Lot 55
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Francesco Zuccarelli Pitigliano 1702-1788 Firenze

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Description

  • Francesco Zuccarelli
  • Paesaggio con famiglia di pastori e animali vicino a una fontana
  • olio su tela

Catalogue Note

Questa delicata scena campestre è un tipico esempio di quel genere di paesaggi pastorali ispirati al mondo idilliaco dell’Arcadia che si sviluppò tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento, di cui Francesco Zuccarelli fu uno dei rappresentanti più originali. Ad arrivare all’atmosfera seducente di tali opere contribuirono non solo le raffigurazioni ispirate al mondo arcadico delle accademie e il gusto raffinato ed elegante proveniente dalla Francia, ma soprattutto la formazione romana del pittore unita alla lezione veneziana del colore. Gli antecedenti di questo genere pittorico si trovano nei grandi paesaggisti del Seicento, quali Claude Lorrain e Gaspar Dughet, le cui opere Zuccarelli ebbe occasione di vedere a Roma durante il lungo soggiorno giovanile sotto la guida del figurista Pietro Nelli, così pure come nei paesisti di origine nordica attivi nella capitale tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento, primo fra tutti Frans Van Bloemen. Ma furono soprattutto i paesaggi chiari e ariosi di Locatelli, di Anesi e di Panini che spinsero l’artista ad abbandonare la pittura di figura per dedicarsi al paesaggio. Da Panini in particolare Zuccarelli trasse i toni dolci del colore e il tocco tenue della pennellata, che rimarranno fra i segni più caratteristici della sua pittura. A Venezia, dal 1731 al 1752, l’artista toscano fu poi sedotto dalle opere di Marco Ricci, i cui tagli compositivi spesso emergono nella sua produzione. Nella città lagunare lo Zuccarelli elaborò una pittura che rimase dolce e morbida e che perseguì anche nel decennio del soggiorno londinese (1751-1760), quando lavorò per committenti aristocratici e per lo stesso sovrano, che lo elesse membro della Royal Academy.
Zuccarelli è tra i pittori che meglio seppero rendere l’ideale di ordine e armonia classicista.
I suoi paesaggi non segnano il tempo e le stagioni, ma ritraggono una perenne primavera colta nell’ora del giorno più rosea, dove giovani pastorelle atteggiate con la grazia di dame sono circondate da bambini e animali, all’interno di conche ombrose o in aperta campagna, mentre lontano all’orizzonte si perdono i monti tinti d’azzurro.
La nostra tela in particolare raffigura una piacevole e quieta scena arcadica, costruita con una pittura raffinata che contiene gli elementi tipici del repertorio figurativo del toscano e rivela la piena padronanza espressiva da lui raggiunta in tale genere. Le fronde degli alberi sulla sinistra riflettono la luminosità del cielo e paiono simboleggiare una natura idilliaca che protegge in un abbraccio l’umanità che la abita, piccole figure in armonia con il paesaggio, accuratamente modellate negli incarnati e nei delicati contrappunti chiaroscurali che vivacizzano la gamma cromatica della tela. La calda esecuzione del fondale paesaggistico riprende alcuni spunti trattati in molte altre opere del pittore toscano, come gli alberi frondosi, le nubi delicate, gli scorci delle architetture in lontananza, ricomposti in scenografie sempre diverse, ma analogamente soffusi da un’atmosfera vaporosa e irreale che unisce armonicamente cielo, alberi, uccelli, uomini e animali in una natura incivilita e aristocratica, più di fantasia che reale, lontana dalla verità rustica dei campi. Questi caratteri sono tipici della felice stagione creativa del pittore toscano che vide la realizzazione di alcuni capolavori come il Paesaggio con Bacco e danzatrici della collezione Cini, i numerosi Paesaggi delle Gallerie dell’Accademia di Venezia e dell’Accademia Carrara di Bergamo e le Pastorali già della collezione Grassi di New York e delle Gallerie veneziane.