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Salvator Rosa
PAESAGGIO CON CASOLARE, CASCATA D'ACQUA, INSENATURA E FIGURE
Estimate
80,000120,000
LOT SOLD. 84,750 EUR
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Salvator Rosa
PAESAGGIO CON CASOLARE, CASCATA D'ACQUA, INSENATURA E FIGURE
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80,000120,000
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Details & Cataloguing

Old Master Paintings, 19th Century Paintings, Furniture, Works of Art and Rare Books

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Milan

Salvator Rosa
ARENELLA 1615-1673 ROMA
PAESAGGIO CON CASOLARE, CASCATA D'ACQUA, INSENATURA E FIGURE
firmato nella ruota in basso a destra: ROSA
olio su tela
110 x 175 cm
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Provenance

Firenze, collezione del cardinale Carlo de' Medici;
Firenze, villa medicea di Castello, 1663.

Catalogue Note

La firma autografa in basso a destra conferma la lettura stilistica, inequivocabile nel riconoscere il paesaggio, giunto fin qui inedito, come un esemplare significativo dell'attività fiorentina del pittore napoletano Salvator Rosa.
Formatosi nella città natale prima nella bottega di Francesco Fracanzano e poi in quelle di Aniello Falcone e del Ribera, nel 1635 Rosa si trasferì a Roma, dove rimase fino alla partenza per Firenze, ad esclusione di un ritorno a Napoli negli anni 1638-1639. La conoscenza a Roma della pittura di Pietro Testa, di Claude Lorrain e di Nicolas Poussin portò l'artista a sviluppare una particolare attenzione al paesaggio che gli procurò commissioni illustri da parte delle più significative corti italiane: quella estense a Modena e quella medicea a Firenze.
Rosa giunse a Firenze nel 1640 dove soggiornò ininterrottamente per otto anni, su invito del principe e futuro cardinale (dal 1644) Giovan Carlo de' Medici (1611 – 1663) che i documenti d'archivio conservati all'Archivio di Stato di Firenze, trascritti qui di seguito, consentono di riconoscere quale proprietario e probabile committente dell'opera in esame. Libertino, amante del teatro, collezionista d'arte raffinato, Giovan Carlo ebbe un rapporto privilegiato con Rosa: giunse a possedere diciassette suoi dipinti che pagò uno alla volta, gli corrispose l'affitto della casa e gli dette un piccolo salario mensile di otto scudi, lasciandogli facoltà di dipingere per altri membri della famiglia granducale e per la nobiltà toscana (Capponi, Corsini, Gerini, Guadagni e Maffei).
Il dipinto è riconoscibile, nel secondo elemento del pendant, citato nell'inventario della villa medicea di Castello, datato 1663, anno di morte di Giovan Carlo de' Medici: "N. dua quadri bislunghi in tela lunghi braccia 3 ½ e alti braccia 2 1/3 entrovi paesi che in uno vi è alberi e masso con due viandanti a cavallo e tre villani che gl'insegnano la strada con dua figurine più lontane, et uno de Viaggianti sopra un cavallo bianco, e nel altro un casa laccio con una cascata d'acqua, alberi e lontanze con tre figurine fra le quali una donna a sedere vestita di rosso con maniche in camice, con due altre figurini più lontane, adornamenti intagliati e dorati del Rosa" (Archivio di Stato di Firenze, Miscellanea medicea 31/10, c. 136 v). Il  compagno della tela in esame, citato per primo nel documento sopra trascritto, è stato da tempo correttamente identificato nel dipinto raffigurante Paesaggio con viandanti che chiedono la strada, oggi appartenente alla collezione di Sir Denis Mahon e  in  deposito permanente alla National Gallery di Londra,
L'esatta corrispondenza delle misure (il braccio fiorentino corrisponde agli attuali 58.3 centimetri) e la descrizione accurata del paesaggio (casale in rovina e cascata d'acqua) e delle tre figure in primo piano (fra le quali la donna seduta vestita di rosso con maniche di camicia bianca) non lasciano dubbi nell'identificazione proposta. Il paesaggio in esame lega stilisticamente, oltre che con il compagno oggi alla National Gallery di Londra, con altre tele databili nel corso del soggiorno fiorentino del Rosa. Tra queste ultime ricordo soprattutto il Paesaggio con soldati in riva a un fiume della Galleria degli Uffizi di Firenze (Corridoio Vasariano, inv. 1890, n. 1237) e il Ritorno di Astrea oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, che presenta, tra l'altro, uno stesso casolare e un'analoga firma per esteso del cognome del pittore scritto con i medesimi caratteri.  
Gli esemplari ora citati, così come gli altri paesaggi riconducibili all'attività fiorentina di Rosa, mostrano composizioni bilanciate, un'atmosfera ariosa, una pennellata leggera e diluita, attenta alla descrizione dei particolari, che fece scuola ai pittori nordici e, in particolare, all'olandese Jacob de Heusch.
Nella produzione successiva di Rosa compare, invece, un nuovo tipo di natura, più selvaggia e spesso popolata di eremiti, che riscosse una notevole fortuna tra i collezionisti e i teorici dell'arte del Settecento, in particolare quelli anglosassoni. Gli elementi stilistici e documentari concorrono nell'avallare una collocazione cronologica del Paesaggio con casolare e veduta del golfo qui discusso tra il 1640 e il 1648.

L'opera sarà oggetto del mio articolo di prossima pubblicazione Un paesaggio di Salvator Rosa per Giovan Carlo de' Medici in "Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei", n. 8, Febbraio 2011 (in corso di stampa).


                               Francesca Baldassari

Il dipinto è accompagnato da attestato di libera circolazione del 29 Luglio 2010.

The painting has obtained the export licence, dated 29 July 2010.

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