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Raro ed importante crocifisso in bosso e legno scolpito, dipinto e dorato artefici di ambito Berniniano, Roma, terzo quarto del secolo XVII
Description
- cm 89
Condition
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Catalogue Note
La scultura presenta una croce su cui è evidente la presenza di rami di quercia, ovvio riferimento alla famiglia dei Chigi, cui appartenne il pontefice Alessandro VII (1655-166). L'idea barocca di dar vita agli emblemi nobiliari attraverso la pittura, la scultura e ogni altro aspetto delle arti trova qui una sottile applicazione che, seguendo il gusto di Gian Lorenzo Bernini e della sua scuola, immagina una sorta di nascita della quercia araldica dalla zolla rocciosa del Golgota. Il legno con cui era stata costruita la croce, secondo una tradizione, sarebbe derivato dall'Albero della vita e questo, secondo l'iconografia della nostra opera si identifica con la pianta della famiglia papale esaltando il significato salvifico del pontificato.
Non è infrequente che gli intagliatori e gli scultori attivi per la famiglia siano ricorsi in quegli anni a espedienti decorativi del genere, vista anche la facilità del tema fitomorfo che consentiva, attraverso la realizzazione di rami con foglie e ghiande, un felice arricchimento ornamentale. Alcuni disegni dell'epoca mostrano, ad esempio, tavolini monopodi formati da un robusto tronco (vedi il lotto 11) cui si avvinghiano tralci di quercia, come accade nell'opera qui in esame (A. Gonzalez-Palacios, Arredi e ornamenti alla corte di Roma, Milano, 2004, pp. 74-76). L'esempio più famoso di questo genere di trasposizioni, senza dubbio, è l'organo nel transetto destro della chiesa di Santa Maria del Popolo, in cui le canne dello strumento vengono avviluppate nella pianta epitetica della famiglia, seguendo un disegno di Bernini (fig. 1) stesso trasferito in stucco verso il 1656-57 (op.cit. pp.16-17). Fra i non pochi arredi che seguono quest'idea, decorativa e strutturale nel contempo, si ricordano almeno la cornice con ritratto del Cardinale Flavio I Chigi, oggi a Palazzo Pallavicini, a Roma (ill. in Gonzalez-Palacios, op. cit, p.94) e soprattutto la sontuosa coppia di tavoli custoditi in Palazzo Chigi ad Ariccia ma provenienti dal Palazzo di città della famiglia (op.cit., pp. 80-83).
ESPOSIZIONI
Bibl. esposto alla mostra Roma barocca, a cura di M. Fagiolo, p. Portoghesi, Roma, Museo Nazionale di Castel S. Angelo, 2006, p. 278.