Lot 59
  • 59

Giuseppe Bernardino Bison Palmanova nel Friuli 1762 - 1844 Milano

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Description

  • Giuseppe Bernardino Bison
  • Paesaggio alpino con due viandanti e un cane su un ponte; Paesaggio con un borgo rustico, armenti e viandanti
  • tempera su cartoncino, in un tondo dipinto, una coppia

Provenance

Dipinti e Disegni Antichi, Roma, Christie's, 18 Giugno 2002, lotto 720;
Collezione privata, Roma.

Catalogue Note

Di squisita freschezza e spontaneità, questa coppia di tempere su carta è un tipico esempio dei paesaggi con piccole figure che caratterizzano la produzione più originale di Giuseppe Bernardino Bison, pittore considerato l’ultima viva voce della favolosa stagione settecentesca veneziana. Sensibile artista di transizione tra il Settecento e il primo Ottocento, Bison, pur rimanendo fedele a un gusto e un carattere prettamente lagunari, rispecchia il passaggio dal mondo rococò a quello neoclassico, con componenti che già preludono allo spirito romantico. Il suo repertorio è interpretato in chiave fantastica e con un linguaggio originale, spesso ironico, vivo e penetrante. L’atmosfera limpida di questi due paesaggi trattati con un tocco di pennello liquido, sicuro e veloce, al massimo della spontaneità creativa, renderebbe ipotizzabile la datazione dei tondi intorno al secondo decennio del secolo XIX. Nei dipinti sono ravvisabili alcuni elementi fondamentali dell’iconografia del pittore friulano: la natura, le rovine e le piccole figure tratteggiate in una dimensione intima e vitale, sono rivissute in una commistione di antico e moderno, di componenti naturalistici e umani che hanno ognuna una loro sentita verità. I vari elementi sembrano fare naturalmente parte del paesaggio insieme ai tronchi degli alberi, alle montagne, alle rocce. Quasi come in un proscenio nel Paesaggio alpino con due viandanti e un cane su un ponte una coppia preceduta da un cane incede su una passerella in legno, mentre gli elementi naturalistici come lo sperone di roccia, il cervo, la cascata, creano livelli di crescente profondità, fino allo sfumare degli abeti nella nebbia. Similmente nel Paesaggio con borgo rustico, armenti e viandanti il liquefarsi chiaro e luminoso del cielo fa da sfondo a una quinta architettonica formata dalle rovine di un arco che, insieme a un tronco d’albero ripiegato, inquadra il villaggio rurale e l’avanzarsi delle piccole figure a cavallo. Ne risultano composizioni di grande equilibrio che rivelano le doti di scenografo e decoratore di Bison, dove gli elementi del paesaggio e della vita sono raffigurati con estrema naturalezza, calibrati da un colore liquido, più solido e sostanzioso nei primi piani, leggero fino a perdersi nella luminosità atmosferica del cielo, nei piani più lontani e sullo sfondo.
I due dipinti sono da avvicinare stilisticamente a una serie di paesaggi che Bison realizzò verso la fine del secondo decennio del secolo come Paesaggio fluviale con cavalieri e Paesaggio con rovina e viandanti in collezione Franchi: come quelli, i nostri tondi presentano una straordinaria limpidezza cromatica resa attraverso un luminoso cielo che si perde nelle nebbie atmosferiche, giocato sui toni del bianco e del grigio, su cui risaltano le gradazioni del verde argentato della vegetazione boschiva e del rosso terroso che definisce il ponte, la staccionata, l’arco in rovina e le capanne. La stessa pennellata sciolta e rotta da guizzi improvvisi dei nostri paesaggi è ritrovabile in altre due tempere di collezione privata ascrivibili al medesimo periodo, Paesaggio con contadini e Paesaggio con viandanti.
Queste gustose tempere rivelano inoltre gli influssi compositi dell’arte del Bison, la cui personalità artistica, dopo gli anni giovanili all’Accademia di Venezia presso Romani e Cedini, si formò alla “scuola” di Giandomenico Tiepolo e di Francesco Guardi, ma anche sui modi di Ricci, di Canaletto e di Zuccarelli. Se le opere giovanili come gli affreschi di Palazzo Manzoni a Padova e di Villa Tivaroni Tannini di Lancenigo sono di carattere decisamente tiepolesco e denunciano l’abilità scenografica e decorativa del Bison, le migliori doti della sua arte risiedono proprio nella produzione delle piccole tempere come le nostre, quasi sempre di soggetto paesistico, che egli rese attraverso una pittura fortemente aderente alla sostanza e ai fenomeni della natura.