Lot 54
  • 54

Attribuito a Biagio (?) Manzoni

Estimate
25,000 - 35,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Biagio (?) Manzoni
  • La buona ventura
  • olio su tela, senza cornice

Condition

The canvas has been relined. The paint surface is generally secure and under a dirty varnish. There is a small patch to the reverse of the relining centre right which corresponds to a small restored tear on the recto. It appears that either there is a seam on the original canvas running vertically down the centre or the original canvas has been folded at some point. Inspection under UV light reveals fairly extensive retouching throughout, particularly to the central figure's face and along the canvas join or fold. Offered unframed.
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Catalogue Note

Pochi sono gli elementi biografici noti sulla figura del "misterioso Manzoni, affascinante caravaggesco della provincia romagnola" (M. Cellini, 2008) la cui personalità artistica è stata riscoperta da Roberto Longhi nel 1957 in un articolo su Paragone e recentemente messa in luce grazie alla mostra dedicata a Guido Cagnacci e alla coeva pittura della regione (Forlì, Musei San Domenico, 20 Gennaio-22 Giugno 2008). Diversi e numerosi sono invece nei suoi dipinti i rimandi alla pittura del primo Seicento, da Caravaggio stesso, delle cui opere il romagnolo aveva avuto probabilmente una conoscenza diretta, a Dirk van Baburen, Orazio Gentileschi, Rutilio Manetti.
La tela che presentiamo, per la quale si può proporre una datazione abbastanza precoce nel percorso dell'artista alla luce della stretta adesione al Caravaggio romano - ad esempio nella scelta stessa del soggetto e di alcuni elementi come la figura del giovane col cappello piumato - e dell'effetto ancora tardomanierista di compressione delle figure all'interno dello spazio compositivo, è da avvicinare al nucleo principale delle opere note del pittore, quali Il martirio di Sant'Eutropio (Faenza, Pinacoteca comunale), Il miracolo della moneta del tributo (Collezione Koelliker) e Il martirio di San Sebastiano (Parigi, Museo del Louvre), per il medesimo arcaismo compositivo, le stesse figure dalla fisicità un po' plebea, il modo caratteristico di costruire i panneggi su nervature emergenti e la "carica espressiva, animata (...) di spiriti ribaldamente popolareschi" (D. Benati, 2008).