Lot 221
  • 221

Francesco Guardi

Estimate
1,500,000 - 2,000,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Francesco Guardi
  • Venezia, andata del Bucintoro verso San Nicolo' del Lido
  • olio su tela
    oil on canvas

Provenance

Collezione Mr. Arthur, Kay (vicino a Glasgow), dal 1904;
Collezione Stramezzi, Crema, prima del 1948.

Exhibited

Zurigo, Kunsthaus, Kunstschätze der Lombardei,  novembre 1948 – marzo 1949, n. 803 (prestato dal dott. Paolo Stramezzi, Crema);
Milano, Villa Comunale, Mostra del Settecento Veneziano,  aprile – maggio 1955, n. 30.

Literature

G.A. Simonson, Francesco Guardi (1712-1793), Londra 1904, p. 88, n. 61, illus. a p. 66 (come in collezione Arthur, Kay);
E. Arslan, "Per la definizione dell'arte di Francesco, Giannantonio e Niccolò Guardi", in Emporium, Anno L, vol. C, luglio – dicembre 1944, p. 6, nota 13 (come collezione MacArthur, Glasgow);
Kunstschätze der Lombardei, catalogo della mostra, Zurigo, Kunsthaus, novembre 1948 – marzo 1949, p. 295, n. 803;
A. Morassi, "Settecento inedito", in Arte Veneta, 1952, p. 93, nota 1, illus. a p. 96, fig. 96 (come in collezione Stramezzi, Crema);
V. Moschini, Francesco Guardi, Milano 1952, illus. fig. 179;
V. Moschini, Francesco Guardi, Milano 1956, illus. fig. 184;
Mostra del Settecento Veneziano, Milano, Villa Comunale, aprile – maggio 1955, n. 30, illustrato;
A. Morassi, Guardi, Antonio e Francesco Guardi, Venezia 1973, vol. I, p. 364, n. 287, illustrato vol. II, fig. 316;
L.R. Bortolatto, L'opera completa di Francesco Guardi, Milano 1974, pp. 108-109, n. 325, illustrato;
A. Morassi, Guardi. I dipinti, Venezia 1993, vol. I, p. 364, n. 287, illustrato vol. II, fig. 316;
A. Morassi, Guardi. I disegni, Venezia 1993, p. 128, sotto il n. 284.

Condition

La fotografia pubblicata in catalogo presenta tonalità più fredde rispetto al dipinto originale. La foderatura antica, forse risalente alla meta del secolo XX, non ha alterato l'opera che si rivela quindi integra nel suo impasto pittorico, mantenendo inalterata la sua originaria plasticità. A occhio nudo non si evincono sulla tela danni, ritocchi, stuccature o qualsivoglia intervento di restauro di rilievo. La cornice ottocentesca, in legno intagliato e dorato, è stata ridotta in modo ineccepibile e presenta numerose piccole cadute di doratura sui girali che la ornano. L'analisi con la lampada di Wood è impedita dalla presenza di antiche vernici ingiallite e ossidate, ma si presume però la presenza di qualche piccolo e marginale intervento antico. Il dipinto beneficerebbe di un intervento di pulitura per ripristinare le originali e raffinate tonalità argentee che pervadono l'opera.
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Catalogue Note

Questa vibrante veduta di Francesco Guardi rappresenta una delle più importanti celebrazioni annuali della Repubblica di Venezia: la cerimonia dello Sposalizio del Mare in occasione della festa della Sensa. Istituita intorno all'anno 1000, la festività celebrava simbolicamente il dominio marittimo della città. Nel giorno dell'Ascensione, una solenne processione di imbarcazioni guidate dal Bucintoro, la galea dei dogi, usciva dalla laguna attraverso la bocca di porto del Lido; raggiunto il mare aperto, il doge lasciava cadere in acqua un anello consacrato, e con le parole "Ti sposiamo, mare. In segno di vero e perpetuo dominio" dichiarava Venezia e il mare indissolubilmente uniti, ribadendo il possesso sull'Adriatico.

La tela rappresenta il momento iniziale della processione, con il Bucintoro seguito dal peatone del patriarca (altra imbarcazione da parata) e circondato da una flotta di gondole e altre barche che provenendo dal Canal Grande passano davanti alla sottile isola del Lido, su cui si staglia la chiesa di San Nicolò. Il Bucintoro qui ritratto è la sontuosa galea dorata settecentesca che fu distrutta nel 1798, poco dopo la caduta della Repubblica.

Analogamente al Canaletto, Francesco Guardi ha lasciato numerosi straordinari documenti del paesaggio e della vita veneziana nel Settecento. A differenza del suo più anziano collega e concittadino, tuttavia, Guardi predilesse una resa meno puntigliosa nelle sue vedute, sempre permeate da un estremo lirismo che soprattutto nell'ultima fase della sua attività lo portò ad allontanarsi dallo studio analitico ed obiettivo della realtà urbana: i suoi scorci della laguna, gli episodi storici, così come i suoi fantasiosi capricci sono avvolti da una luminosità argentea che trasmette una visione intensamente sentimentale dell'ultimo secolo della gloriosa Repubblica di Venezia. Con una sensibilità romantica ante litteram, Guardi non si fa scrupolo di venir meno alle rigide regole dell'ottica, rendendo l'atmosfera al tempo stesso solenne e concitata della processione attraverso una pennellata guizzante che esalta contro il fondo monocromo dell'acqua e del cielo, ugualmente cerulei, i lampi baluginanti dei ferri delle gondole e il moto brulicante dei gondolieri. Sullo sfondo, lo sguardo si perde all'orizzonte nella caligine lagunare, che mette ancor più in risalto l'"enorme mole da pachiderma" del Bucintoro.1

Guardi ritrasse più volte il Bucintoro, sia uscente verso il Lido che al ritorno in direzione del Palazzo Ducale. La capacità del pittore veneziano di catturare l'atmosfera delle occasioni festive cittadine è particolarmente evidente nella serie delle Feste dogali, dodici tele (dieci delle quali si trovano oggi al Louvre) che immortalano le cerimonie tenutesi nel 1763 in occasione dell'elezione del doge Alvise IV Mocenigo; tra esse figura anche la partenza del Bucintoro per il Lido, vista però da un'angolazione diversa. Le Feste dogali, che Guardi riprese da una serie di incisioni di Giambattista Brustolon basate su disegni eseguiti dal Canaletto nel 1766, sono state datate agli anni intorno al 1775; la presente veduta, che secondo la Bortolatto fu eseguita entro il settimo decennio, è tuttavia ritenuta da Morassi più coerente con lo stile delle opere tarde del pittore, favorendo dunque una datazione non anteriore al 1780.

Un sintetico schizzo del Guardi, eseguito a penna per questa composizione, è conservato nel Fogg Art Museum di Cambridge (Mass.) (Fig. 1).2


1.  A. Morassi, vedi Bibliografia, 1952.
2.  A. Morassi, Guardi. I disegni, Venezia 1993, pp. 127-128, n. 284, illus. fig. 286.