Lot 246
  • 246

Gruppo in porcellana bianca manifattura Ginori a Doccia, Gaspero Bruschi, 1746

Estimate
50,000 - 70,000 EUR
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Description

  • cm 34 x 28
allegorico e raffigurante due putti a cavallo di una pantera tra pampini d'uva ed una maschera teatrale; crepe di cottura, qualche mancanza minore e qualche piccolo restauro

Catalogue Note

BIBLIOGRAFIA: 

J. Kraeftner, A. d’Agliano e C.Lehner –Jobst, Barocker Luxus Porzellan.Die Manufakturen  Du Paquier in Wien und Carlo Ginori in Florenze, Catalogo della Mostra, a cura di ,  Wien 2005,  p. 143.

Questo lotto è provvisto dell'attestato di libera circolazione.

Il gruppo rappresenta due putti, uno con un grappolo d’uva nella mano destra, l’altro raffigurato in atteggiamento danzante : entrambi poggiano sopra una pantera accovacciata  su una roccia su cui è adagiata una maschera tragica. Davanti al muso della pantera sono appoggiati dei grappoli d’uva. La composizione, eseguita con grande abilità scultorea, soprattutto nei particolari, presenta un evidente significato allegorico : i grappoli d’uva, la danza  dei putti e la presenza della maschera, fanno pensare ad un voluto riferimento al mito  di Bacco ed Arianna. Pur non essendo questo gruppo concepito per un  bassorilievo, esso venne ideato per essere visto frontalmente, come si può dedurre dalla lavorazione , più approssimativa  sul retro dell’oggetto, che oltretutto risulta anche più appiattito. I due putti erano inizialmente mobili, come si può notare dai fori presenti sulla schiena della pantera, poi chiusi in epoca recente con dello stucco.  Questo oggetto rientra in una serie di  opere eseguite da Gaspero Bruschi  fra il 1745  e il 1750, in buona parte riconducibili alla mano dell’artista grazie ad alcuni documenti d’archivio che ne possono attestare la paternità. In particolare, quest’opera  rappresenta una variante molto interessante rispetto alla serie dei putti in porcellana di Doccia derivati dai bronzi attribuiti al Piamontini da Zikos ( cfr. Vienna 2005 n 308), elencati nell’Inventario dei Modelli già pubblicato da Lankheit nel 1982 (87:4) e ripetuti nell’Inventario delle  Forme ( vedi d’Agliano, Vienna 2005, n. 309).  Da un attento riesame dei documenti d’archivio, già menzionati in precedenza da Leonardo Ginori Lisci  ( 1959), abbiamo individuato l’esistenza di un altro gruppo di putti, eseguiti da Gaspero Bruschi nel 1746, come conferma il documento dell’archivio Ginori Lisci : “… Io poi ho fatto, secondo gli ordini da Vostra Eccellenza ( Carlo Ginori, n.d.r) datimi, il gruppo dei puttini con la tigre e ne vado facendo un altro( che è quasi finito)con una capra  e/o altra maschera, e ho mutata l’attitudine dei medesimi putti che ancora essi   scherzano con uva e foglie, che non resta di minor bizzarria  di codesto, che è fatto per suo compagno.La detta capra  ho ancora formata  e avendo, come l’altre cose siffatte, mettendo insieme il Gruppo di Amore e Psiche che non è riuscito cattivo,….. e subito metto mano a fare altro Amore e Psiche,e correggere qualche difetto che in questo è venuto avend’io a rimandare il modello ai formatori, che a tale effetto feci venire alla fabbrica”( 1).

Tale documento è assai importante per comprendere non solo quale fosse il ruolo del  capo dei modellatori, Gaspero Bruschi, all’interno della manifattura, ma anche per individuare in questo gruppo  assai originale la mano autografa del capo dei modellatori.  Da quanto si legge risulta evidente che il modello per il gruppo suddetto, ordinato da Carlo Ginori, venne non solo modellato dal Bruschi bensì lo scultore vi apportò un cambiamento nel corso della lavorazione . Tale variazione, riguardante proprio la posizione dei putti, viene testimoniata dalla mobilità degli stessi, ancora ad oggi evidente. Risulta quindi  da questo documento come questo gruppo non appartenga alla nota serie di quattro gruppi di putti già identificata dal Lankheit, e  assegnata da Zikos al Piamontini, bensì ad un’ ulteriore serie espressamente  eseguita dal Bruschi  nel 1746 .Stilisticamente la composizione sembrerebbe ispirarsi  ai  sarcofagi dell’antichità romana, in cui spesso compariva la figura di Bacco fanciullo sopra una pantera, motivo ripreso anche in alcuni bassorilievi  di Massimiliano Soldani Benzi, da cui derivano le cere oggi  conservate al Museo delle Porcellane di Doccia.

Risulta interessante notare come la lettera scritta da Bruschi testimoni l’ esistenza di un altro gruppo compagno del suddetto: se originariamente questo secondo gruppo era stato identificato con quello oggi al Museo Civico di Torino, rappresentante due putti con capra, derivato da un bronzo del Piamontini,( Zikos, Vienna 2005)l’individuazione  e pubblicazione del gruppo in collezione Lukacs ( d’Agliano, Vienna 2005) ha portato Jennifer Montagu ad individuare il compagno del gruppo suddetto nei “Due Fanciulli con Capra”   presso il Museo Duca di Martina di Napoli (Inv . 3189)( 2) . Questa ipotesi della Montagu  può essere suffragata sia dalla dimensione del gruppo(b. cm. 32,5   h cm 43)  che dalla sua composizione : infatti la capra è distesa  sopra una roccia coperta da pampini e grappoli d’uva,molto simile nella composizione del gruppo con pantera. Le figure di putti, che  in questo caso  sono tre, appaiono appoggiati sulla schiena della capra come nel caso del nostro gruppo. Inoltre, l’Inventario delle Forme  della manifattura di Doccia  elenca, nella Quarta e nella Sesta Stanza,  due diversi  gruppi di putti con capra, di cui uno potrebbe essere identificato con il gruppo oggi a Torino ( d’Agliano,2005) e l’altro, con molta probabilità, con il gruppo oggi alla Floridiana(3).

1) Archivio Ginori Lisci, 1746, XIII.216

2) Jennifer Montagu ha presentato questo oggetto durante il seminario tenutosi a Vienna al Museo Liechtenstein nei giorni 29-30 gennaio 2006.

3) Archivio Ginori Lisci , Filza 37/ 22, n. 28 e n.40

 

Bibliografia citata nel testo:

Ginori 1959   Leonardo Ginori Lisci, Some little known porcelain from the Doccia factory, in “The Connoisseur”  CXLIIII, 1959, p. 157e ss.

Lankheit 1982: Klaus Lankheit, Die Modellsammlung der Porzellanmanufaktur Doccia,  Monaco 1982.

d’Agliano , Zikos 2005  Andreina d’Agliano, Dimitrios Zikos in catalogo della mostra “Barocker Luxus Porzellan: Die Manufakturen Du Paquier in Wien und Carlo Ginori in Florenz”, Vienna 2005 ( a cura di J. Kraeftner, A. d’Agliano, C.Lehner-Jobst).

 

Andreina d'Agliano