Lot 22
  • 22

Filippo Palizzi

Estimate
30,000 - 50,000 EUR
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bidding is closed

Description

  • Filippo Palizzi
  • La scuderia
  • firmato e datato in basso a destra Fil. Palizzi - / -1848 - 
  • olio su tela
  • cm. 55 x 74

Exhibited

Monza, Serrone della Villa Reale, Capolavori dell'800 napoletano. Dal Romanticismo al Verismo, 1997, pag. 178, illustrato

Condition

The work has been relined with synthetic wax. The relining process compressed the paint causing flattening of the surface. From a first hand inspection there is a slight clump close to the feeding trough in lower right margin, due to a non identified object between canvas and loom. The ultra violet light reveals superficial layers of paint added in correspondance to the dark tones of the horses in the foreground. The overall condition as to state of preservation is good.
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Catalogue Note

Il dipinto, datato 1848, quindi appartenente ad una fase relativamente giovanile dell'artista, documenta un aspetto poco noto della cultura artistica di Filippo Palizzi, spesso ricondotta semplicemente entro i confini dello studio del vero a contatto con la natura, ma invece vasta e variegata.

Se la testimonianza lasciataci da Domenico Morelli sulla formazione del Palizzi (cfr. D. Morelli, Filippo Palizzi e la scuola napoletana di pittura dopo il 1840, Napoli 1907) ci informa sull'interesse nutrito dal giovane, fin dai primi mesi d'accademia, per le incisioni dei più importanti artisti, antichi e contemporanei, è la critica più recente a far luce sull'influenza esercitata sul giovane Filippo dalla compostezza neoclassica delle opere di Léopold Robert come dalle stampe anglosassoni di soggetto animalista, molto frequenti sul mercato napoletano di quegli anni. 

Ed è proprio a questi modelli cui ricondurre l'esecuzione de La scuderia, nella quale le qualità salienti che la caratterizzano, vale a dire la singolare durezza dei contorni "disegnati", la precisione ottica della composizione e una particolare limpidezza ottenuta dall'impiego di una luce fredda, sarebbero difficilmente spiegabili con una ripresa del motivo dal vero.

Al medesimo interno di stalla è riferibile anche un'altra tela analoga alla nostra nelle dimensioni ma datata 1854 - oggi di proprietà della Cassa di Risparmio di Firenze –  proveniente dalla collezione napoletana del principe Torlonia. É verosimile che il principe, conosciuta La scuderia, abbia commissionato al Palizzi una nuova versione del dipinto, eseguita dal pittore con alcune significative varianti.  

La tela qui presentata si dimostra un'opera risolta con eleganza e maestria e testimonia, già a questa data, la grande abilità di colui che diverrà il pittore animalista ottocentesco per eccellenza, colui che saprà cogliere non solo la fisionomia dei suoi animali, ma anche il carattere, poiché come lui stesso sosteneva "...l'animale, a qualunque specie appartiene, ed anche appartenente alla stessa specie, possiede la sua individualità caratteristica, cioè forma, colore, indole speciale, né più ne meno come l'uomo ha il suo carattere fisico e morale" (cfr. C. Lorenzetti, Il naturalismo di Filippo Palizzi, in "Il Fluidoro", a. II, n. 7-10, Napoli 1955, pag. 19).

E. C.