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Lorenzo Veneziano
Description
- Lorenzo Veneziano
- San Paolo
- tempera su tavola, fondo oro
Literature
Condition
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Catalogue Note
Nel 1954 Rodolfo Pallucchini nota le fortissime affinità esistenti fra questo San Paolo e le due tavole della Pinacoteca di Bologna, San Bartolomeo e Sant'Antonio Abate, che provengono certamente dal registro superiore del famoso polittico che Lorenzo Veneziano esegue nel 1368 per la chiesa bolognese di San Giacomo Maggiore. Nonostante tali affinità però San Paolo non è attribuibile allo stesso complesso, vista l'assenza dell'aureola dorata negli altri santi citati. La tavola faceva quindi parte di un altro complesso oggi smembrato, coevo al Polittico di San Giacomo che fu disperso nel 1636. Il naturalismo del Santo, in meditazione e quasi sorridente, permette in effetti di proporre una datazione intorno al soggiorno emiliano del 1368, quando l'artista, in contatto con la ricca cultura pittorica bolognese, sviluppa uno stile realistico lontano dallo ieratico bizantinismo veneziano della prima metà del Trecento. La vivacità della gamma cromatica, il mantello rosso dal risvolto verde chiaro che stacca sull'abito di un blu intenso e sullo sfondo dorato, è tipica del maestro che in precedenza, nel Trittico Leon della Galleria dell'Accademia di Venezia del 1359, aveva fatto uso degli stessi vivaci colori per le figure di San Giovanni Evangelista e della Maddalena. L'opera è di grande qualità e ciò non può che aumentare il rammarico per la mancanza di informazioni sulla perduta pala originaria, sicuramente straordinaria.
Lorenzo Veneziano è indubbiamente il pittore più rilevante del panorama lagunare della seconda metà del Trecento. Paragonato nel passato a Paolo Veneziano di cui certo fu discepolo, Lorenzo si mostra ben presto più moderno del maestro introducendo nuove tendenze artistiche venute dalla terraferma nella pittura veneziana, ancora presa dall'austero bizantinismo. Anche se la vita dell'artista non è ben documentata, sono conosciute le tappe importanti che hanno segnato la sua carriera: la prima risale alla fine del sesto decennio del Trecento a Verona, quando il pittore esegue nella chiesa di Sant'Anastasia una Madonna dell'Umiltà, mentre la seconda, fondamentale, si svolge nell'anno 1368 a Bologna, dove scopre la pittura naturalistica. Senza rinnegare l'eredità paolesca Lorenzo propone allora un goticismo che dal bizantino del maestro passa a un realismo emiliano, aprendo la via che porterà la pittura veneziana al cosiddetto Gotico Internazionale.