Lot 66
  • 66

Silvestro Lega

Estimate
18,000 - 22,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Silvestro Lega
  • Profilo di giovane donna
  • firmato in basso a destra SLega
  • pastello su cartone pressato, incorniciato 
  • cm 58.8 x 38.5

Provenance

Raccolta Roberto Papi (vendita Galleria Geri, Milano, maggio 1928, n. 95);
Collezione Cocci, Firenze (vendita Galleria Geri, Milano, dicembre 1928, n. 344)

Literature

G. Matteucci, Lega, Firenze 1987, vol. II,
pag. 340, n. 421, illustrato in bianco e nero

Condition

The correct media is paper lied on paper lied on cardboard. The support is a little warped. There are two small holes due to nails lower along the edge and one in the top left corner. Some humidity signs with mould are visible overt the woman's hair and face and over the lower part of her dress. Some light signs of consumption are visible on the face, below the eye and over the chin. It is not possible to recognise retouches.
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Catalogue Note

Silvestro Lega comincia a frequentare il Gabbro, a breve distanza dalla costa livornese, sin dall'estate del 1886. Stanco e malato, amareggiato dalle difficili condizioni che affliggevano un po' tutti gli artisti in quel periodo, trova in quella località collinare una fonte inesauribile di ispirazione sia nella natura che nella popolazione; ma soprattutto gode della calda accoglienza da parte della famiglia livornese dei Bandini, ricchi proprietari terrieri che avevano eletto il Gabbro come seconda residenza per poter amministrare da vicino i loro beni.

Una serie di profili femminili di contadine o delle donne di casa Bandini si susseguono in una produzione che prosegue fino alla morte dell'artista. Lo schema utilizzato in questi busti femminili di profilo è quello messo a punto nel periodo di Bellariva, ma l'immagine acquista morbidezza e approfondimento psicologico, come appare chiaro dall'osservazione del nostro Profilo di giovane donna, databile agli inizi degli anni novanta. Sembrerebbe quasi che Lega abbandoni l'impressionismo di alcuni lavori precedenti per tornare ad un maggiore realismo, ma non si tratta di involuzione, bensì di un cambiamento comune anche ai giovani pittori livornesi della generazione post-fattoriana.

Se Profilo di giovane donna è caratterizzato da una vaghezza di esecuzione che ne costituisce il fascino precipuo, l'estrema modernità dell'opera risiede nell'innovativo colorismo: il verde acido dello sfondo in forte contrasto con l'abito a larghe righe rosse e nere e la sedia appena accennata con rapidi tocchi di blu intenso anticipano la libertà cromatica della pittura del nuovo secolo.