Lot 210
  • 210

Giorgio Morandi

Estimate
650,000 - 850,000 EUR
bidding is closed

Description

  • Natura Morta
  • firmato e datato 42 sul retro
  • olio su tela
  • cm 27x46,5

Provenance

Acquisito dalla famiglia dell'attuale proprietario direttamente dall'artista negli anni Quaranta

Literature

L. Vitali, Morandi Catalogo Generale 1913/1947, Milano 1983, vol I, n. 360, illustrato

Condition

This work appears to be in generally good overall condition. Under UV light is visible a different refraction due to the natural aging of the varnish. There is a trace of the frame along the left edge, easily removable. No retouchings are visible under UV light except for two minor and unobtrusive dots with a differen refraction by the upper left corner and over the fisrt bottle on the left. Colours are slightly colder than in the catalogue illustration.
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Catalogue Note

Una delle più suggestive prospettive per la comprensione dell'opera di Giorgio Morandi è senza dubbio l'efficace similitudine con l'esperienza musicale, che ben si adatta alla lirica morandiana, alla sua "severa elegia luminosa". La sua ricerca di astratta purezza nasce, come nella musica, da un'intima fonte di ispirazione, dove la luce, il tono e lo spazio si fondono, rivelando, negli accordi della pittura, un'armonia di composizione che innalza i poveri oggetti a pura potenza espressiva.
Questo punto di vista rivela quanto il "concerto" della sua pittura sia in grado di tradursi in una lingua viva, una melodia figlia della tradizione della "misura italiana" fatta di impareggiabile equilibrio, calma e perfezione esecutiva, come nella perfezione di un'esecuzione orchestrale.
Ciascun elemento formale, quali la luce, il colore e la costruzione spaziale, sono intimamente connessi fra di loro, proprio come in una partitura musicale, dove ogni singolo strumento perde la proprio funzione individuale per armonizzarsi agli altri in una "valenza originaria" che si rivela attraverso la qualità e l'intensità degli elementi compositivi che, in musica, equivalgono al timbro e alla tonalità.
Lo stesso Cesare Brandi nel 1942, sosteneva, a proposito del cammino artistico di Morandi, come "per analogia musicale dovremmo ancora dire che nasce il timbro, quale realizzazione in colore degli accordi prodotti in una determinata tonalità. E come il timbro, se unigenito con l'armonia, è inscindibile da questa, inserendosi su una data tonalità, e realizza la forma auditiva dell'accordo, così nella pittura di Morandi, la luce incorporata al colore produce la forma figurativa dell'oggetto." (C. Brandi, Morandi, Roma 1990, pag. 40-41).