Lot 271
  • 271

Arturo Martini

Estimate
220,000 - 250,000 EUR
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Description

  • Arturo Martini
  • La Pisana - II versione
  • firmato
  • bronzo
  • cm 120x64x31
  • Eseguito nel 1933 circa

Provenance

Collezione Jesi, Milano
Galerie Krugier, Ginevra

Literature

G. Perocco, Arturo Martini, Milano 1966, pag. 36, n. 177, illustrazione di un altro esemplare
P. G. Castagnoli, Fondazione Umberto Severi. II Scultura Contemporanea, Modena 1992, pag. 38, illustrato a colori
G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, pag. 152, n. 224, illustrazione di un altro esemplare (misure errate)

Condition

This work appears to be in generally good overall condition. There are a few superficial scratches and oxidations on the patina of the sculpture probably inherent to the tecnique used by the artist.
"In response to your inquiry, we are pleased to provide you with a general report of the condition of the property described above. Since we are not professional conservators or restorers, we urge you to consult with a restorer or conservator of your choice who will be better able to provide a detailed, professional report. Prospective buyers should inspect each lot to satisfy themselves as to condition and must understand that any statement made by Sotheby's is merely a subjective, qualified opinion. Prospective buyers should also refer to any Important Notices regarding this sale, which are printed in the Sale Catalogue.
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Catalogue Note

Martini realizzò il modello in gesso per la prima versione della Pisana, eroina delle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, a Roma verso la fine del 1928. Dal gesso fu tratto un primo bronzo nel 1930, donato al Museo Civico di Treviso da Natale Mazzolà, il primo proprietario. Sempre dallo stesso modello, Martini realizzò un esemplare in pietra, acquistato dal suo mecenate il Conte Arturo Ottolenghi di Acquiterme.
Nel 1930 Martini interviene sul gesso modificandone alcuni piccoli dettagli. Ricavandone prima una controforma, Martini cede questo primo gesso al sarto Adriano Pallini, che dopo averne tratto un bronzo, lo distrugge. Dalla controforma Martini realizza nel 1933 due terracotte, dalle quali verranno tratti altri due bronzi non numerati, uno dei quali è proprio l'esemplare qui presentato. Ad Albisola, nel 1931-1932, sempre dallo stesso stampo, Martini realizza alcune terrecotte che risultano frammentarie.
In questa scultura, la nuova ciocca di capelli adagiata sul collo della fanciulla cade sulla spalla in un movimento più morbido e reale rispetto alla prima versione del 1928. Con l'aggiunta della frangia sulla fronte e la ripresa dei capelli intorno all'orecchio, Martini ammorbidisce i tratti del viso della fanciulla. La sua mano sinistra, precedentemente adagiata sulla base, è ora girata verso di lei e le dita piegate sembrano premere contro il cuscino. Grazie a questi piccoli dettagli che aggiungono movimento alla scultura, Martini enfatizza l'atmosfera immaginaria e impalpabile che accompagna il sonno della figura.