Lot 60
  • 60

Alessio Issupoff

Estimate
20,000 - 30,000 EUR
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Description

  • Alessio Issupoff
  • pescatori al molo di odessa
  • firmato in basso a sinistra Alessio Issupoff
  • olio su tavola
  • cm. 28 x 55
  • Eseguito nel 1920 circa

Condition

Oil on plywood. From a first hand inspection there is a long and narrow craquelure along the upper margin at 4 cm distance from the margin itself. There are further small and narrow craquelures on the surface, parallel to the grain of the plywood. A 1x1.5 cm retouched loss is at lower centre. There is a tiny hole at upper left. The ultra violet light reveals a thick and fluorescent varnish that might hide other possible retouches. We suggest an accurate cleansing. The overall condition as to state of preservation is good.
"In response to your inquiry, we are pleased to provide you with a general report of the condition of the property described above. Since we are not professional conservators or restorers, we urge you to consult with a restorer or conservator of your choice who will be better able to provide a detailed, professional report. Prospective buyers should inspect each lot to satisfy themselves as to condition and must understand that any statement made by Sotheby's is merely a subjective, qualified opinion. Prospective buyers should also refer to any Important Notices regarding this sale, which are printed in the Sale Catalogue.
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Catalogue Note

Databile al 1920 circa, Pescatori al molo di Odessa è la testimonianza dell'ammirazione e della partecipazione che Issupoff infonde nella rappresentazione del lavoro e delle attività più umili della vita dell'uomo, dai mercati al mondo contadino, sempre con un occhio attento alla natura, ai cavalli, alle campagne sotto la neve.

E' forte il sentimento con cui fa proprie queste immagini e le rappresenta, sfruttando un disegno che sostiene il colore nelle sue limpide e raffinate armonie.
La vitalità degli elementi che compongono la scena è data non solo dai personaggi al lavoro, ma anche delle nuvole e dalle pozze d'acqua che riflettono il cielo uggioso, eseguito a larghe pennellate bianche, corpose e pesanti, che enfatizzano la fatica dei pescatori. La rappresentazione diventa immagine e documento vero di vita. L'artista non teme l'espressione del suo pensiero in tutte le sue possibilità.

Scrisse Antonio Mancino a seguito della visita alla prima personale dell'artista Russo a Roma nel 1926: "(...) la critica ha trovato in quelle sue pitture tutte vita e luce, una sincera espressione d'artista; il pubblico vi ha trovato la verità e la poesia; io vi ho conosciuto un nuovo vivace e sicuro pittore, un uomo buono ed un temperamento potente di artista destinato a sicuro avvenire" (G. Nicodemi, Alessio Issupoff, Milano 1949).