Lot 1140
  • 1140

Giuseppe Bazzani

Estimate
25,000 - 35,000 EUR
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Description

  • Giuseppe Bazzani
  • San SebastianoSanta Barbara
  • olio su tela, una coppia
    a pair, both oil on canvas

Exhibited

Roma, Palazzo Massimo alle Colonne, Cinque pittori del Settecento. Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti. Quarta mostra d'arte antica, 1943, cat. nn. 66 e 67; pp. 88-89;
Mantova, Casa del Mantegna, Mostra del Bazzani, 14 Maggio-15 Ottobre 1950, p. 47 n. 29 e p. 48 n. 31, figg. 105 e 106.

Literature

A. Morandotti, Cinque pittori del Settecento. Ghislandi, Crespi, Magnasco, Bazzani, Ceruti, catalogo della mostra, Roma, Palazzo Massimo alle Colonne, Roma 1943, cat. nn. 66 e 67; pp. 88-89, illustrati;
N. Ivanoff (a cura di), Mostra del Bazzani, catalogo della mostra, Mantova, Casa del Mantegna, 14 Maggio-15 Ottobre 1950, Bergamo 1950, p. 47 n. 29 e p. 48 n. 31, figg. 105 e 106, illustrati;
C. Tellini Perina, Giuseppe Bazzani, Firenze 1970, p. 64, fig. 196, illustrati;
F. Caroli, Giuseppe Bazzani e la linea d'ombra dell'arte lombarda, Milano 1988, nn. 285-286, p. 193, illustrati.

Condition

x
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Catalogue Note

La scioltezza cromatica e la luce rapida e vibrante che scorre sui corpi e sui panneggi dei Santi collocano a giusto titolo questa coppia di tele fra i lavori importanti della maturità del Bazzani. Il dittico viene infatti datato da Flavio Caroli, autore della più recente monografia sul pittore, intorno al 1760. Quasi quarant'anni prima, nel 1950, pure Nicola Ivanoff aveva giudicato "questi preziosi pannelli soffusi di grazia settecentesca" come appartenenti all'ultima maniera. Negli anni Cinquanta e Sessanta del Settecento l'attività di Bazzani fu particolarmente intensa poichè, oltre a dipingere attivamente in palazzi e chiese eseguendo vasti cicli decorativi sacri e profani, il pittore era anche impegnato come professore di pittura presso la neonata Accademia di Mantova. Il suo stile, che a tratti si interseca con quello di Giovan Battista Pittoni e dei fratelli Guardi, ma che presenta evidenti tangenze anche con la pittura d'oltralpe (si vedano le splendide allegorie delle stagioni conservate al museo di Stoccarda), mostra evidenti debiti all'arte di Rubens (che non a caso ebbe un lungo soggiorno mantovano), affondando le sue radici nel modello dei grandi maestri del Cinquecento veneto, da Tiziano a Tintoretto, sapientemente rimeditati. L'originaria ubicazione dei due dipinti è ignota, ma il formato e il soggetto lasciano supporre che si tratti di due laterali di cappella provenienti probabilmente da una chiesa del territorio mantovano, dove il Bazzani nacque e lavorò tutta la vita. La loro rilevanza è testimoniata dal fatto che la coppia di santi venne esposta nel 1943 in una coraggiosa quanto pionieristica mostra realizzata in tempo di guerra, in cui a quelle del Bazzani venivano affiancate opere di Fra Galgario, Giuseppe Maria Crespi, Alessandro Magnasco e Giacomo Ceruti. In tale occasione, Alessandro Morandott sr., autore del catalogo si pronunciò sui quadri in questi termini: "Con una grazia rara il Bazzani sa collocare le figure negli angusti spazi, mediante originali soluzioni triangolate dentro le quali inscrive i corpi".