Lot 37
  • 37

Giovanni Segantini

Estimate
55,000 - 75,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Giovanni Segantini
  • Tramonto
  • olio su tela
  • cm 40 x 60
  • Eseguito nel 1882 - 84

Provenance

Collezione Bigazzi, Milano (1966 - 1970)

Exhibited

Milano, Società per le Belle Arti con Esposizione Permanente, Mostra del divisionismo italiano, 1970, n. 3

Literature

M. C. Gozzoli, L'opera completa di Segantini, Milano 1973, pag. 107, n. 252, illustrato in bianco e nero;
A. P. Quinsac, Segantini. Catalogo Generale, Milano 1982, vol. I, pag. 171, n. 222, illustrato in bianco e nero

Condition

Work relined. From a first hand inspection there are two losses near the top edge on the left hand side and two more lower along the left hand edge. Light craquelures slightly detached top left over the mountain. The ultra violet light reveals fluorescent varnish dishomogeneously spread. There are some small retouches along the left hand edge specially near the lower corner. Other small retouches are visible along the top edge and one near the right hand lower corner. It is suggested a light cleansing and consolidation. The overall condition as to the state of preservation is good.
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Catalogue Note

Reca timbri a ceralacca sul telaio;
Reca cartellino sul telaio con i n. 41 e X 111A

Proveniente da un'importante collezione privata e presentato per la prima volta al pubblico in occasione della mostra dedicata al Divisionismo italiano alla Permanente di Milano nel 1970, Tramonto, già collezione Bigazzi dal 1966, è interessante testimonianza di un primo orientamento simbolista della pittura di Segantini già a partire dai primi anni ottanta, periodo cui è ascrivibile la nostra tela.

Infatti se la stesura pittorica del dipinto, condotto a pennellate filamentose, l'uso di una tavolozza ancora improntata sui toni cupi del marrone, del verde, del viola e del blu, oltre che un chiaro intento di ricerca luministica avevano indotto Annie Paul Quinsac (cfr. A.P. Quinsac, Segantini. Catalogo generale, Milano 1982, vol. I, pag. 171) ad avvicinare Tramonto ad una delle prime versioni di Ritorno all'ovile e a suggerire per la tela in oggetto una datazione tra l'ultimo periodo trascorso in Brianza, dove Segantini, influenzato dagli esempi di Anton Mauve, dipinge le sue prime scene di vita contadina, e gli inizi del soggiorno a Savognino, nel 1886, dove il pittore, sempre guidato dai consigli di Grubicy, si avvicina alla tecnica divisionista, in occasione di questa vendita la studiosa, dopo aver visionato nuovamente il dipinto, ha suggerito di anticipare la datazione dello stesso al biennio 1882-1884.

La difficoltà di lettura del dipinto, anche per via dei toni scuri impiegati dall'artista, aveva già indotto Maria Cristina Gozzoli ad assimilare Tramonto, per via del raggruppamento delle figure, ad una sorta di Fuga in Egitto, ma un'analisi dell'opera in oggetto induce a considerarla, più che un paesaggio con figure, uno studio sul colore e sul controluce.

E. C.