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Giacomo Guardi
Estimate
20,000 - 30,000 EUR
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Description
- Giacomo Guardi
- Venezia, Piazza San MarcoVenezia, il bacino di San Marco con Palazzo Ducale e Riva degli Schiavoni
Il primo firmato al retro: Veduta della Piazza di S. Marco/ Reccapito all'Ospedaletto in calle del Peruchier al/ N. 5245 dimandar/ Giacomo de Guardi
Il secondo firmato al retro: Veduta della riva de Schiavoni incominciando dalla Sanità,/ Giardini Reali, Zecca, Libreria, Collonne, Palazzo Ducale, ponte della Pagia e di sopra/ il ponte de Sospiri, Prigioni, e Casa Bernardi/ Reccapito all'Ospedaletto in calle del Peruchier al N. 5245 dimandar/ Giacomo de Guardi- tempera su carta, una coppia
tempera on paper, a pair
Condition
Le fotografie pubblicate in catalogo sono veritiere in rapporto alle tonalità delle due opere.
Entrambe le carte sono presentate entro cornici dorate e intagliate, con un passepartout in velluto color oro e con il verso visibile riportante la descrizione di ciascun’opera, l’indirizzo della bottega e la firma dell’artista.
A occhio nudo non si evincono danni, ritocchi o qualsivoglia intervento di restauro di rilievo.
L’analisi con la lampada di Wood ne conferma l’assenza ed è nostra opinione, quindi, che le due opere siano in eccellente stato di conservazione.
"In response to your inquiry, we are pleased to provide you with a general report of the condition of the property described above. Since we are not professional conservators or restorers, we urge you to consult with a restorer or conservator of your choice who will be better able to provide a detailed, professional report. Prospective buyers should inspect each lot to satisfy themselves as to condition and must understand that any statement made by Sotheby's is merely a subjective, qualified opinion. Prospective buyers should also refer to any Important Notices regarding this sale, which are printed in the Sale Catalogue.
NOTWITHSTANDING THIS REPORT OR ANY DISCUSSIONS CONCERNING A LOT, ALL LOTS ARE OFFERED AND SOLD AS IS" IN ACCORDANCE WITH THE CONDITIONS OF BUSINESS PRINTED IN THE SALE CATALOGUE."
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Catalogue Note
Questa vivace coppia di vedute di Venezia, firmate per esteso al retro e recanti l'indirizzo dell'artista, sono un tipico esempio della felice e ricercata produzione grafica di Giacomo Guardi.
Figlio di Francesco, e da lui introdotto giovanissimo alla pratica della pittura, lavorò in stretta collaborazione col padre fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1793. Nella fase estrema di attività del grande vedutista, intensa fu la partecipazione di Giacomo alla realizzazione di opere paterne al punto che molte sue opere degli anni ottanta e novanta, estremamente aderenti allo stile coevo di Francesco, propongono alla critica molte incertezze attributive.
Alla scomparsa del padre, Giacomo continuò in autonomia l'attività di vedutista, secondo modalità che incontrarono il gusto dell'epoca e che, per la loro peculiare traduzione dello stile del padre in forme accessibili anche a un pubblico vasto, furono ricercate con passione, in particolare dai viaggiatori del Grand Tour.
L'artista quindi abbandonò gradualmente l'esecuzione di dipinti a olio per dedicarsi alla fortunata produzione di tempere e disegni, alcuni più importanti per dimensioni e qualità – di cui il nucleo principale si conserva al Museo Correr di Venezia – altri di proporzioni ridotte e di esecuzione più veloce.
Si tratta di piccole opere concepite sovente a gruppi o a coppie - come è per le due nostre tempere - realizzate con tocchi rapidi e modulate su colori tenui; piccole vedute di Venezia, per la maggior parte gouache, ma spesso eseguite su materiali insoliti (carta su tela, tavola, tela su tavola, ottone), frutto di una attività vastissima che incontrò tanto favore da fornire lavoro alla bottega, sita all'Ospedaletto in calle del Peruchier 5245, per oltre mezzo secolo.
L'esecuzione è rapida e sintetica, il segno graffiante fa emergere i dettagli architettonici e incide le scattanti figurette, fissate come in un'istantanea: capricci minimi dotati di una grazia tipicamente veneziana e ispirati dalla felicità dell'improvvisazione.
Figlio di Francesco, e da lui introdotto giovanissimo alla pratica della pittura, lavorò in stretta collaborazione col padre fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1793. Nella fase estrema di attività del grande vedutista, intensa fu la partecipazione di Giacomo alla realizzazione di opere paterne al punto che molte sue opere degli anni ottanta e novanta, estremamente aderenti allo stile coevo di Francesco, propongono alla critica molte incertezze attributive.
Alla scomparsa del padre, Giacomo continuò in autonomia l'attività di vedutista, secondo modalità che incontrarono il gusto dell'epoca e che, per la loro peculiare traduzione dello stile del padre in forme accessibili anche a un pubblico vasto, furono ricercate con passione, in particolare dai viaggiatori del Grand Tour.
L'artista quindi abbandonò gradualmente l'esecuzione di dipinti a olio per dedicarsi alla fortunata produzione di tempere e disegni, alcuni più importanti per dimensioni e qualità – di cui il nucleo principale si conserva al Museo Correr di Venezia – altri di proporzioni ridotte e di esecuzione più veloce.
Si tratta di piccole opere concepite sovente a gruppi o a coppie - come è per le due nostre tempere - realizzate con tocchi rapidi e modulate su colori tenui; piccole vedute di Venezia, per la maggior parte gouache, ma spesso eseguite su materiali insoliti (carta su tela, tavola, tela su tavola, ottone), frutto di una attività vastissima che incontrò tanto favore da fornire lavoro alla bottega, sita all'Ospedaletto in calle del Peruchier 5245, per oltre mezzo secolo.
L'esecuzione è rapida e sintetica, il segno graffiante fa emergere i dettagli architettonici e incide le scattanti figurette, fissate come in un'istantanea: capricci minimi dotati di una grazia tipicamente veneziana e ispirati dalla felicità dell'improvvisazione.