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TRE OPERE DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA

Filippo De Pisis
DALIE, GLADIOLI, IREOS
JUMP TO LOT
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TRE OPERE DA UNA IMPORTANTE COLLEZIONE PRIVATA

Filippo De Pisis
DALIE, GLADIOLI, IREOS
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Details & Cataloguing

Arte Moderna e Contemporanea

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Milan

Filippo De Pisis
1896 - 1956
DALIE, GLADIOLI, IREOS

Provenance

Collezione Manù Balbo, Roma
Collezione Mimì Quilici, Ferrara
Galleria Gian Ferrari, Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario

Exhibited

Ferrara, Palazzo Sant'Anna, III Esposizione del Sindacato Belle Arti dell'Emilia Romagna, 1933
Verona, Palazzo della Gran Guardia, Mostra dell'opera pittorica e grafica di Filippo De Pisis, 1969, n. 120, illustrato
Bologna, Galleria Trimarchi, De Pisis, 1986, pag. 11, illustrato
Verona, Galleria dello Scudo; Roma, Galleria dell'Oca; Bari, Castello Svevo, De Pisis gli anni di Parigi 1925-1939, 1987-88, n. 31, pagg. 132-133, illustrato
Milano, Palazzo Reale, De Pisis a Milano, 1991, pag. 124, illustrato
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, De Pisis, dalle avanguardie al "diario",1993, n. 54, pag. 102, illustrato e n. 54, pag. 180

Literature

F. de Pisis, Un pittore allo specchio, in "La rivista di Ferrara", n. 12, Ferrara, dicembre 1933, pag. 33, illustrato (Fiori)
G. Briganti, De Pisis Catalogo generale. Opere 1908-1938, Milano 1991, vol. I, n. 1930 65, pag. 239, illustrato

Catalogue Note

"Le mie nature morte, ancor prima di un loro valore pittorico e costruttivo, ne debbono avere per me uno lirico e interiore.
C'è chi mi accusa di leggerezza, dilettantismo, insufficienza tecnica, superficialità decorativa. Lasciamoli dire: nessun critico serio, o anche nessun pittore vecchio o giovane potrebbe pensare ciò. Se le mie opere hanno un difetto è precisamente di opposta natura; esse si ricollegano, per ragioni troppo profonde per essere espresse in poche righe, al travaglio caratteristico della nostra epoca.
Per taluni la profondità sta forse nella pesantezza, nella durezza dei contorni, nella monotonia del chiaroscuro, nello stento, nel gran quadrone. Ma Durer è profondo e forte, non perchè secco e talora legnoso, ma per miracolo della vera arte, spesso tocca la lirica a dispetto dell'impaccio formale e della durezza del segno".
Filippo de Pisis, 1931

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