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Giacomo Balla
Description
- Giacomo Balla
- Paesaggio - Torri del Museo Borghese
- firmato
- vernice su carta intelata
- cm. 66x46
- Eseguito nel 1905 circa
Provenance
Casa Balla, Roma
Galleria Il Narciso, Torino
Ivi acquistato dall'attuale proprietario nel 1963
Exhibited
Torino, Galleria Il Narciso, Il paesaggio nella pittura italiana contemporanea, 1961, n. 1, illustrato
Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna, Giacomo Balla, 1963, n. 7, illustrato
Literature
M. Fagiolo dell'Arco, Balla pre-futurista, Roma 1968, n. 80
T. Fiori, Archivi del Divisionismo, Roma 1968-69, vol. II, pag. 144, n. X.146, pag. 361, fig. 1777, illustrato
Condition
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Catalogue Note
"Il pittore completo che ama la verità eterna nell'espressione della NATURA, quando viene pittoricamente suggestionato da essa, le correnti trasmissive sono ingenuamente prive di qualunque scuola, metodo, regola, maniera ecc. e sono verginalmente sincere, NATE solo perché hanno trovato quei dati specialissimi sensi o nervi scrupolosamente adatti alle creazioni artistiche" scrive Giacomo Balla a inizio secolo. Quando nel 1895 si trasferisce a Roma da Torino con la mamma Lucia, dopo vari e piccoli traslochi va ad abitare con la giovane sposa Elisa Marcucci nella casa-convento tra via Parioli 6 (oggi via Paisiello) e via Nicolo' Porpora: dal lungo balcone che unisce le stanze, Balla studia e dipinge con tecniche sempre diverse la natura di Villa Borghese, le statue di Parco dei Daini, le fontane come le torri del Museo Borghese alle diverse ore del giorno... "Animali, piante, mari, monti, cielo, terra stagioni paesi, climi freddi e calori tutti e giorni allegri e tristi ecc. tutto insomma diventa arte - nuova - immutabile" si legge in un altro taccuino.
"In pochi anni, fino al 1910 (l'anno del grande polittico Villa Borghese - Parco dei Daini), questo tema della natura ai confini dell'abitazione diventa la sua "Montagne Sainte-Victoire." Un tema da indagare, da provare e riprovare, da scarnire fino all'astrazione. Si tratta di uno dei primi temi sperimentali affrontati dal pittore, proprio come saranno all'epoca eroica del Futurismo i temi della Rondine (vista dallo stesso balcone), l'Automobile in corsa, la Velocità astratta, le Linee forza di paesaggio, la Trasformazione forme spirito, il Mercurio che passa davanti al sole. Una ricerca sperimentale in atto che, partendo sempre dallo stesso luogo, arriva a semplificarlo e quasi a svuotarlo con una idea mentale quasi 'astratta'" (vedi: M. Fagiolo dell'Arco, Giacomo Balla 1895-1911. Verso il Futurismo, Padova 1998, pagg. 29-30).
Da bravo sperimentatore ricerca la tecnica più nuova e ricca di sensazioni speciali: dal pastello sulla carta da pane al carboncino sulla carta assorbente, dalla biacca alla vernice sulla carta comune... In questo Paesaggio, veloci e luminose pennellate di vernice arancio costruisco il prato davanti alle torri del Museo racchiuso dentro la quinta fotografica costruita dai due tronchi d'albero: una veduta tanto naturale quanto nuova.
L'opera Paesaggio - Torri del Museo Borghese viene realizzata da Giacomo Balla subito dopo il suo trasferimento nella casa-convento ai Parioli intorno al 1905: proprio per la stesa pittorica e il taglio fotografico della veduta delle torri è da avvicinarsi al dittico già Mimi' Quilici Buzzacchi (vedi: G. Lista, Balla, Modena 1982, nn.152-153) o al grande pastello Cantano i tronchi (già Collezione Mastroianni). L'opera proviene da Casa Balla dove è rimasta fino all'inizio degli anni Sessanta. Viene scelta da Elio Pinottini per illustrare le due mostre alla Galleria Il Narciso di Torino sul paesaggio contemporaneo e nel 1963 da Enrico Crispolti nella prima grande mostra monografica su Balla a Torino. L'opera viene pubblicata da Maurizio Fagiolo nel suo primo volume su Balla pre-futurista e subito dopo dalla Fiori negli Archivi del Divisionismo (Roma 1969). Si ringrazia Elio Pinottini della Galleria Il Narciso di Torino.
Elena Gigli, Roma 1 ottobre 2007