Lot 229
  • 229

Alighiero Boetti

Estimate
20,000 - 30,000 EUR
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Description

  • Alighiero Boetti
  • Rocking snake
  • firmato, intitolato e datato 1971 sul retro
  • matita rossa e blu su carta quadrettata
  • cm. 70x101

Provenance

Acquistata direttamente dall'artista dall'attuale proprietario all'inizio degli anni Settanta

Condition

This work appears to be in generally good overall conditions. The paper is slightly wavy. There are two minor folders upwards left and towards the centre.
"In response to your inquiry, we are pleased to provide you with a general report of the condition of the property described above. Since we are not professional conservators or restorers, we urge you to consult with a restorer or conservator of your choice who will be better able to provide a detailed, professional report. Prospective buyers should inspect each lot to satisfy themselves as to condition and must understand that any statement made by Sotheby's is merely a subjective, qualified opinion. Prospective buyers should also refer to any Important Notices regarding this sale, which are printed in the Sale Catalogue.
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Catalogue Note

"Per me, ad esempio, l'esperienza dei quadratini, che tu o altri vedete in modo completamente diverso, è stata un'esperienza non comunicabile ma pazzesca, perchè mi trovavo di fronte ad uno spazio completamente vuoto e con una struttura diciamo paternale, e con quest'appoggio, cioè il fatto del ricalcare che si ritrovava anche nelle cartine, avevo una libertà pazzesca. Però le prime volte sono ricaduto lo stesso nei comportamenti, è una psicanalisi che potrei fare con qualsiasi cosa: in questi quadratini ne sono successe di tutti i colori, ho scritto delle cose anche terribili o bellissime, cose segrete che poi sono state tutte riempite perchè  l'unica regola era il riempimento senza obbligo di tempo né di come, soprattutto le prime volte. Comunque mi sono imbattuto in lati comportamentistici veramente borghesi, per esempio la volontà di fare la cosa nel modo più veloce e razionale che non c'entra niente coll'essere artisti. Quanto al fatto poi dello spreco, di non ricalcare una cosa già fatta, cioè questa economia, nell'ultimo della serie dei quadratini ho preso una matita e non l'ho staccata mai senza preoccuparmi se ricalcavo o no , così mi sono liberato anche da questa ossessione. Tu puoi sempre e comunque metterti di fronte a una realtà (che poi è la tua), come te la sbrighi? Da questi disegni, dal problema del loro riempimento, ne è venuto poi fuori anche un fatto di ritmica, con i quadratini avrei potuto passarci la vita. Dal bianco e nero sono passato al rosso e blu (colori che ritrovi in tutti a livello simbolico, l'acqua calda e fredda, il sangue venoso e arterioso) sempre con quell'appoggio paternale che erano i quadratini stampati, c'erano infinite possibilità di variazione. Poi ho troncato per iniziare un altro campo. Il fatto è che il concetto dello spreco è un concetto che mi fa impazzire, come il sole che si dà gratis, completamente indifferente al fatto, come prodotto semplicemente oculare, in Afghanistan per esempio. Oggi non sopporto più certi miei lati borghesi, noi abbiamo sempre questo senso di industria e di realizzazione, di fare la riga retta, invece tutte le avventure hanno tracciato una specie di greca."
(A. Boetti cit. in A Bonito Oliva, Dialoghi d'artista - Incontri con l'arte contemporanea 1970-1984, Milano 1984