Lot 13
  • 13

Lorenzo Veneziano

Estimate
70,000 - 100,000 EUR
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Description

  • Lorenzo Veneziano
  • San Paolo
  • tempera su tavola, fondo oro

Literature

R. Pallucchini, La pittura veneziana del Trecento, Venezia-Roma 1964, p. 174, illustrato fig. 527.

Condition

The catalogue illustration is quite representative of the painting, except for the gold ground which is in original less yellowish in tone. The original panel is very thin (0.3 cm.) and has been attached to another one (0.3 cm.) that has been cradled. The picture appears very flat and stable and we suggest to keep it as it is. Some abrasions of the gold ground and some restoration along the margins - showing the red basis underneath - are visible to the naked eye, as well as a vertical line of restoration running top to bottom in the centre of the painting. All this restoration is visible from the catalogue illustration as well. The inspection under ultra-violet light reveals another vertical line of retouching, interfering with the saint right eye and eyebrow.
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Catalogue Note

Nel 1954 Rodolfo Pallucchini nota le fortissime affinità esistenti fra questo San Paolo e le due tavole della Pinacoteca di Bologna, San Bartolomeo e Sant'Antonio Abate, che provengono certamente dal registro superiore del famoso polittico che Lorenzo Veneziano esegue nel 1368 per la chiesa bolognese di San Giacomo Maggiore. Nonostante tali affinità però San Paolo non è attribuibile allo stesso complesso, vista l'assenza dell'aureola dorata negli altri santi citati. La tavola faceva quindi parte di un altro complesso oggi smembrato, coevo al Polittico di San Giacomo che fu disperso nel 1636. Il naturalismo del Santo, in meditazione e quasi sorridente, permette in effetti di proporre una datazione intorno al soggiorno emiliano del 1368, quando l'artista, in contatto con la ricca cultura pittorica bolognese, sviluppa uno stile realistico lontano dallo ieratico bizantinismo veneziano della prima metà del Trecento. La vivacità della gamma cromatica, il mantello rosso dal risvolto verde chiaro che stacca sull'abito di un blu intenso e sullo sfondo dorato, è tipica del maestro che in precedenza, nel Trittico Leon della Galleria dell'Accademia di Venezia del 1359, aveva fatto uso degli stessi vivaci colori per le figure di San Giovanni Evangelista e della Maddalena. L'opera è di grande qualità e ciò non può che aumentare il rammarico per la mancanza di informazioni sulla perduta pala originaria, sicuramente straordinaria.

Lorenzo Veneziano è indubbiamente il pittore più rilevante del panorama lagunare della seconda metà del Trecento. Paragonato nel passato a Paolo Veneziano di cui certo fu discepolo, Lorenzo si mostra ben presto più moderno del maestro introducendo nuove tendenze artistiche venute dalla terraferma nella pittura veneziana, ancora presa dall'austero bizantinismo. Anche se la vita dell'artista non è ben documentata, sono conosciute le tappe importanti che hanno segnato la sua carriera: la prima risale alla fine del sesto decennio del Trecento a Verona, quando il pittore esegue nella chiesa di Sant'Anastasia una Madonna dell'Umiltà, mentre la seconda, fondamentale, si svolge nell'anno 1368 a Bologna, dove scopre la pittura naturalistica. Senza rinnegare l'eredità paolesca Lorenzo propone allora un goticismo che dal bizantino del maestro passa a un realismo emiliano, aprendo la via che porterà la pittura veneziana al cosiddetto Gotico Internazionale.