Lot 109
  • 109

Collezione Gianni Maimeri, Milano, dal lotto 109 al lotto 112 Gianni Maimeri (Varano 1884 - Milano 1951)

Estimate
12,000 - 18,000 EUR
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Description

  • Gianni Maimeri
  • lambretto alla barona
  • olio su tela
  • cm. 90.5 x 120
  • Eseguito nel 1932 circa

Provenance

Eredi Maimeri, Milano

Literature

R. De Grada, E. Borrusco, G. Lopez, P. Manazza, Gianni Maimeri, dal notturno alla luce (1884 - 1951), Milano 1991, pag. 20 e 21, catalogato e illustrato a colori

Condition

The ultra violet light reveals a light fluorescent varnish spread over the surface, no retouch nor restoration can be seen. The overall condition is good.
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Catalogue Note

Inventariato con il n. 405


Ha le idee ben chiare Carlo Carrà quando, il 23 marzo 1930 dalle colonne de "L'Ambrosiano" recensisce la mostra che Gianni Maimeri ha inaugurato nelle sale del "Giornale dell'Arte", in via Ugo Foscolo a Milano; chiare tanto sulle qualità artistiche del Maimeri, quanto sulle capacità di esercizio critico dei suoi "colleghi": "Gianni Maimeri dipinge senza pensarci su più di tanto, eppure la sua pittura è fitta di studio e di amore. E tanto più riesce ad interessarci in quanto che, oltre a quella viva naturalezza, egli dà anche molte rare sensazioni, passando dal paesaggio alla figura, dallo studio di ambiente alla natura morta, e sempre con interesse vivo e costante. [...] la linea sostanziale è però sempre una e indivisibile, le difformità che si notano in questo nostro pittore sono soltanto di fattura e di espressione, e per ciò la scelta che si può fare dipende dal grado di raffinamento che uno possiede".

A quella data Gianni Maimeri, nato nel 1884, è un artista completo e nella rassegna milanese propone oltre una quarantina di opere che rappresentano gli esiti di quasi venticinque anni di ricerca pittorica condotta con entusiasmo e coscienza, nel segno del colore.

Nel novembre del 1903 il giovane Maimeri si trasferisce a Venezia dove frequenta, con l'intenzione di prepararsi agli esami d'ammissione per accedere ai corsi dell'Accademia di Belle Arti, prima la scuola di Vincenzo Rinaldi, e poi,  lo studio di Giuseppe Vizzotto Alberti, ma nell'estate del 1905 abbandona la città lagunare per tornare a Milano, dove all'inizio dell'anno successivo allestisce un proprio studio a Porta Vicentina.

I primi anni milanesi sono molto stimolanti e le conoscenze e le amicizie che li attraversano saranno decisive sia nel definire la scelta dei temi con cui confrontarsi, come nel determinare il linguaggio con cui esprimersi.

Il suo esordio artistico rimanda, infatti, sia nei soggetti sia nel lessico ai canoni del cosiddetto naturalismo lombardo tardottocentesco, che Maimeri ritrova, ancora vivo e pulsante, nella pittura di Leonardo Bazzaro, nei suoi paesaggi, nella sua pennellata franta e vibrante di luce.

E' proprio a Bazzaro cui si ispira il fare di certi paesaggi d'impressione eseguiti nei dintorni milanesi nei pressi del Naviglio, del Lambro, nella valle di Antrona in Piemonte, dove trascorre un'estate intera a dipingere en plein air con il maestro.

L'altro importante incontro che connoterà la produzione di figura e la ritrattistica di Maimeri sarà quello con Emilio Gola, che conosciuto nel giugno del 1908, diventerà ben presto il suo principale referente artistico. Gli avvenimenti, gli incontri, le perplessità e le scelte di questi anni fondamentali sono tutti puntualmente registrati in un diario che, con dovizia di particolari, l'artista tiene dal 1903 al 1917 e che oggi risulta un prezioso strumento d'indagine storico-critica (cfr. G. Buccellati, a cura di, I diari di Gianni Maimeri, Milano 1996).