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Enrico Castellani
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1970/73 ON THE OVERLAP, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS. THIS WORK IS REGISTERED IN ARCHIVIO ENRICO CASTELLANI, MILAN, UNDER N. 70-018 AND IS ACCOMPAIEID BY A PHOTOCERTIFICATE
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Enrico Castellani
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1970/73 ON THE OVERLAP, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS. THIS WORK IS REGISTERED IN ARCHIVIO ENRICO CASTELLANI, MILAN, UNDER N. 70-018 AND IS ACCOMPAIEID BY A PHOTOCERTIFICATE
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Enrico Castellani
N. 1930
SUPERFICIE ARGENTO
SIGNED, TITLED AND DATED 1970/73 ON THE OVERLAP, ACRYLIC ON SHAPED CANVAS. THIS WORK IS REGISTERED IN ARCHIVIO ENRICO CASTELLANI, MILAN, UNDER N. 70-018 AND IS ACCOMPAIEID BY A PHOTOCERTIFICATE
firmato, intitolato e datato 1970/73 sul risvolto
acrilico su tela estroflessa
cm 153,5x153,5x5
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Opera registrata presso l'Archivio Enrico Castellani, Milano, con il n. 70-018

L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato dall'Archivio Enrico Castellani, Milano

Catalogue Note

Io parto sempre dal perimetro del quadro dove costituisco delle suddivisioni aritmetiche che sono il punto d'avvio [...]. La programmazione vera, la sequenza intenzionale sta sul perimetro, quel che accade all'interno della superficie è casuale [...], una casualità controllata da ciò che ho predisposto sul perimetro [...]; la casualità è generata dalla progressione aritmetica.
Enrico Castellani

 

Braille per vedenti
Un critico parlò delle sequenze di concavo e convesso nelle superfici di Castellani come di un "Braille rivisitato": figura forse indebita, ma bella, e capace di rivelare il desiderio di far scorrere la mano su quelle tele. Le immagini rubate alla cecità rendono bene lo spaesamento e la meraviglia, come quando parliamo dei sogni ad occhi aperti. Ho visitato dei monumenti per ciechi: uno, sulla sommità di un altura norvegese, grande metallico e vibrante al vento, con un minuzioso percorso d'accesso segnato da odori di piante e pietre da tastare. Occorre, agli intrusi vedenti, andarci a occhi chiusi. Le tele di Castellani sono forse un Braille per vedenti: se il Braille volesse comunicare la luce e i suoi tragitti, si potrebbe immaginare di addestrare gli occhi a guardare le tele di Castellani imitando la sapienza dei polpastrelli che leggono. Carla Lonzi le chiamò, quelle tele, già nel 1964, "luoghi ideali di contempolazione", parlò, sia pur discretamente, del "senso di religiosità che evocano", dalla finezza somatica e spirituale dell'autore. Carla Lonzi era un'artista di altri linguaggi che si metteva alla prova umana e poetica attraverso l'amicizia e l'osservazione degli artisti, e non si distraeva a coniare didascalie inutilmente pompose sotto le loro opere. Ciò riporta alla sedimentazione del tempo nel lavoro di Castellani e alla confidenza che con esso prende lo spettatore.
Adriano Sofri, La tradizione silenziosa di Enrico Castellani, in catalogo della mostra, Enrico Castellani, Pistoia, Palazzo Fabroni, 1996, pag. 46

Arte Moderna e Contemporanea

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