Lot 1065
  • 1065

Francesco Curradi

Estimate
30,000 - 40,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Francesco Curradi
  • Madonna col Bambino, Sant'Antonio Abate, San Giuseppe e San Francesco
  • firmato in basso a sinistra: F C...
  • olio su tela
    oil on canvas

Catalogue Note

Francesco Curradi nasce a Firenze nel 1570. Discepolo del pittore tardomanierista Giovanni Battista Naldini, nel 1590 s'iscrive all'Accademia del Disegno, facendosi notare per il talento grafico e per l'intelligente analisi psicologica sui personaggi, abilità appresa dallo stesso Naldini. Pur muovendo i primi passi in ambiente tardomanierista, il giovane Curradi non manca di allinearsi su tendenze controriformate, che negli anni della sua primissima formazione avevano trovato a Firenze interpreti di rilievo in Santi di Tito e quindi nel Cigoli. E' proprio alla lezione  di quest'ultimo che si allinearono personalità quali il Passignano e Gregorio Pagani, diretti precursori del nostro artista. Noto per il suo misticismo, Curradi sviluppa infatti uno stile devoto caratterizzato da una semplificazione formale che interiorizza il sentimento religioso rendendo le sue opere immediatamente leggibili e intrise di spiritualità. Diventerà così l'interprete ufficiale della mistica fiorentina, grazie anche alle numerose commissioni ricevute nei primi due decenni del secolo in ambito ecclesiastico, dai disegni eseguiti nel 1610 sulla vita di Santa Maria Maddalena de' Pazzi - per la cui chiesa dedicataria relizzò anche un precoce S. Lorenzo a figura intera - alla serie di pale d'altare per la Compagnia di San Niccolò al Ceppo, tra le quali spiccano la Crocifissione e la Deposizione. Per il cardinal Carlo de' Medici dipinse l'elegante, calibratissimo Narciso al fonte - commissionato nel 1622 per il Casino di San Marco e una delle sue prove più alte in ambito profano - oltre alle sette Storie della Maddalena collocate nella cappella della Villa di Poggio Imperiale. La grande tela qui offerta è una pala d'altare esemplificativa dello stile di Curradi, da collocare nella piena maturità dell'artista e dunque intorno al 1630. Si noti la tradizionale scansione della scena sacra in due livelli, dove lo spazio ultraterreno risulta chiaramente distinto da quello in cui risiedono i Santi in preghiera, che fungono da intermediari con il fedele. In contrasto con quest'organizzazione ancora pietistica dell'immagine, si nota l'irrompere di uno stile barocco nella rappresentazione della Vergine circondata da cherubini, una luminosità che ci riporta al Correggio e un cromatismo più chiaro ed acceso grazie agli accostamenti di azzurro, rosso e giallo che rendono il nostro dipinto avvicinabile  alla Madonna in gloria e Santi eseguita verso il 1628 per la chiesa fiorentina di San Frediano in Gloria. Il dipinto è inoltre da avvicinare, per le figure di San Francesco e di Sant'Antonio Abate, ad alcune tele eseguite negli anni Venti quali la pala dell'Immacolata Concezione nella chiesa bergamasca di San Pancrazio e il San Giovanni Gualberto di Palazzo Pitti a Firenze.
Per quanto la provenienza del dipinto sia ancora ignota, è legittimo ipotizzare che esso risiedesse in una chiesa francescana, forse su di un'altare dedicato a S. Giuseppe come la presenza dei tre Santi protettori sembrerebbe indicare.