Lot 24
  • 24

COLLEZIONE GIANNI MAIMERI - MILANO DAL LOTTO 24 AL LOTTO 26 Gianni Maimeri

Estimate
18,000 - 25,000 EUR
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Description

  • Gianni Maimeri
  • le amiche
  • firmato in basso a destra Gianni Maimeri
  • olio su cartone pressato
  • cm. 99 x 70
  • Eseguito nel 1920 Reca numero di inventario stampato sul retro 1356

Provenance

Eredi Maimeri, Milano

Exhibited

Milano, Palazzo della Permanente, Mostra Commemorativa di Pittori Soci, 1960, pag. 57;
Milano, Museo Teatrale alla Scala, I musicisti visti da Gianni Maimeri, 1992;
Ancona, Palazzo degli Anziani, I musicisti visti da Gianni Maimeri, 1992;
Spello, Vecchio Palazzo Comunale, Musicisti e fiori visti da Gianni Maimeri, 1993;
Nocera Umbra, Sala Consiliare di Palazzo Comunale, Paesaggi, nature morte, ritratti, 1994;
Strasburgo, Parlamento Europeo, Un maestro nella pittura del Novecento italiano. Gianni Maimeri, 1995, s.p.;
Milano, I diari di Gianni Maimeri, 1997;
Varese, Villa Recalcati, Opere scelte, 1997;
Asolo, Museo Civico, Opere scelte, 1997;
Lecce, Museo di S. Castromediano, Dal notturno alla luce, 1997;
Castelfranco Veneto, Casa del Giorgione, Opere scelte, 1998;
Campione d'Italia, Galleria Civica, Gianni Maimeri (1884 - 1951), ritratti e figure, 1999, pag. 30, illustrato a colori;
Milano, Fondazione Maimeri, Gola e Maimeri. Colori e sentimenti protagonisti della pittura lombarda nel primo '900, 2008


Literature

G. Buccellati, Gianni Maimeri. Dal notturno alla luce, Milano 1991, s.p., illustrato a colori;
R. De Grada, P. Manazza, Gianni Maimeri (1884 - 1951), opere scelte, Milano 1997, s.p., illustrato a colori
 

Catalogue Note

Gianni Maimeri lascia nel 1906 gli studi accademici condotti a Venezia sotto la guida di Giuseppe Vizzotto-Alberti per tornare a Milano e crescere, da principio con Leonardo Bazzaro, poi seguendo le orme di colui che chiamerà maestro: Emilio Gola.

L'artista ricerca una propria personalità espressiva, studia il colore e il movimento, senza tuttavia aderire a nessun "gruppo" che lo definisca. Questa componente non è mai rientrata nella sua mentalità: Maimeri ha sempre voluto sottolineare la propria autonomia di pensiero e la propria personalità, fortemente arricchita dagli amori famigliari e dall'affetto per gli amici. Maimeri, tuttavia, non smette mai di cercare e di interrogarsi, "(...) certo non perse il gusto della solitudine, dell'osservazione da lontano, isolato e appassionato, trasgressivo e pur saldo nella sua fedeltà alla tradizione Lombarda del Gola, intrisa pudicamente di sentimenti appena sfiorati, densa di atmosfere lievemente evocate, persuasivo nel senso delle cose  e lanciato sulla realtà per trarne il 'succo vitale' (Carrà)" (P. Biscottini, I diari di Gianni Maimeri, Milano 1996).

La vera innovazione della pittura non è per Maimeri l'invenzione di un nuovo modo di dipingere o la ricerca sfrenata di soggetti nuovi. Nel suo diario, nel 1913, sostiene che l'artista deve eliminare dal quadro tutto ciò che è superfluo. Il fondamento dell'arte, per Maimeri, è di natura interiore, è l'intuizione di una realtà viva, densa di colori e di presenze fisiche e spirituali. L'arte è espressione di un'emozione che egli stesso qualifica come "sincerità morale", una verità naturale e psichica allo stesso tempo, materia ed energia. L'arte è "desiderio" di esprimere una propria autonoma valenza, il suo scopo è la ricerca della bellezza che giace in fondo alla vita; l'amore per quest'ultima non verrà sacrificata in nome delle ideologie.

Già dopo il ritorno dal servizio civile, Maimeri si focalizza sullo studio della figura. Nel 1920, l'anno de Le amiche, l'artista ci presenta un'arte complessa ed esaustiva di tutte le sue teorie d'analisi pittorica: dal colore alla forma, dalla materia al sentimento, chiara espressione di un'arte forte del proprio sentire e del proprio esprimere.

La figura in abito giallo, posta quasi di spalle, sembra invitare lo spettatore in questo ambiente famigliare e profumato, ad un dialogo confidenziale. Le forme esaltate dai colori e dai contrasti di luce ed ombra creano un'intensa atmosfera, un insieme armonico ed elegantemente bilanciato. Lui stesso dirà "....è necessario che il soggetto produca in noi un'emozione". L'artista si immedesima e condivide i sentimenti dei suoi personaggi, divenendo narratore del quotidiano.

Anche la vita della città lo coinvolge, al punto che nel 1929 protesta con la Podesteria milanese iniziando una battaglia contro la chiusura dei navigli. Da ciò nascerà una testimonianza pittorica importante: un ciclo di trenta dipinti nei quali Maimeri racconta Milano e gli scorci dei suoi canali (Le opere fanno ora parte della Collezione Ramazzotti di Milano).

L'artista ben riflette il rapporto tra ambiente e figura senza soggiacere ad un meccanico verismo, ma restituendo la realtà rappresentata nella sua integrità d'emozione. Anche il paesaggio quindi diviene pretesto per l'espressione di forme e colori. Uno dei principi fondamentali che Gola trasmette a Maimeri è che il colore è lo strumento essenziale del dipingere, a prescindere da ogni contenuto. L'evoluzione del pensiero dell'artista è qui espressa in una sorta di intimismo lombardo. Robecco sul naviglio e Ponte al Lambro diventano un universo cromatico, mantenendo una suggestiva forza d'impatto.