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DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Mario Schifano
PALO ALTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1960 ON THE REVERSE, ENAMEL ON PAPER LAID ON CANVAS
JUMP TO LOT
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DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA ITALIANA

Mario Schifano
PALO ALTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1960 ON THE REVERSE, ENAMEL ON PAPER LAID ON CANVAS
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Details & Cataloguing

Modern and Contemporary Art Sale

|
Milan

Mario Schifano
1934 - 1998
PALO ALTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1960 ON THE REVERSE, ENAMEL ON PAPER LAID ON CANVAS
firmato, intitolato e datato 1960 sul retro
smalto su carta applicata su  tela
cm 160x120
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Opera registrata presso l'Archivio Mario Schifano, Roma, con il n. 02503131010

L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dalla Galleria Marconi, Milano

Provenance

Galleria Coen e Pieroni, Pescara
Galleria Marconi, Milano
Galleriaforma, Genova
Ivi acquistato dall'attuale proprietario nel 1977

Catalogue Note

Tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta la reazione alle poetiche informali passa attraverso il monocromo. Questo comune convergere delle ricerche internazionali si tinge ovviamente delle più diverse valenze, accomunate dal rifiuto del tratto soggettivo e distinte tra tensioni all’assoluto o riduzioni al grado zero del linguaggio pittorico, in vista per esempio di una sua ridefinizione scientifica(…..)Schifano esordisce nel 1960, nell’ambito della pittura monocroma, dopo un inizio informale. Lontano dalle aspirazioni alla sensibilità pura, la sua pittura non tratta neppure della materialità ordinaria del piano. Non è per esempio il puro darsi a vedere, il tematizzarsi, del supporto tradizionale, il piano- codice della tela. Il supporto viene anzi nascosto, perché l’artista vi sovrappone i fogli di carta che sono il suo mezzo privilegiato di espressione. La pittura non ricopre uniformemente la superficie, che si ritrova costellata di aleatorietà e di imperfezioni, cioè di colature e di stesure regolari, dove le pennellate si fanno visibili e trapelano interzisi vuoti. Questa visibilità, le tracce del gesto, attestano il lavoro, il tempo del lavoro, agito dai due protagonisti: il pittore e il “suo” colore, il colore vivo degli smalti, il monocromo di Schifano non è la pura materialità della pittura, la sua declinazione ad elemento linguistico sottoposto ad analisi. Per meglio dire è anche questo, ma soprattutto il colore di Schifano svolge una funzione di accensione emotiva, di sensibilizzazione della superficie in termini emozionali. Più che saturare la superficie, si può dire che il colore vi viene liberato, e steso quando non lasciato colare, con la casualità di un gesto altrettanto libero

G. Verzotti, Mario Schifano 1960-1970 , Milano 1990

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Milan