni per i quali, molto spesso, il passaggio dalla sua galleria si rivela una tappa cruciale  del loro percorso artistico. Tra questi Sol Le Witt, Gilberto Zorio, Daniel Buren, Marcel Broodhaers, John Baldessari, Robert Ryman.
Anche Alighiero Boetti, uno dei più riconosciuti esponenti dell’arte povera e concettuale italiana, è protagonista della mostra personale Alighiero e Boetti alla galleria MTL per la quale, con molta probabilità, realizza il nostro lavoro postale. La mostra si svolge dal 18 al 30 giugno 1972, l'anno in cui - come si evince dal titolo dell’esposizione - Boetti opera uno sdoppiamento del proprio nome (mettendo in crisi il concetto di unicità di se stesso) e conduce la sua opera ad una svolta in direzione sostanzialmente concettuale.
Codici segreti, numeri, rebus sono sempre stati presenti nell’opera dell’artista e caratterizzano anche tutta la produzione dei lavori postali, interamente giocati sulla scelta dei timbri e sulla loro reciproca posizione sulle buste. Non vi è casualità, bensì precisi criteri e regole combinatorie che nascondono il codice di un messaggio. Le buste indirizzate ad amici, parenti, critici, artisti come Duchamp e galleristi come Leo Castelli, vengono inviate a indirizzi immaginari e dunque timbrate e rispedite al mittente, diventando cosi testimonianze di un viaggio reso possibile da attori inconsapevoli. È un meccanismo affascinante e aleatorio messo in moto dall’artista che sceglie, controlla, organizza, calibra tutto con leggerezza musicale e cura maniacale allo stesso tempo.
Il francobollo oltre ad essere portatore di forme, vibrazioni e colori, diventa infine l’impronta di Boetti, la traccia, il segno più evidente del suo lavoro.
Le raccomandate-espresso che ritornano a Boetti personalmente oppure a fare parte della sua opera via collezionisti, stabiliscono da qualche parte un passaggio, una frizione, un rimando, una eco. È questo che conta […] Sulle buste rispedite al mittente restano timbri e fugaci appunti di uomini che non trovano, non sanno, sanno ciò che non è, e comunque rispondono.
[…] Molte lettere sono vuote, mere buste, conchiglie per collezionisti; sono i cosiddetti lavori postali, combinazioni e permutazioni di colori e valori bollati. Non sollecitano risposte, pongono domande-risposte. (Tommaso Trini)

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In the late Sixties a new artistic phase known as Conceptual arise as a consequence of the worldwide political and social turmoil. In contrast with the existing conventions, the desire of freedom and new experiences characterizes the new artistic atmosphere. Art slowly loose its physical essence and it is replaced by concept.

Among the main characters of these avant guard movements were artists like Joseph Kosuth, Sol Lewitt, Joseph Beuys, and all the artists that belonged to Minimal Art, Body Art, Land Art, Arte Povera, together with writers, art critics and gallersists such as Lucy Lippard, Germano Celant, Fabio Sargentini. Vital for the promotion of this new art movement is not only the influence received  from the United States but also the growing dialogue  among European art galleries.

Among these stands out in Bruxelles MTL Gallery founded by Fernand Spillemaeckers in 1969. In his gallery Spillemaeckers promoted innovative artistic initiatives, collaborating with another important exhibiting space, Art&Project gallery in Anvers. It is mainly through Spillemaeckers that conceptual and minimal art were spread through the Netherlands. As a matter of fact the Leuven Museum dedicated him an exhibition in 2013: Il caso Fernand Spillemaeckers.

He organized several exhibitions involving the most important conceptual artists of those years, such as Sol Lewitt, Gilberto Zorio, Daniel Buren, Marcel Broodhaers, John Baldessari and Robert Ryman among the others, and often for them to exhibit in his gallery corresponded to a crucial landmark in their career. Also Alighiero Boetti, one of the most well known representative of Arte Povera was represented in June 1972  with a personal exhibition entitled Alighiero e Boetti, as in that year the artist started experiencing the splitting of his name, undermining in this way the concept of individual uniqueness. Secret codes and numbers characterize the artist’s work especially for the so called Lavori postali (postal works) like the one we are offering in our sale which most probably was included in this exhibition. His work is based on precise rules that hide a combination code.

Envelopes are usually sent to relatives, friends, critics, artists like Duchamp and gallerists like Leo Castelli. Addresses do not correspond to reality thus are sent back to the sender generating a game strictly connected to a sort of  hypothetical journey and representing mute replies of people involved but totally unaware of the artist’s project.

It is a fascinating mechanism in which the artist chooses, controls, organizes the whole itinerary with a sort of lightness and yet with methodical  accuracy. The stamp becomes Boetti fingerprint, the most evident mark of his work. Many of these envelopes are empty, they are just containers made for collectors, they are the so called “Lavori postali”, a combination and permutation of colours and stamps. They don’t ask for a feedback, they pose questions and answers.(Tommaso Trini)