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Giovanni Sottocornola
Description
- Giovanni Sottocornola
- Ritratto di Luigia Carati, moglie dell'artista
- firmato e datato in basso a sinistra Sottocornola 1890
- olio su tela
- cm. 80 x 50
Condition
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Catalogue Note
Felice espressione della ritrattistica dell'artista, la tela, inedita, ci restituisce i tratti e la snella figura di Luigia Carati, la giovane milanese sposata da Giovanni Sottocornola nel 1883 e, da quella data, compagna del pittore per tutta la vita.
L'intimità dell'universo familiare è motivo d'ispirazione ricorrente nella produzione di Sottocornola e non è difficile credere che anche lo spunto pittorico per la tela in oggetto sia riconducibile, come in altre opere intrise di particolare intimismo, quali ad esempio Gioia mia!, a momenti reali vissuti dal pittore.
Se già nel primo ritratto dedicato alla moglie, quel Ritratto di Signora presentato alla rassegna annuale di Brera nel 1885 (cfr. G. Ginex, Giovanni Sottocornola dal realismo sociale al quotidiano familiare, Milano 1985), il pittore, pur entro i limiti imposti dalla ritrattistica ufficiale, era riuscito a tracciare un intenso ritratto psicologico della donna amata, nella nostra tela, datata 1890, Luigia diviene pretesto per una profonda indagine dell'animo femminile.
Colta tra le pareti domestiche, la giovane donna siede accanto alla finestra con lo sguardo perso nel vuoto, tra le dita una lettera e un velo di tulle bianco, abbandonata sulla seggiola in un atteggiamento assorto.
Se lo spunto narrativo può essere derivato al pittore da esperienze personali, è anche vero che quello della donna pensierosa è motivo caro alle arti figurative di quegli anni e sia Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza, del 1889 sia Rêverie di Eugenio Spreafico, del 1891, rimandano ad un clima di comune ispirazione.
Il Ritratto di Luigia Carati è uno splendido esempio di pittura naturalista e prova della maturità artistica del suo autore che sapientemente alterna il proprio linguaggio a seconda delle esigenze compositive e narrative: una stesura corposa ad impasto nella resa del volto e del corpetto dell'abito, che si fa leggerissima nell'impalpabile velo bianco - vero virtuosismo pittorico -, ed una materia più magra stesa a pennellate più veloci nello sfondo.
E. C.