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Giovanni Segantini
Description
- Giovanni Segantini
- Tramonto
- olio su tela
- cm 40 x 60
- Eseguito nel 1882 - 84
Provenance
Exhibited
Literature
M. C. Gozzoli, L'opera completa di Segantini, Milano 1973, pag. 107, n. 252, illustrato in bianco e nero;
A. P. Quinsac, Segantini. Catalogo Generale, Milano 1982, vol. I, pag. 171, n. 222, illustrato in bianco e nero
Condition
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Catalogue Note
Reca timbri a ceralacca sul telaio;
Reca cartellino sul telaio con i n. 41 e X 111A
Proveniente da un'importante collezione privata e presentato per la prima volta al pubblico in occasione della mostra dedicata al Divisionismo italiano alla Permanente di Milano nel 1970, Tramonto, già collezione Bigazzi dal 1966, è interessante testimonianza di un primo orientamento simbolista della pittura di Segantini già a partire dai primi anni ottanta, periodo cui è ascrivibile la nostra tela.
Infatti se la stesura pittorica del dipinto, condotto a pennellate filamentose, l'uso di una tavolozza ancora improntata sui toni cupi del marrone, del verde, del viola e del blu, oltre che un chiaro intento di ricerca luministica avevano indotto Annie Paul Quinsac (cfr. A.P. Quinsac, Segantini. Catalogo generale, Milano 1982, vol. I, pag. 171) ad avvicinare Tramonto ad una delle prime versioni di Ritorno all'ovile e a suggerire per la tela in oggetto una datazione tra l'ultimo periodo trascorso in Brianza, dove Segantini, influenzato dagli esempi di Anton Mauve, dipinge le sue prime scene di vita contadina, e gli inizi del soggiorno a Savognino, nel 1886, dove il pittore, sempre guidato dai consigli di Grubicy, si avvicina alla tecnica divisionista, in occasione di questa vendita la studiosa, dopo aver visionato nuovamente il dipinto, ha suggerito di anticipare la datazione dello stesso al biennio 1882-1884.
La difficoltà di lettura del dipinto, anche per via dei toni scuri impiegati dall'artista, aveva già indotto Maria Cristina Gozzoli ad assimilare Tramonto, per via del raggruppamento delle figure, ad una sorta di Fuga in Egitto, ma un'analisi dell'opera in oggetto induce a considerarla, più che un paesaggio con figure, uno studio sul colore e sul controluce.
E. C.