Lot 88
  • 88

Fabio Fabbi

Estimate
16,000 - 20,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Fabio Fabbi
  • Odalisca
  • firmato in basso a sinistra F. Fabbi
  • olio su compensato
  • cm 50.4 x 69.5

Condition

From a first hand inspection there are some small losses along the left hand edge due to an old frame and a small sliver in the lower right hand corner due to an old nail. The ultra violet light reveals a thick fluorescent varnish and a dark red paintbrush over the lower part of the carpet. It is suggested a careful cleansing.
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Catalogue Note

Dopo essersi dedicato con successo alla scultura, Fabio Fabbi, dal 1886, scoprì la pittura come mezzo più congeniale per l'espressione della propria arte. Negli anni ottanta, i viaggi in Francia – nella pittura ottocentesca francese trovava le sue premesse il cosiddetto Orientalismo - e in Egitto, gli fornirono le basi necessarie per la produzione di opere di soggetto orientale, le più apprezzate dal suo pubblico.

La pittura di Fabbi si rivolge per lo più alla borghesia, attratta dall'esotismo e dalla sensualità che nell'immaginario comune erano strettamente connessi ad un generico oriente che comprendeva Asia e Africa. I temi da lui proposti sono di due tipologie: una più vigorosa, che raffigura mercati, portatrici d'acqua e folle variopinte e una più teatrale, con odalische, interni di harem, mercati di schiave. La classe media della fine del XIX secolo poteva godersi queste opere con la coscienza a posto, grazie al pensiero che quelle scene vagamente dissolute fossero ambientate in continenti lontani e soprattutto tra fedeli di una religione diversa e distante da quella cattolica.

Odalisca, è tipica espressione di quel gusto ottocentesco che volutamente ignorava ciò che di concreto si cominciava a conoscere dell'Oriente tramite l'espansione delle grandi potenze occidentali, per rimanere ancorato ad una visione decorativa e "pittoresca" di un Islam favoloso, violento e lussurioso.

La giovane distesa, la cui sensualità è accentuata da un sapiente contrasto di luci ed ombre e dall'ambiente ammorbidito da tessuti e cuscini, è l'incarnazione della donna orientale modellata dall'immaginazione dell'uomo occidentale, con il suo corredo di alcova, fiori, stoffe, strumenti musicali. I motivi delle carni bianche, dei piccoli tavolini intagliati che sorreggono un narghilè o dell'incenso, ricorrono nei vari dipinti di Fabbi intitolati La vendita della schiava, Mercato di schiave, Interno di harem.