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Francesco Guardi
Description
- Francesco Guardi
- Sottoportico con figure e scala di palazzo
- olio su tela
oil on canvas
Catalogue Note
Il dipinto è una versione autografa della tela conservata all'Accademia Carrara di Bergamo1, di cui una copia (olio su tavola, 43 x 28 cm) fu venduta a Londra da Sotheby's nel 1978 (14 giugno 1978, lotto 127).
Il notevole capriccio appartiene alla piena maturità di Francesco Guardi (1775-93) ed è un bellissimo esempio tra i numerosi Capricci con sottoportico tanto amati dal pittore, che testimoniano la sua passione per un motivo che gli fu congeniale per le possibilità di varianti che implicava. La composizione è basata infatti su architetture scenografiche e fantasiose, formate da elementi di varia ispirazione: in primo piano un sottoportico, risultato dell'intersecarsi di arcate sorrette da gruppi di colonne e sormontate da piccole volte a cupola; sullo sfondo una scalinata che sale oltre l'ingresso di un palazzo. Rispetto al dipinto di Bergamo, il nostro presenta una prospettiva più ampia, che consente l'inserimento in basso a sinistra della figura vestita di rosso.
L'opera è databile intorno al 1780 per il tipo di cappello piumato indossato dalla dama, di moda a Venezia a partire dalla metà degli anni Settanta2 come per elementi più propriamente stilistici, quali il tratteggio, le figurette e l'impostazione della luce, che sono quelli tipici del periodo tardo del maestro.
Col procedere della sua attività Guardi si dedica sempre più al genere del capriccio moltiplicando le invenzioni fantasiose, in accordo con lo spirito del tempo, più incline all'evasione dalla realtà in senso tradizionale, da quella cioè delle tele commemorative e delle vedute più formali. Al capriccio si dedica come libero gioco della fantasia per evadere dall'impostazione "canalettiana" dell'iconografia vedutistica, che col procedere degli anni arricchisce con nuove idee e invenzioni.
In accordo con lo stile dell'ultimo e prolifico periodo della sua attività, anche in questo capriccio la materia è liquida, magra e delineata o punteggiata nei contorni. Le tonalità sono calde e brunacee e giocano sui toni del tabacco e del bistro, illuminate da una luce di tramonto, su cui risaltano i vivaci colpi di colore delle figure.
Il disegno preparatorio per il prototipo di questa composizione, ma senza le figure, è conservato al Museo Correr di Venezia.
1 A. Morassi, Guardi. I dipinti, Venezia 1993, vol. I, p. 455, n. 783, illus. vol. II, fig. 714.
2 D. Succi, "Francesco Guardi", in Capricci veneziani del Settecento, catalogo della mostra, Castello di Gorizia, giugno – settembre 1988, Torino 1988, p. 349