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Bartolomeo Cittadella Vicenza 1636-1704
Description
- Bartolomeo Cittadella
- L'elemosina di San Martino
- olio su tela
Catalogue Note
L’opera di Bartolomeo Cittadella si inserisce nel filone classicheggiante della pittura veneta del primo Seicento. L’artista vicentino si formò alla scuola del Padovanino (1588-1694) e del di lui allievo Giulio Carpioni (1613-1678), con cui collaborò e da cui ereditò i colori, ora tenui, ora vivaci, delle sue rappresentazioni. Questa tela con l’Elemosina di San Martino presenta una struttura compositiva concentrata di grande intensità. Evidenti sono gli influssi dei pittori cui l’artista è debitore: l’inventiva è memore di certe soluzioni del Padovanino, la vivacità cromatica richiama l’opera di Tiziano e l’intenso luminismo chiaroscurato è di derivazione caravaggesca. La rilevante qualità del dipinto rimanda alle opere più notevoli del pittore conservate a Vicenza, come Mosè fa scaturire l’acqua dalle rocce e i Quattro Dottori della chiesa in San Marco o la Natività, la Caduta di Massenzio, la Visione della Croce di Costantino e il Serpente di bronzo nel Duomo. L’attività del Cittadella si svolse tra Vicenza e Verona dove realizzò per lo più opere di soggetto sacro.
L’episodio qui raffigurato ricorda il momento in cui Martino, divenuto poi nel 370 vescovo di Tours, mentre svolge il suo servizio per l’esercito romano in Gallia incontra in una gelida giornata invernale un mendicante tremante per il freddo. Diviso in due il suo mantello, ne porge una parte al poveruomo. La notte stessa il Cristo gli si rivelò in sogno, indossando la parte di mantello da lui donata.