Lot 42
  • 42

Francesco Solimena Canale di Serino 1657-1747 Barra

bidding is closed

Description

  • Francesco Solimena
  • Nascita della Vergine; Nascita del Battista
  • iscrizioni ottocentesche sui telai: S:t Johannes Geburt/ von/ Solimena; Solimena

  • olio su prima tela, una coppia, senza cornice

Catalogue Note

Questa coppia di tele è uno splendido esempio di quel “far per ‘macchie’ di puro colore” (N. Spinosa, Pittura napoletana del settecento, Napoli 1998, p. 97) tipica di numerosi dipinti realizzati dall’artista intorno al secondo decennio del Settecento, uno dei momenti artisticamente più felici della sua carriera. Dai due dipinti traspare il vigoroso naturalismo di Solimena che, pur nella dimensione ridotta delle tele, rappresenta la solennità dell’evento attraverso un’immagine di grande realismo e intensità. Lo spazio è definito dall’insieme delle figure elegantemente bilanciate nel concatenarsi dei gesti e plasticamente definite con un rigore accentuato dai contrasti chiaroscurali e dai colori accesi. L’intensità cromatica e luministica e l’estrema naturalezza della scena rimandano ad altre opere dell’artista napoletano, come la Rebecca al pozzo dell’Hermitage, definita essa pure da una luce che  pare improvvisamente colpire le figure accentuando la solennità dell’evento, senza per questo diminuire la naturalezza espressiva delle figure e la sobrietà della narrazione. Nella Nascita del Battista in particolare il gesto eloquente di Elisabetta che protende il braccio verso il bambino e lo sguardo grave e determinato di Zaccaria traducono perfettamente l’immagine del vangelo di Luca “All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino, e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni” (…) Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: ”Giovanni è il suo nome”. (Luca 1,59-63).
I raffinati dipinti qui presentati sono da intendere come modelletti o repliche autografe di due opere di analogo soggetto, citate da Bernardo De Dominici nelle sue Vite de’ Pittori, Scultori ed Architetti Napoletani come due quadretti su rame eseguiti da Solimena per il cardinale Ottoboni (op. cit., Napoli 1742-43, vol. IV, p. 427). La Nascita del Battista in particolare è stato identificato con il dipinto conservato alla Walker Art Gallery di Liverpool (inv. 2846), che è però dipinto su tela e non su rame e il cui soggetto è oggi considerato il momento in cui Zaccaria dà il nome a Giovanni Battista (40.3 x 32.4 cm.; F. Bologna, Francesco Solimena, Napoli 1958, p. 255, illustrato fig. 154; e Walker Art Gallery. Foreign Schools Catalogue, Liverpool 1963, p. 186, illustrato p. 69). Una replica autografa ma assai debole di questa composizione si trova al Museo Civico di Teramo. Del dipinto di Liverpool è stato individuato il probabile pendant conservato al Bowes Museum di Barnard Castle in Inghilterra, anch’esso su tela e delle medesime dimensioni, ed esposto nel 1964 alla mostra Italian art 1600-1800 (Durham, Bowes Museum, 8 maggio-12 luglio 1964, n. 28, illustrato), il cui soggetto è oggi individuato nella Nascita del Battista e non nella Nascita della Vergine, come detto da De Dominici. Le due tele quindi, secondo la critica contemporanea, rappresenterebbero il momento in cui Giovanni viene alla luce e quello in cui il padre Zaccaria, reso muto per l’incredulità con cui aveva accolto le parole dell’arcangelo Gabriele che gli annunciava l’arrivo del figlio, fissa su una tavoletta il nome da dare al bambino.